Perché praticare se siamo già il Sé?

Una sentenza che dovrebbe smascherare l’insensatezza dei neoadvaitin i quali sostengono che non v’è bisogno di alcuno sforzo né alcuna pratica in quanto siamo già il Sé:

Discorso 354
“Rimuovere l’ignoranza è lo scopo della pratica, non l’acquisizione della Realizzazione.
La Realizzazione è sempre presente, qui e ora.
Se fosse qualcosa di nuovo da acquisire, sarebbe a dire che la Realizzazione è assente in un dato momento e presente in un altro. In questo caso non sarebbe permanente e dunque non varrebbe la pena di uno sforzo. La Realizzazione invece è permanente ed eterna ed è qui e ora”.
[Dai “Discorsi con Sri Ramana Maharshi”]

Rajivji chiama questa Realizzazione “riconoscimento”.
Stabilizzarla richiede altro sforzo perché tutte le vasana siano annichilite. Vedremo inseguito…

In un altro passo Sri Ramana dice:
“Non hai bisogno di aspirare a realizzare un nuovo stato. Liberati dai pensieri che hai adesso. Questo è tutto”.