come entrare più profondamente nello stato naturale

G. — Adesso è tutto come prima con la differenza che tutto il mio mondo è come se fosse appoggiato su un Nulla-Vuoto-Silenzio-Luce-eterna etc. Per cui le cose, compreso il famoso me stesso, hanno sempre meno presa… tutto scivola via senza o poca resistenza quasi (non che non mi incavolo o mi preoccupo, sono umano… ma è un gioco vuoto).

Sergio — Mi congratulo, ma comprenderai che una cosa è che abbia meno preso, altra è che non ne abbia per niente! La differenza è la Liberazione.

G. — C’è veramente da chiedersi: Chi resiste? La domanda muore nel silenzio.

S. — Sì, non trovi più un ‘io’ perché l’occhio non vede se stesso. Tu come Brahman non puoi vederti come oggetto. La risposta a ‘Chi sono io?’ è lo Stato Naturale di autoconsapevolezza, ma quello non è un ‘Chi’ individuale, è lo stato non duale, è il samadhi.

G. — Poi il pensiero della morte (con annesso rischio di nichilismo) mi ha molto aiutato.

Ho un parente che lavora con gli anziani e molti sono affetti da demenze senili…  Hanno tutti le foto dei bei tempi andati conservate nei loro comodini. È un peccato che non si possano filmare per mostrare dove va a finire la ‘personalità’ dell’uomo!

Ma non è una mail amara, anzi! Tu capirai…

S. — Certo, la profonda comprensione della miseria della vita e della sua vacuità intrinseca è Irrinunciabile per la Liberazione, non mi stancherò mai di ripeterlo.

Yogananda meditava negli ossari!!!

Fin quando l’apparenza di Maya risulta anche solo un po’ significante, non può esservi una Stato Naturale ininterrotto, la mente sarà portata a distrarsi e andare verso quell’apparenza.

Il vero aspirante alla Liberazione non è più umano!! Ha rinunciato completamente alla vita, è già morto. Gli altri sono ancora nella fasi iniziali del percorso.

G. — Attendo indicazioni: come entrare più profondamente nello stato naturale in questo pandemonio di vita?

S. — Purtroppo non posso darti un’indicazione semplice, d’altra parte sei un aspirante avanzato e sei determinato verso la Liberazione. Riuscirai! E sii buono con te stesso quando manchi, non è un compito facile.

NELLA MEDITAZIONE FORMALE:

Pratica il Thekchod (rimanere nello Stato naturale). Se non ti è chiaro come fare ti spiegherò in dettaglio a voce.

NELLA VITA QUOTIDIANA:

Ricordi cosa dicono i maestri zen? ATTENZIONE!!! Lo Stato Naturale è uno stato indistratto.

Per uscire dall’incantesimo di Maya, o Matrix se vuoi chiamarla così, devi COSTANTEMENTE OSSERVARE come pura consapevolezza non coinvolta (il meglio che puoi in quel momento), senza rispondere alle sensazioni di attrazione e avversione. Quando vedi che perdi la centratura, la presenza consapevole, e sei scivolato nel sogno, riprendi a osservare senza come ti ho detto. Questo porta allo Stato Naturale e dissolve tutto il macchinario illusorio di Matrix.

Quando invece sei nello Stato Naturale di autoconsapevolezza, rimani in esso, non hai altro da fare.

Se invece puoi entrare nello Stato Naturale a volontà, allora semplicemente  richiamalo quando ti accorgi di averlo perso.

Nello Stato Naturale tutte le impurità/identificazioni della mente gradualmente emergono spontaneamente e si auto-liberano senza sforzo dissolvendosi nella pura consapevolezza.

In questo modo tutta l’identificazione umana viene smantellata. E tu sei Pura Consapevolezza, non una persona.

A questo punto però, dato che posterò questo colloqui su Internet, devo aggiungere dei chiarimenti che a te non servono.

Leggo spesso nei post di Facebook come dovrebbe essere un realizzato – Ed Muzika ha descritto abbastanza bene il suo maestro Robert Adams:

1. Se è nel waking sleep – il sonno consapevole durante lo stato di veglia – appare alieno, senza percezioni né sentimenti. Questo è il volto di Shiva della pura Consapevolezza, l’aspetto auto-implosivo, dissolutivo della creazione,  quando la pura consapevolezza è totalmente immersa in se stessa, senza pensieri e con i sensi inattivi: solo Autoconsapevolezza.

2. Altrimenti l’espressione del realizzato deriva dal libero fluire dell’energia – Shakti – che è l’aspetto creativo della pura Consapevolezza. Ciò avviene senza che il realizzato vada attraverso dinamiche di attrazione e repulsione. Egli rimane libero. Questo è ciò che vuol dire l’immagine di Shakti che danza su Shiva disteso e pacifico. Shiva, la pura consapevolezza, è la base immobile e pacifica da cui shakti emerge. Nella Bibbia è Eva che nasce da una costola di Adamo e lo seduce con lenergia portandolo dallo Stato Naturale a vivere nel mondo di Maya o Matrix.
Anzitutto l’energia si esprimerà attraverso le caratteristiche (guna) della forma del realizzato. Quindi il realizzato potrà arrabbiarsi, gioie, godere di un buon pasto, digiunare, commuoversi ecc. Ma se è veramente liberato, pur danzando, rimarrà interiormente centrato nella beatitudine dell’autoconsapevolezza. E quei movimenti dell’energia non lasceranno traccia in lui.
Se appare fermo su delle decisioni nelle relazioni, è solo per motivi pedagogici, non personali. Ricordate che Sri Ramana rammentava che la non-dualità è interiore e non va applicata nella vita. Che ne direste di un insegnante che va a scuola e non sa se è lo studente, il bidello, il genitore o il preside? O di una madre che non sa se deve fare il figlio o il genitore?… A Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.

Coltiva la Pace! La Pace è la via che porta spontaneamente al samadhi. Metti la Pace dappertutto. Quando ti accorgi di essere agitato (l’agitazione è la casa dell’ego, che è un meccanismo di difesa), metti la Pace, coltiva la Pace.

Sii dolce, continuo ma delicato, sottile; non forzare. Non si può afferrare Dio per il collo.

In questa fase se desideri troppo lo Stato Naturale otterrai il risultato di attivare la mente e di allontanarlo. Non devi bramarlo, devi amarlo! Fino a diventare tu stesso questa consapevolezza dolce, delicatissima e gentile.

Coltiva la devozione per questa consapevolezza purissima e delicatissima, mai coinvolta, onnipresente e trascendente, che si dà a tutto e cionondimeno rimane pura.

Abbandona continuamente te stesso, la tua vita, tutto, con DEVOZIONE, a questa consapevolezza purissima; e quando tu sei diventato completamente questa consapevolezza purissima, sarai ininterrottamente nello Stato Naturale che, contro ogni logica umana, è continuo abbandono pieno di devozione.

Shakti dancing on Shiva

Shakti che danza su Shiva

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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