‘porta tutta la tua attenzione al Sé’ non è un’istruzione adatta ai nostri ritiri

Ad uno degli ultimi Ritiri è venuta gente che voleva meditare su ‘Porta tutta la tua attenzione al Sé’. Nonostante fosse stato loro ampiamente spiegato che quel koan non era corretto, hanno più volte tentato di farsi dare l’istruzione a quel modo.

La parola ‘Sé’ non corrisponde alla reale esperienza dell’aspirante. La reale esperienza è il sentire ‘io’, mentre ‘Sé’ è solo un concetto astratto con cui la parola ‘io’ viene tradotta in versione impersonale.

È chiaro che se uno conosce il Sé gli puoi anche dire ‘Stai in Quello’ e lui sa cos’è, ma un tale aspirante non avrebbe problemi a lavorare sull’io…

Noi siamo collaborativi e se uno ha difficoltà a lavorare con quel koan possiamo trovare altre parole per sostituire la parola ‘io’, ma devono corrispondere a un’esperienza reale che si produce nella coscienza dell’aspirante che indichi il Soggetto dell’esperienza, altrimenti l’autoindagine sarà solo mentale e non condurrà all’esperienza della fusione nel Sé.

Alternative all’io sono: Essere, Testimone, Coscienza, Presenza. Io, dopo aver parlato con loro, avevo dato a queste persone l’istruzione ‘Stai nell’Essere’, ma loro hanno insistito a fare a modo loro. Alla fine a una ho detto ‘Fa come vuoi’ e non me ne sono più curato.

Vi riporto due passi di Sri Ramana da ‘Sii Ciò Che Sei’ che spiegano l’importanza dell’io:

D: Al bhakta occorre un Dio cui poter rivolgere bhakti. Bisogna insegnargli che c’è soltanto il Sé e non ‘adoratore e adorato’?

R: Naturalmente, Dio è necessario per la sadhana, ma il fine della sadhana, perfino nel bhakti marga (il sentiero della devozione), è conseguito soltanto dopo il completo abbandono. Cosa significa, se non che la cancellazione dell’ego consegue nel Sé che rimane come è sempre stato? Qualunque sentiero uno possa scegliere, l’io è inevitabile, l’io che compie il nishkama-karma (azioni senza movente), l’io che aspira a congiungersi col Signore da cui sente di essere stato separato, l’io che sente di essere scivolato dalla sua reale natura, e così via. Bisogna che sia scoperta la sorgente di questo ‘io’ [che è il vero ‘IO’ che noi chiamiamo Sé]. Allora tutte le domande troveranno risposta.

D: Se anche l’io è un’illusione, allora chi si spoglia dell’illusione ?

R: L’io si spoglia dell’illusione dell’io e tuttavia rimane come ‘io’ [il vero ‘IO’].

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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