Pratica spirituale versus vita normale

La pratica spirituale nasce dalla necessità di appartarsi per fare degli esercizi, delle tecniche spirituali. Ma quando non ci sono più tecniche da fare e l’unica tecnica, per così dire, è lo stato naturale di “Stare nel Silenzio del Cuore”, anche i concetti di sadhana e di vita cosiddetta normale fuori dalla sadhana, crollano.

Allora ci si rende conto che la propria limitata condizione umana, da cui si era scappati rifugiandosi nella sadhana, è solo un altro contenuto mentale con cui confrontarsi – cioè un altro contenuto non da rifuggire, ma da accettare, osservare e quindi trascendere.

Sergio Cipollaro

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Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Marco Mineo, Renato Cadeddu e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”.
Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore.

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