Una presenza che fa da sfondo alla scena

— Ciao Sergio. Durante la meditazione percepisco una presenza che fa da sfondo alla scena: imprendibile… È come se fosse la coscienza di ciò che avviene. È questo il testimone? Come mi comporto? Mantengo l’attenzione su di esso? Grazie del tempo che mi dedichi.

— Eccellente!!! Tu sei andato più in profondità del ‘testimone’. Hai raggiunto la ‘Coscienza’ stessa. Il vero Soggetto ultimo ancora percepibile. Tutto è Coscienza. Quando è sotto forma di ‘testimone’, la Coscienza si presenta ancora in una forma individuale, come se fosse ‘qualcuno’. Congratulazioni!!! Gli sforzi spirituali che hai fatto in passato rivelano i loro frutti.

Come operare?

Nessuno sforzo eccessivo (da Intensivo di Illuminazione). Se usi troppa forza richiami indietro la mente più grossolana e perdi quella ‘Presenza Cosciente’ che rimane sullo sfondo della scena. Devi operare in maniera più dolce e sottile.

Quella Presenza tu la puoi sentire in modo duale attraverso il senso sottile del “sentire”, come quando uno dice: “Sento una certa energia in questa stanza”…

  1. Nella tecnica dell’Autoindagine innanzitutto tu impari a invertire l’attenzione di 180° dagli oggetti del mondo, al soggetto percipiente, che nel tuo caso è la Presenza Cosciente che sta sullo sfondo.
  2. Una volta percepita, dimora in essa il più a lungo possibile.
  3. Il 3° passo è di sprofondare sempre di più in essa fino a diventare UNO con la Presenza Cosciente stessa. Ma senza lo sforzo per avere una esperienza diretta. Se avviene bene, sennò basta il tuo intento-abbandono di diventare UNO con la Presenza Cosciente;è più un abbandonarsi al Sé, che desiderare uno stato di coscienza.

Fuori dalla meditazione, a intervalli regolari (anche molto brevi), inverti l’attenzione di 180° dagli oggetti del mondo, alla  Presenza Cosciente e rimani in essa quanto la situazione te lo consente.

Devi “dimorare” in questa Presenza Cosciente, invece di dimorare nel turbinio delle onde della scena in superficie. Essa alla fine ti si rivelerà come il , la tua vera natura.

Quando la Presenza Cosciente sarà divenuta una Realtà sempre più chiara e stabile nella tua coscienza, allora l’unica tecnica possibile è l’ABBANDONO. La tua pratica consisterà in un continuo riconoscere questa Presenza Cosciente e abbandonarti ad Essa in maniera sempre più profonda e incondizionata, finché non rimarrà più nulla di te come entità umana individuale.

Non puoi realizzare il Sé con la volontà, perché la volontà – che fino a un certo punto serve a produrre purificazione – non fa che richiamare l’ego. Per realizzare il Sé l’unica Via è l’ABBANDONO totale.

Ecco perché il mio Guru, Rajivji, enfatizza l’amore e l’abbandono sin dai primi passi sulla Via.

Love

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
Questa voce è stata pubblicata in Articoli_di_Sergio e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.