può il guru scomunicare un allievo?

La risposta viene da sé attraverso un’altra domanda:

Può il Sé scomunicare qualcuno? Può il Sé dire a qualcuno tu non sei più mio allievo?

Ovviamente no, è un nonsenso. La realtà è che siamo un’Unità, e quello che c’è in questa UNO è amore disinteressato… Perciò chi scomunica chi???

Però il Guru usa (automaticamente) tutti i canali per insegnare, anche quello di ritirarsi temporaneamente. Egli potrebbe dire, per queste tue domande rivolgiti a… Questo non significa che sta dicendo “Non sei più mio allievo”. È sempre l’allievo che lascia il Guru, mai il contrario. Swami Kripalvananda fu istruito da un Maestro perfetto, il Signore Lakulisha. Egli lo istruì per un anno e mezzo, poi sparì per 20 anni, ma Swami Kripalvananda non smise mai di pensare al suo Guru, anche se all’inizio passò le sue belle crisi abbandoniche.

Ispirato dall’esempio di Sri Ramana, io ho tolto qualsiasi confine preconcetto tra chi è allievo e chi non lo è, lasciando che sia la relazione spontanea di ciascuno con me a stabilire chi mi è più vicino e chi lo è meno. In questo va tenuto conto che il Guru non è una persona ma il Sé. Fabrizio non ha avuto una relazione personale con me particolarmente intensa, ma è stato un così ardente devoto dell’Assoluto che non ho potuto non amarlo altrettanto.

Va inoltre tenuto conto che se qualcuno disturba il sangha va allontanato. Anche in questo caso non c’è nessuna scomunica a divinis, se la persona si ravvede e modifica i suoi comportamenti può sempre rientrare. Nell’ashram di Ramana chi era considerato inadeguato a frequentare il sangha veniva allontanato dal direttore dell’ashram, non Ramana stesso. Ma dato che io non ho un direttore del sangha, lo faccio io stesso.

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Uno dei maestri risponderà alle vostre lettere.
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