qualcosa che osserva

— Il post l’ho letto ed è meraviglioso, sto solo scoprendo quanto sia difficile abbandonarsi e abbandonare.
In questi giorni riflettevo al cammino di vita che ho fatto. Niente più rabbia nei confronti della vita o di qualcuno. Niente più rabbia nei miei confronti, nessuna voglia di farmi male. In questo momento, che io vivo come così difficile, per la prima volta non mi rimprovero nulla, ho fatto tutto ciò che era umanamente possibile per me fare, anche se potrebbe non essere abbastanza.

— Queste tue conquiste mi riempiono di gioia!

— Proprio perché sto facendo tutto quello che posso, adesso rimane solo abbandonarsi a quello che accadrà, ma mi è difficile. È un intento, ma di fatto vivo nella paura e completamente attaccata al risultato. Mi manca non contattare più la parte che sta sotto o sopra o dentro, o ovunque: adesso mi rendo conto di quanto sia stata sorgente Viva e confesso che mi sento abbandonata.

— È molto semplice ritrovarla!
Osserva Barbara attaccata al risultato e terrorizzata dal timore di non farcela.
Prima o poi noterai che c’è qualcosa che osserva. Questo qualcosa è inamovibile, silenzioso, quieto, una presenza consapevole.
Dopo un certo tempo, ti capiterà di passare da Barbara a questo qualcosa che osserva e di stare lì in pace.
Dopo più tempo senti che questo qualcosa sei veramente TU.
Noterai poi che questo qualcosa è anche il Guru, la Grazia, la salvezza e starai lì in samadhi e beatitudine.
Noterai che per quanto tu sia in uno stato non-duale di coscienza unitiva, in qualche modo che è inspiegabile, continua l’umiltà, abbandono e devozione verso il Guru.
Poi tenderai sempre di più a non spostarti da questo qualcosa per entrare nell’identità di Barbara.
Allora vedrai che il Guru dà l’ispirazione perché il ‘fantoccio’ Barbara faccia qualcosa.
E Barbara lo farà, ma è l’azione del Guru, e volontà di Dio.

Ecco come ritrovarla.

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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