Darshan – Ottobre

02d

Darshan

Ritiro spirituale di tre giorni

12 – 15 ottobre 2017

 

Maestri: Roberta Gamba e Paola Perinetto.

DOVE

Presso il B&B ‘Il Giardino Segreto’ (nome che si sposa molto bene con quello che andiamo a fare perché ‘Il Giardino Segreto’ è il Sé) gestito da Anna Giuriatti,
Via dei Bianchi 28, 19033 Castelnuovo di Magra (SP)
Stazioni Ferroviarie di riferimento: Carrara, Sarzana, la Spezia.
http://www.booking.com/hotel/it/il-giardino-segreto-castelnuovo-di-magra.it.html

Potete prenotare direttamente presso Anna:
E-mail: annaindia93346@gmail.com
Tel 018 7150 0320328 045 8417

I posti sono limitati, quindi se siete interessati prenotate per tempo.

Il Giardino Segreto3

QUANDO

Arrivo la sera di venerdì 12 alle 18,30
Partenza la domenica 15 alle 14,00

COSTO

200 euro.

I Maestri non prendono denaro per il servizio che danno. Se lo desiderate potrete donare anonimamente un’offerta per il Maestro inserendola in una busta che troverete accanto alla scrivania per l’iscrizione.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI

Roberta Gamba: roberta.gmb@gmail.com
Paola Perinetto:   347 439 1756p.perinetto@libero.it.

SUL RITIRO

La base di questo Ritiro è il Darshan.

Il Darshan, che significa visione, si dà dal samadhi, ciò che si mostra è il samadhi, cioè il Divino.

Per i partecipanti sarà un Ritiro di contemplazione del Divino.

Vi saranno passeggiate, meditazione in gruppo e da soli, colloqui col Maestro individuali e di gruppo.

Verrà spiegata la pratica dell’autoindagine, che è l’unico metodo realizzativo, cosicché chi lo desidera potrà continuarla a casa, e se vuole essere guidato dal Maestro nella propria sadhana (pratica spirituale) domestica.

Fondamentalmente saranno due giorni
di relazione col Guru

Poiché il Darshan spegne la mente, non è possibile un orario strutturato, tutto avverrà naturalmente. Di volta in volta sapremo se intonare un bhajan, o contemplare in passeggiata, o rispondere a delle domande, avere un colloquio, meditare da soli… Sarà il momento che si presenta dopo il Darshan a dirci cosa fare.

 

Commenti e Considerazioni

Anna Giuriatti ha condiviso con me le perplessità di una sua amica. Le ho trovate interessanti perché possono sorgere in altri e permettono di chiarire, per quel che si può a parole, cos’è il Darshan. Condivido con voi il loro dialogo:

Amica: — Non capito una cosa, ma loro danno un Darshan?… Sapevo che il Darshan, Divina Visione, è prerogativa di Avatar e Grandi Iniziati.

Anna Giuriatti: — Guardare la forma del Maestro con amorevole devozione. La benedizione derivata dall’essere nella presenza di una persona santa. Che da Grazia del Sé – come dice Mooji. Ciascuno, quando è nella grazia e nella luce divina dà il Darshan. Sergio è sicuramente un maestro realizzato, Roberta anche. Peraltro personalmente non ho avuto esperienza di entrambi. Non mi sento mai, a priori di giudicare sai, vivrò e vedrò, questo mi compete di fare. Certamente il totale impulso Advaita [non dualità], la grande scuola di Ramana Maharshi fanno punto. E breccia nel mio sentire. Le diadi che praticano pure.

— Anna, non stavo giudicando, era una semplice considerazione. Ma certo, non ho nemmeno il dubbio che tu ci mettessi giudizio… Semplice diritto di informazione, e io ti trasmetto esattamente quanto so.

Anna Giuriatti: — Però mi dà gioia questa cosa, tanta. È esattamente parte di quanto avevo in animo di fare qui. Uno scambio tra anime, un viversi e conoscersi. Alla fine il Darshan ,se c’è grazia Divina è forte scambio di Divino Amore. In ogni attimo, progetto, visualizzazione, sogno, realtà… c’è Dio.
Tesoro mio, ho il convincimento che ogni fiore, nuvola ,prato, peloso, ci diano un Darshan permanente… La consapevolezza fa la differenza. Esserne consapevoli fa la differenza. Stringi stringi ma di diverso cosa ci dice il nostro Purna Avatar?? Risposta: NULLA!

Commento di Sergio

Difficile aggiungere qualcosa a quanto ha detto una tale devota. Le parole di Anna vengono dalla ‘consapevolezza’ del Cuore, e sono assolutamente esatte, dirette, semplici, veritiere e complete.

Perciò mi limiterò a delle precisazioni ‘tecniche’, per così dire:

1. Il Darshan viene sempre dal Divino. Per darlo il maestro deve essere in samadhi, quindi lui come persona non c’è.

2. Quando si è nel Divino, non c’è una differenza tra l’esperienza di Buddha e quella di Sergio.
Le differenze ci sono nel corso della sadhana e sono di due tipi:
a) Iniziali, quando la mente è ancora così forte da trasformare il ricordo dell’esperienza diretta stessa. l’aspirante ha delle esperienze dirette che durano un istante, poi la mente le reinterpreta a modo suo. Prendiamo l’esempio dei patriarchi del Vecchio Testamento. Lui ha l’esperienza di essere UNO con Dio, ma non appena ne esce la mente ha già trasformato il ricordo, e lui dice: “Io sono il figlio di Dio”, perché il suo credo ritiene blasfemo affermare “Io sono UNO con Dio”. Più avanti, mentale per i suoi nemici trasformerà il ricordo di quell’istante unitivo in: “Noi siamo il popolo di Dio, mentre gli altri no e possiamo ucciderli”.
b) Durante la sadhana la prima fase di samadhi significativamente più lunghi avviene insieme a movimenti mentali e percezione. L’aspirante vede gli altri e le cose e vede che è tutto lui. Egli però non ha ancora conosciuto il nirvana, ossia Se stesso senza forma né qualità, e non sa ancora che è, come dice Poonja: un NULLA CHE AMA.

3. La classificazione di Avatar o Grandi Maestri rispetto alla facoltà di dare Darshan è erronea anche storicamente, nel senso che non c’è mai stata. Come saggiamente intuisce Anna, chiunque dal samadhi può dare Darshan, anche se non è ancora stabile. È ciò che avviene ad esempio nei Ritiri Intensivi di Autoindagine: sono così potenti che trascinano anche il Maestro che è un aspirante avanzato nel samadhi, così egli durante il Ritiro dà a tutti gli effetti il Darshan. Poi, se non è ancora realizzato, quando tornerà a casa decadrà in una certa misura da quello stato.
Nel video che segue c’è un Guru (non mi piace chiamarla ‘Gurina’) poco conosciuta, ma realizza! Non è un Avatar, non è un Grande Iniziato (così definito da quale giuria???), e dà il Darshan; lei non parla quasi mai:
https://www.youtube.com/watch?v=4JVvczMyQ78&feature=youtu.be

4. Non bisogna inoltre lasciarsi confondere dalla familiarità del maestro e dall’uso che fa della mente. Egli usa la mente per rimanere in contatto con le persone; gioisce si diverte se capita (a me piace molto scherzare), ma non è identificato con la mente. Quando dà il Darshan la ferma e resta solo il Divino. Se leggete la biografia di Sri Ramana “I miei giorni con Bhagavan” di Annamalai Swami (consigliato), vedrete che Ramana non di rado scherzava e giocava con gli allievi, ma quando dava il Darshan diventava Shiva in persona, niente più mente, niente sogno!

5. È anche vero che i maestri hanno poteri spirituali diversi (e non mi sto riferendo alle siddhi, ai poteri miracolosi che descrive Patanjali come diventare invisibile, quelli appartengono alla mente, ma al potere di trasmissione! La differenza sta nel fatto che esistono 4 livelli di realizzati – le scritture ne parlano. Tutti e 4 si sono disidentificati dalla mente, ma il supremo, come Sri Ramana, non ha più neppure una vasana, nemmeno dell’autoconservazione del corpo (dovevano sollecitarlo energicamente perché mangiasse). Gli altri si sono distaccati dalla loro mente, ma in essa sono ancora presenti dei movimenti che si autoliberano nella pura consapevolezza del realizzato mentre egli è in samadhi. Perciò il potere spirituale di questi ultimi migliora col passare del tempo, come il buon vino. È l’esperienza di Nisargadatta; egli ha più volte affermato che la sua vita era un continuo viaggio spirituale, e ciò ha fatto erroneamente pensare a qualcuno che mancava di esperienza che ci dovesse essere un ego che sperimentava quel viaggio; ma non è così! È la purificazione della mente dello jnani che avviene spontanea dimorando nel Sé.

Jay Bhagavan

Il Giardino Segreto – Foto:

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