ritiro di maggio

Giunta al casale mi sono sentita profondamente felice… Che gioia poter riabbracciare Sergio, Renato, Cristina, ritrovare i volti del Ritiro di ottobre, respirare quell’aria buona che profumava di fiori e riempire gli occhi di tutto quel verde…

Le due diadi delle sera sono state perfette… un dolce fluire in uno stato di pace e di abbandono, come se mi fossi scrollata dalle spalle tutto il resto, come se fossi stata li da sempre…

A letto mi sono un po’ persa nella mente e ho avuto difficoltà ad addormentarmi, mi sono svegliata molto presto convinta che fosse già ora di alzarsi e sono rimasta ad aspettare che ci chiamassero in un tempo che mi è sembrato lunghissimo.

Al mattino ero molto stanca, nelle prime diadi ho sofferto per i fastidi fisici alla schiena e alle ginocchia. Sentivo un senso di ansia che non riuscivo a comprendere e che inizialmente ho ignorato perché non ero disposta ad accoglierlo. Non volevo accettare che la sera prima andava tutto a meraviglia e adesso stavo per entrare in una crisi… Renato con la sua infinita dolcezza mi ha compreso e aiutato a comprendere… Ho smesso di resistere e ho pianto… Ho pianto tanto da sentirmi di nuovo una bambina indifesa e impaurita…

Dopo la passeggiata l’ansia sembrava sparita e ho iniziato a percepire di nuovo la pace e il silenzio. Ero in me! Nel lavoro, durante la passeggiata, gustavo i pasti, praticavo yoga e mi sentivo centrata. Anche in diade era venuto meno lo sforzo nell’intento, chiudevo gli occhi ed ero lì, dimoravo dentro me. Ho avuto qualche momento di apertura, ma nel pomeriggio la stanchezza e i fastidi fisici avevano ripreso a condizionarmi.

Poi è arrivata la pioggia, sembrava che fosse lì per lavar via tutte le resistenze residue. L’ho percepita come un dono del cielo. Nella pausa ho riflettuto sulle parole di Sergio, risuonavano dentro me come una profonda verità. Ero sì, centrata, immersa nel silenzio e nella pace del ritiro, ma c’era ancora qualcosa che mi frenava… Ero disposta ad aprirmi e a lasciare tutte le difese, ad esprimermi, ad ammettere che avevo paura?

Quei brevi momenti di apertura che avevo vissuto al mattino, mi facevano percepire che potevo lasciarmi andare ancora di più. Ho passeggiato sotto la pioggia e quell’aria fresca è stato come un lavaggio energetico.

In sala, davanti a me ho trovato gli occhi di Lucia e ho mollato la presa… Non so se le parole possono riuscire a rendere un momento così perfetto. Ricordo che ho esordito dicendo “Ho sempre avuto paura a mostrarmi, ad aprire il mio cuore, ma adesso comprendo che il rischio più grande è quello di restare con il cuore chiuso… e solo di quello avrei dovuto avere paura…”.

Il sorriso dolce di Lucia mia ha dato il coraggio di continuare in una diade in cui più che aprirmi, mi sono spogliata… Ho pianto tanto, come adesso mentre scrivo e rivivo le emozioni di quell’istante. Lucia ha mi ha accolta e amata… Ho continuato così anche nelle altre diadi, sentendo come adesso il mio volto, le mie parole, le mie lacrime raggiungevano il cuore degli altri partecipanti. Ora io potevo sentire loro e loro me…

Di sera era sparito ogni disturbo fisico, ogni senso di stanchezza e dopo l’ultima diade avevo l’energia per farne altre dieci, mi sentivo radiosa e colma di gioia e gratitudine. Sono andata a letto un po’ con la paura che al mattino seguente mi sarei svegliata di nuovo come prima… Appena sveglia ho sentito di nuovo l’ansia, e ho avuto paura… L’ho accolta e condivisa in diade – che sollievo sentire una forte spinta ad incontrare gli altri e ad esprimermi…

Il senso di apertura si è andato piano piano amplificando nel corso della giornata fin quando a fine serata, seduta sulla panchina guardavo il verde sconfinato e per la prima volta ho sentito che era tutto dentro e fuori di me, senza più nessuna separazione tra me, gli altri, l’interno e l’esterno… Giungeva dalla sala di meditazione una musica incantevole, osservavo gli altri partecipanti e gioivo… gioivo semplicemente di essere… e questo senso di pienezza mi ha accompagnata fino alla fine del ritiro e non mi ha ancora lasciata…

Grazie per tutto l’amore, per i vostri sorrisi, i vostri sguardi, per tutta la gioia e la bellezza che avete vissuto e condiviso….

Sono ancora carica del vostro amore e della vostra splendida presenza: SIETE UN DONO!

Un abbraccio fortissimo.
A.

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Carissimi è stato fantastico vivere questo intensivo, ancora vibro di energia divina. Non posso con le parole descrivere quello che è stato . Uno tsunami d’amore.
Grazie a tutti voi.
Namaste.
L.

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Sabato sera è stato meraviglioso, tra l’introduzione di Re e le prime due diadi in grande apertura.

Domenica mattina, dopo la notte parzialmente insonne e inconsapevole, ero più preso dalle sensazioni di fastidio che altro. Anche il resto della giornata è stato come spingere con le mani un muro. Ricevere il koan metteva subito in moto la mente e il tentativo di districare coinvolgeva ancora di più nelle risposte mentali.

L’equilibrio raggiunto nella pratica individuale era perso nella comunicazione con gli altri. Cosa mostrare o meno (il ‘selezionatore interno’, come l’ho nominato in alcune diadi) era il movente principale del mentale. Ma il lavoro cominciava a fare effetto, anche se sul momento non lo notavo.

Ho comunque passato una notte più riposante.

Lunedì mi sono svegliato con una lieve ansia e la mente piuttosto stanca di girare intorno alla ricerca di una soluzione per ‘sopravvivere’.

Appena seduto, con un senso di sconfitta, attendendo la prima diade delle 6. La frustrazione lascia il posto alla resa e alla commozione di un’apertura che proprio non mi aspettavo in quel momento.

L’equilibrio si stava ricostituendo, col sostegno dei cuori aperti degli altri partecipanti.

La consapevolezza ‘traversale’ (per citare il termine usate da Renato) tornava a brillare.

Martedì è stato segnato da presenza quasi continua e grande ilarità liberatoria fino al termine del Ritiro.

La guida precisa, profonda e chiara di Renato, l’indicazione-medicina datami da Sergio, l’amorevole e silenziosa azione/presenza di Ma e quella compresenza di unione d’intenti e disponibilità di tutti i presenti a mostrare il cuore, hanno fatto sì che diade dopo diade potessi Vedere, Vivere, e Attraversare gli ostacoli alla chiara visione di Sé.

Love you all.
Marco

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— Ora che sono tornata l’energia è alle stesse e mi causa un po’ d’insonnia. Cosa posso fare per equilibrarla?

— È normale dopo un ritiro di successo come quello che hai avuto; in genere dura solo 3 giorni, ma può darsi che a te duri di più, perché c’è stato uno sfondamento profondo!
Fai attività fisica durante la giornata in modo da stancarti e scaricare così l’energia psichica in eccesso. Fa attenzione che questa energia psichica libera non si attacchi ai litigi! È infiammabile come la benzina avio. Fammi sapere come va.

— Sto andando in bici. Sono molto attenta e consapevole. Una volta ho notato una risposta un po’ scortese e subito ne sono stata attenta testimone e mi sono scusata.
Devo stare a casa sola o andare in bici? Stare al lavoro è un disturbo per la gente e i rumori.
Questo weekend  in ritiro a casa.

— Conosco quello che dici. I maestri di Ritiri intensivi hanno questa reazione molto più forti, allora scaricano facendo attività fisica pesante. Altrimenti si trasforma in depressione.
Quando il silenzio e la non azione sono più stabili, allora questa reazione diminuisce e alla fine tutta l’energia trova accoglienza nelle profondità Silenzio del Sé.
Non prendere decisioni importanti fin quando sei in questo stato. Se appaiono, accettale, mettile da parte, e rivedile quando ti sei calmata.

— Infatti alcune volte, ignara di tutto ciò,  dopo i ritiri ho avuto delle forti depressioni.

— Sì. Uno ha vissuto dei giorni in così intensa relazione col Sé, con l’Essere degli ‘altri’: ‘Occhi negli Occhi, Cuore nel Cuore! Tu sei Me, Io sono Te. So Ham, Ham So’… Quando il Ritiro finisce tutta questa intensità, tutto questo Amore, la tua vera natura, si ritrova senza più un investimento, senza più espressione, e cadi in depressione come un uccello a cui hanno tagliato le ali…
Quando stando con i tuoi Amati sei ‘solo’ (Uno), e stando da solo sei con i tuoi Amati… solo allora non avrai più questi down  🙂

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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