Segui il Guru e non la mente

— Caro Sergio, mi sono ritrovata a rivivere le stesse emozioni dei momenti più bui. Razionalmente mi sono chiesta se questa era la strada da percorrere. Mi pareva di essere ritornata indietro ai momenti di grande disperazione senza trovare una via d’uscita, con la paura che faceva da padrona, senza un posto dove potermi rifugiare. Ora mi sto arrendendo al dolore.

— Con forza nella meditazione vai verso l’abbandono assoluto. Qualsiasi cosa avviene o sia avvenuta va bene, anche la morte del tuo corpo. Come se ogni movimento relativo sia l’espressione del Divino stesso. Fuori dalla meditazione continua questo processo al meglio che puoi. Quando questo abbandono si avvicina ad essere totale, ti centrerai in te stessa; il come me lo dirai tu.

Avviene un evento, uno vi resiste e quindi prova dolore, poi più tardi, per praticare l’abbandono si arrende a questo dolore. Se non si può fare di meglio, va bene così… Ma tu hai ampiamente superato questa fase. Ora per te l’abbandono – il vero abbandono – è vedere, riconoscere e accettare il Divino in ogni cosa. Con tutta la forza del tuo essere se necessario!

Secondo punto. Ti sei dimenticata che quando un problema si sta risolvendo, la mente lo drammatizza al top.

l’ego dice: “Se perdo ‘IO NON VALGO NIENTE’, perderò una parte fondamentale di me. Persino la mia storia personale, che è parte di me, collasserà e diverrà un’altra cosa (sarà visto in un’altra luce). Io morirò (l’ego è molto conservativo e vive ogni cambiamento significativo come una morte)”. Allora si gioca tutte le sue carte per drammatizzare al massimo quel problema. Il ricercatore dice: “Sto andando attraverso questo processo di purificazione/crescita e peggioro sempre di più”, e abbandona…

Invece devi solo continuare a fare quel processo di purificazione che ti ha portato nella crisi, seguendo il principio: ciò che ti ha portato nella crisi ti conduce fuori dalla crisi.

Le crisi di purificazione si presentano anche se si migliora la dieta. A un certo punto arriva a una crisi. Se si continua a fare quello che ci ha portato nella  crisi (in questo caso una dieta migliore) a un certo punto ci si libera dal vecchio schema. Le biografie dei ricercatori sono costellate di questi momenti di crisi. Giovanni della Croce le chiamò “La notte dell’anima”. Il titolo è certamente romantico, ma in realtà sono solo drammatizzazioni dell’ego. Il Guru può salvare da queste trappole, ma se segui la tua mente invece del Guru, allora la tua mente è il Guru. Buona fortuna…

Ti ho spiegato queste cose perché ti sei rivolta senza arroganza. Se avessi continuato a lamentarti e dire che mi ringraziavi ma che stavi solo peggiorando, non ti avrei detto nulla. Perché è più importante capire che bisogna seguire il Guru (espressione del Sé) e non la mente. Potevi andartene? L’avessi fatto significava che non eri ancora pronta e il dolore che ne sarebbe derivato ti avrebbe reso più matura la prossima volta.

Noi siamo responsabili verso il Sé. Si può lasciare un maestro non adeguato per un insegnante migliore; Buddha l’ha fatto. Io ne ho abbandonati quattro prima di incorare Rajivji. Alcuni di loro erano delle brave persone e mi hanno dato molto amore; con loro sono rimasto in rapporti di profonda amicizia e gratitudine. Ma se lasci un Maestro perché ti sei schierato con l’ego… non puoi che andare attraverso il dolore per esserti allontanato dal Sé.

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Commento di Swami PremAnanda Avadhut
(https://www.facebook.com/swamipremanandaji):

Stamane vado, come ogni mattina, a trovare Guruji nella sua stanza, ed era sporchissima, veramente un casino…. Mi viene spontaneo di dargli una sistemata e lui mi ferma e mi dice “Lascia cosi!!!!”. Poi mi aggiunge: “Tutto questo non può che attirare altro sporco. Io mi nutro del negativo per trasformarlo in positivo, ma non come lotta tra negativo e positivo, ma perché espressioni della stessa cosa”.
Grande energia di trasformazione che ti dà vita e forza!!
Fatti bruciare completamente e il fuoco a un certo punto diverrà freddo e tu oltre tutto questo….”.

Premananda 01b

Swami PremAnanda Avadhut

Sergio Cipollaro

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Marco Mineo, Renato Cadeddu e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”.
Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore.

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