Sergio al Sangha 4

— Maestro, stasera ho meditato circa due ore, con alcuni intervalli, ma invece di entrare in profondità avveniva il contrario. Inizialmente riuscivo a dimorare nella consapevolezza; poi, quando iniziavo ad entrare in profondità ho sentito delle resistenze, come una sorta di paura per avere intravisto uno stato che non conosco, come una paura di qualcosa di sconosciuto. Infine hanno iniziato ad emergere dei contenuti, riguardanti delle esperienze passate già viste e riguardanti la mia storia personale, che hanno sprigionato della carica, lasciando uno strascico di ansia e di negatività in modo da non permettermi di continuare.

— Spesso gli aspiranti intendono il progresso spirituale come il tiro al bersaglia: si tira la freccetta, si fa centro e si è soddisfatti.

La purificazione della mente dev’essere profonda: BISOGNA FERMARLA!, e la cosa non si conclude con solo alcune esperienze dirette. Occorre un prolungato processo meditativo che sganci gli impulsi al moto di mente e corpo, e quindi dissolva le impressioni più profonde che creano questo universo nel Nulla/Vuoto/Silenzio, che non è altro che la pura consapevolezza.

Ti suggerisco di provare in questo modo:

  1. Prendi una musica da qui: https://www.youtube.com/user/templesounds/videos
  2. Mettila come sfondo alla meditazione.
  3. Poi siediti chiusi gli occhi e osserva tutto quello che pappare alla coscienza.
  4. Continuando il processo prima o poi compare l’Osservatore o la Presenza o anche l’Io Sono…
    Tu non li cercare come fai nell’autoindagine, ma se compaiono allora cerca di dimorare in essi.
  5. Se ritornano movimenti mentali, torna all’osservazione neutra.
  6. Cerca di non interrompere la durata della meditazione che ti sei prefisso. Cerca di non muoverti, tranne quei movimenti spontanei indotti dall’energia.
  7. Non badare alla musica, lascia che le vibrazioni facciano il loro lavoro.
  8. Parti da un’ora e un quarto e vai aumentando.

Il motivo di non cercare il soggetto come si fa nell’autoindagine è perché:
1. tu già sai che sei tu;
2. affrontare uno smantellamento della mente più ampio, anzi lo smantellamento definitivo.

Per apprezzare questa sadhana devi capire cos’è la Liberazione:
CON LA LIBERAZIONE RIMANE SOLO L’OSSERVATORE: nessun io nessun mondo.

D’ora innanzi, ogni giovedì sera mediterò con voi del sangha.

Condividi questo post:
RSS
Follow by Email
Facebook
Google+
http://www.itisnotreal.net/sergio-al-sangha-4/
Twitter