Sergio e Sangha 7

— Caro Sergio, ho letto la tua replica… Lo so che manco di passione e mi lascio attrarre da cose di scarsa importanza…
Nel post di ieri in cui riferivi il colloquio con Roberta ho riconosciuto nelle sue parole quello che a volte provo durante la meditazione: essere ‘la consapevolezza non consapevole di sé come qualcuno o qualcosa’.
Talvolta appaiono immagini ma vengono percepite ‘in mia assenza’, nel senso che manca la sensazione ‘io’.

— Tu sei molto avanti, hai già i risultati auspicati: essere la consapevolezza non consapevole di sé come qualcuno o qualcosa. Quindi nel tuo caso non ha senso cambiare meditazione perché sei già nel ‘dimorare’, anche se non avviene sempre.
Ciò che porta alla tua attenzione è il fattore ‘INTENSITÀ’.
Non è facile distaccarsi definitivamente dall’intera mente (manonasa), è necessario una grande intensità meditativa perché avvenga. Anche per chi è in nirvikalpa la reincarnazione è sicura. Perciò chi fa due ore di meditazione e poi la sera guarda il film alla TV è sicuro che si reincarna.
Tu non dovresti sentirti obbligata a tale intensità, dovresti solo comprendere l’indispensabilità dell’intensità per la Liberazione.
Poi c’è la Grazia dei darshan, ma il seme dell’albero della liberazione attecchisce solo nel terreno maturo. Quanti aspiranti vanno davanti agli occhi dei più grandi santi del mondo? Sicuramente la loro evoluzione spirituale ne trarrà grande beneficio, ma un conto è progredire spiritualmente, un conto è la liberazione.

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