Shiva e lo Stato di Unione

— Caro Sergio, sto leggendo il libro di Ranjit “La luce della conoscenza”, titolo probabilmente imposto dall’editore che non fa giustizia del titolo originale: “Illusion vs Reality. Dialogues with Sri Ranjit Maharaj on the stateless state” (Illusione versus Realtà. Dialoghi con Sri Ranjit Maharaj sullo stato non-stato).
Ora la mia pratica si sta focalizzando su questo:
1) Osservo consapevolmente ed equanimemente gli svariati e infiniti fenomeni – percezioni del cosiddetto ‘me’ – senza identificazione;
2) Il Soggetto, l’Osservatore, la prospettiva osservante, non è me, è al di là di tutto, intoccata, immacolata, misteriosa, silenziosa…
3) Risalgo, mi fondo in quest’ultima, mi abbandono in ‘Quello’:
4) Corpo e mente continuano a svolgere le loro funzioni sociali ecc…
È corretto?

— Assolutamente corretto. L’osservatore a un certo punto scompare, sostituito dalla naturale immersione in ‘Quello’ – Sahaja.

Ranjit è affidabile. Fratello spirituale di Nisargadatta, era allievo di Siddharameshwar Maharaj, il quale dà scarso rilievo a Turiya (vedi nel libro la prima risposta di Ranjit). Ma non devi pensare a una visione diversa, a un diverso Jnana (conoscenza); è solo un accento diverso tipico di quella scuola.

Turiya è il Brahman nirguna, Dio senza forma e senza qualità o attributi, è l’Io Sono universale, l’Essere universale, la Pura Coscienza, il Sé. In Turiya la creazione non c’è: né materia, né energia, né tempo, né spazio, né corpi, né altri esseri senzienti, né nient’altro. Solo il Sé autoconsapevole, l’Essere nell’Essere, La Coscienza cosciente di se stessa. Turiya è la suprema conoscenza, prajnana. Quando Turiya si centra nel cuore spirituale, specularmente a destra di quello fisico, la beatitudine è sopraffacente, non umana; Kripalu preso da tale estasi si tuffò in un fiume in piena monsonica… dovettero ripescarlo…

Usando la nota metafora dell’oceano, tu sei identificato con l’onda. A un certo punto diventi l’oceano e realizzi l’Unità, sei UNO indiviso. Questo è Samadhi, Laya, la scomparsa temporanea dell’ego.

Ma anche se questo UNO viene indicato come Brahman nirguna, contiene in realtà ancora un attributo (altrimenti sarebbe esattamente identico al Parabrahman), che è la prima impressione che dà luogo alla creazione e l’ultima a scomparire. Questo attributo/impressione è: ESSERE, ESISTERE! Si tratta ancora di un Essere indiviso, da cui nasce poi l’io individuale, la cui base non è altro che ‘sono’.

È per questo che Turiya viene anche chiamato il 4° stato.

E proprio in questo primevo stato, la prima impressione di ESSERE, che affondano le radici gli altri 3 stati di coscienza: sonno, sogno, veglia, ed ogni altro stato di essere in generale.

Shiva ti libera anche dalla bislacca idea di ‘essere’. E questa – e null’altro – è la LIBERAZIONE!

Tu ora sei Libero!!! Sei il Parabrahman, e nessuna morte può più raggiungerti, perché sei già morto, morto all’impressione di ‘essere’. Così le scritture dicono: “Chi muore in vita non muore quando muore”.

Vedi, la non-dualità è persino più semplice ed elementare dello stato di unione: ci sei solo TU, e sei Shiva, il Parabrahman!

Pensaci, cosa vuol dire ‘sono uno col tutto’? Il tutto è Maya. Vuol dire che Maya è UNO? Lo stato di Unione è il frutto più sattvico del giardino di Maya, ma è ancora illusione… Ma un’illusione importante, soave, necessaria.

La maggior parte dei Maestri conosce solo il Brahman, lo stato di coscienza unitivo. Pochi conoscono Shiva.

Ciò detto, devi comprendere la differenza tra essere liberi (ossia disidentificarti) da qualcosa e non avere qualcosa. Quando ti realizzi, il corpo c’è ancora, no? Probabilmente sarà una bella scocciature, ma alla fine accetterai che c’è e, privo di motivazioni personale, probabilmente vedrai che se c’è è per servire; in ogni caso ti arrenderai a Shiva, la tua vera natura.

Allo stesso modo, quando realizzi il Parabrahman, la Liberazione, tu non perdi affatto Turiya!!! Quando sei più estroverso, rivolto verso il mondo e le forme, continui a sentire che tutto è te, che gli altri sono parti tue; solo non ‘esisti più’, sei oltre anche Turiya o Brahman nirguna, sei Libero. Curiosamene questa libertà rende l’amore verso gli altri ancora più profondo, puro, intenso. Essi sono Shiva, il tuo stesso Cuore.

Infatti Nisargadatta, anch’egli discepolo di Siddharameshwar Maharaj, era solito dire: “La saggezza mi dice che sono il Nulla. L’amore mi dice che sono ogni cosa. Su questi due binari si dispiega la mia vita”. Bellissimo! Difficile dirlo meglio!

Se per qualche motivo si arriva a Shiva prima che il frutto della sadhana sia maturato completamente al calore di Turiya, è probabile che non si sarà pronti, maturi per accogliere Shiva, e invece della Liberazione si troverà una profonda depressione, non psicologica, ma ontologica, e quindi più nucleare.

Perciò non compiere l’errore di resistere a Turiya e cercare di bypassarlo. Lascia che la tua sadhana si sviluppi naturalmente. A meno che tu non voglia una depressione ontologica… 🙂

Love

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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