Shiva e Shakti sono Uno

Ieri il mio amato Maestro mi ha inviato una strana lettera facendomi delle richieste sul suo Satsanga in Italia. In qualche modo costituivano un aggravio (soprattutto per me che dopo la morte di mia moglie non amo spostarmi di casa); non tanto aggravio per la verità, ma abbastanza da mettere in moto le resistenze dell’ego, sapete no?

Io ho cercato di capire quale fosse il suo realmente desiderio, che non era espresso troppo esplicitamente, e ho sentito che non ci sarebbe stata condizione che mi avesse impedito di dare tutto il mio sforzo, finanche la vita, per supportare e proteggere lui, il Satsanga e il gruppo.

Vi potrà sembrare esagerato, forse addirittura melodrammatico che uno per organizzare un ritiro spirituale debba sentirsi pronto a difenderlo con la vita… Ma per la spiritualità è del tutto REALE!!! Chi ha fatto l’assistente agli Intensivi di Illuminazione lo sa. Il Maestro di Intensivi, quelli veri, è animato di questo spirito. È pronto a dare la vita per i partecipanti e non si risparmia perché loro possano avere l’esperienza diretta, ma almeno lui ha delle soddisfazioni. L’assistente, invece, è in cucina a pelar patate, nessuno lo vede; inoltre, dovuto alla forte interazione psichica che si stabilisce negli Intensivi, tutte le crisi che passano (intensivamente) i partecipanti, attraversano anche lui e, dulcis in fundo, non di rado si becca qualche sgarberia da un partecipante in crisi. Vero servizio quello, e grande grande insegnamento – grazie Yogeshwar!!!  Posso dire con assoluta certezza che lo stesso incondizionato spirito di servizio attraversa Francesco Rosati, l’organizzatore in primis del Satsanga con Rajivji in Italia; conosco bene Francesco: una grande Anima!

Tornando a noi, solo quando questo darsi è scaturito incondizionato dal mio cuore – solo allora – mi sono reso conto che quella lettera era un test… Ho riguardato quelle righe incredulo di non essermene accorto prima… Che importa, non ero nemmeno interessato all’aspetto tecnico di quel ‘gioco’, mi sentivo oltre ogni test, oltre me stesso!

Ma la cosa non è ancora finita. Sono andato a meditare col mio wordless (lo stato senza parole), e ho scoperto che Shiva e Shakti sono UNO! Non ve lo so proprio spiegare, ma è così. Amore e Nulla sono la stessa cosa! Nient’affatto logico, ma cosa segue l’umana logico nella spiritualità?

Diavolo d’un Maestro!!! Me l’aveva scritto appena il giorno prima: “Solo chi si arrende al Guru scoprirà che Shiva e Shakti sono UNO”.

Beautiful! Che bello morire per amore degli altri. È un piacere immenso. Aver dato tutto senza trattenere niente. Sentirsi vuoti come la pelle abbandonata da un serpente. È così liberatorio, è la nostra vera natura… Più ti dai e più diventi Shiva!

Grazie Guruji  _/|\_

 

Intervento di Swami PremAnanda
https://www.facebook.com/swamipremanandaji
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Sì meraviglioso!!! “Amore e Nulla sono la stessa cosa!”. Proprio così… È esattamente così… Personalmente non parlo mai di amore, ci pensano già in tanti nel corso della millenaria storia umana a scrivere sproloqui o usare impropriamente questa parola. Per come sento io, solo su questo piano esiste il vero amore, tutto il resto non conta, diventa una conseguenza inevitabile. Shivashakti, sì.
Grazie,
Jai Mahakaal

…Mi veniva da dire quanto importante e fondamentale sia la connessione con un Maestro (Guru), poca importanza ha se Lui scrive, parla, o non dice nulla…  Le cose vere succedono se sei connesso… E la stessa cosa accade con il tuo essere Shiva.

Fino a 99° l’acqua, anche se diventa sempre più calda, è sempre acqua. Poi a 100° diventa vapore, cambia completamente di stato, dimensione… e lì accade qualcosa di diverso: un altro stato d’essere, di vedere, di sentire, o nulla di tutto questo. L’essenza pura dell’amore si riversa nel nulla… Il più grande insegnamento…

Grazie mio amato Guruji [si riferisce al suo Guru]
Jai Mahakaal

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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