si è risvegliata la Kundalini

Aspirante: — Vorrei chiederti una cosa: come posso proseguire la mia pratica?
Mi spiego meglio: ho iniziato meditazione Vipassana un anno e mezzo fa. Non ho mai fatto ritiri di meditazione o autoindagine.
Ho fatto meditazione tutti i giorni per 40/50 minuti. Ho iniziato ad avere la crisi dell’io verso Aprile e Maggio e poi d’estate ho iniziato ad avere assorbimenti, percepire la Coscienza e infine l’Essere-Consapevolezza.
Ho proseguito con la meditazione anche in questi mesi, ma dall’inizio di Gennaio, quando faccio meditazione, inizio con l’osservazione dei pensieri (ce ne sono ancora diversi) che poi si “sganciano” ed inizio a respirare spontaneamente in modo veloce, contraendo i muscoli addominali. Sale in modo veloce l’energia e a volte mi “spinge” ad uno stato di beatitudine. Sento energia che sale ed energia che scende e si ricongiungono, poi divento uno con tutto questo. A volte ci sono attimi in cui c’è silenzio, non c’è più nemmeno energia, la mente va in assorbimento e non c’è più nemmeno mente direi.
Alcune volte, sia durante la meditazione che dopo, in momenti non dedicati, ricomincio a respirare spontaneamente come ho descritto, poi l’energia mi spinge a muovermi, girarmi, anche gridare. Mi butto sul tappetino e seguo il movimento che è anche troppo a volte.
Mi sono accorta che se ci sono pensieri o emozioni è più difficile arrendersi a questa resa, se lascio andare tutto invece accade immediatamente.
Devo aggiungere una cosa però, alla quale non ho mai dato particolare importanza fino ad adesso.
A Marzo ho fatto una meditazione con un Lama tibetano e al termine, quando ha fatto esporre che cosa abbiamo visto/sentito, a me ha detto che si è risvegliata la Kundalini.
Ora non so in che modo è meglio proseguire la pratica.

Sergio: — Sì, Kundalini si è risvegliata.

Quando Kundalini è desta tutta la pratica che si deve fare è abbandonarsi alla Dea Madre, nessuno meglio di lei sa come ricondurti alla Sorgente, al Divino. Tutto il tuo intento va perciò all’apertura, l’accettazione e la resa verso ogni sua manifestazione: movimenti energetici, fisici e psicologici. Come giustamente dici: se lasci andare tutto si scioglie e avviene immediatamente. Questi movimenti si chiamano Kriya e sono movimenti di purificazione.

Però, quando Kundalini non prende di guida tu puoi ancora fare qualcosa per richiamare la Dea. Ottima l’osservazione dei pensieri! Ti propongo anche di provare la pratica di ‘ESSERE COSTANTEMENTE CONSAPEVOLE CHE È TUTTO CONSAPEVOLEZZA’ durante tutta la giornata, anche mentre sei in attività:

Sii consapevole che è tutto consapevolezza. Tu sei consapevolezza e tutto ciò che ti si presenta – situazioni, persone, cose, stati interiori – è tutto pura Consapevolezza. Non permettere di cadere nell’illusione della dualità: è tutto il Sé, è tutta Consapevolezza, pura e indistinta. Esteriormente c’è la dualità e tu discrimini, ma interiormente tu sei sempre nella pura Consapevolezza consapevole di se stessa.
Quando un oggetto (interiore o del mondo esterno, o il tuo apparente io personale) resiste particolarmente, fai un intento di divenire Uno con esso.
L’intento ha 3 possibili esiti:
1. non è sufficiente e indebolisce solo in parte l’apparenza (puoi accettarlo, o ripetere l’intento con più forza, dipende dalla situazione; non è necessario andare sempre fino in fondo con un intento perché gli intenti hanno un effetto cumulativo e autocorrettivo);
2. l’apparenza, l’oggetto apparentemente separato, si dissolve;
3. entri in samadhi, hai un’esperienza diretta non duale.
Sii consapevole di quando perdi la consapevolezza che è tutto Uno, che è tutto pura Consapevolezza indivisa, in questo modo gli spazi di mancata presenza consapevole da parte tua diminuiranno.
Se ti distrai, diventi inconsapevole e cadi in qualche film della mente NON PERDERE NEMMENO UN SECONDO AD AFFLIGERTI: è una pratica che deve diventare lo stato naturale, perciò di che dolersi?

Quando Kundalini prende il timone, lascia che sia Lei a guidare e tu semplicemente arrenditi.

Fammi sapere cosa ne pensi della pratica di ‘ESSERE COSTANTEMENTE CONSAPEVOLE CHE È TUTTO CONSAPEVOLEZZA’.

Aspirante [qualche giorno dopo]: — Appena ho letto la pratica consigliata “ESSERE COSTANTEMENTE CONSAPEVOLE CHE TUTTO È CONSAPEVOLEZZA” e anche quando la rileggo, si ferma tutto, si sviluppa una pace naturale, se chiudo gli occhi entro in meditazione, ma anche da vigile mi riporta a “me”. Poche parole mi sembra che abbiano un potere straordinario.
Grazie! Metterò in pratica anche in attività.

Sergio: — Attendevo la tua risposta e mi fa molto piacere quello che mi dici, perché volevo vedere come reagivi al mio suggerimento. Per me quella pratica è un’apertura, me se per te fosse stato uno sforzo sarebbe stata inadatta. Quando Kundalini è desta è possibile solo l’abbandono, perché ogni pratica della volontà interferirebbe con Dea.

O sadhika beata, sei tra le braccia della Madre Divina! Sono contento

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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