silente nel clamore, immobile nel movimento

— Caro Sergio, immagino un intensivo di silenzio, diadi di silenzio. Solo l’Essere che è.

— Dici questo perché non hai capito che lo jnani sta nel silenzio anche quando parla, non hai ancora questa esperienza. Pensi che per stare in silenzio bisogna chiudere la bocca. Bisogna stare ne Sé, ma questo non significa che la forma debba stare come una mummia.

— No, non è ancora la mia esperienza.

— Rivediti la faccenda di Krishna che dice ad Arjuna di combattere.

Il Sé è silenzio. La bocca può parlare. Quando ho fatto il Ritiro con Sara Salvatico lei era stracarica di energia, e mi parlava concitatamente, ma io le guardavo gli occhi ed era nel perfetto silenzio. Le dissi “Stai parlando ma sei nel silenzio”, e lei rispose “Sì”, ma non c’era bisogno che rispondesse, si vedeva.

Allora per stare nella non-azione uno si dovrebbe ingessare…

Lascia andare la forma, lascia che danzi al ritmo della Dea Shakti. Quello è il potere superiore che governa la creazione. Lei sa quel che fa, lascia che faccia.

Il silenzio deriva dallo stare nel Sé incurante di cosa fa Shakti. Ma se sei coinvolto con Shakti, allora se lei danza tu pensi di danzare. Ricorda l’immagine di Shiva disteso immobile e Shakti che gli danza sul ventre. Shiva non pensa nemmeno per un istante di legare Shakti. Lui è nel Sé, e lascia al potere superiore ogni azione. Se invece ti identifichi in una certa misura con Shakti, cercherai di fermarla o di indirizzarla e sarai sempre in conflitto. Shakti può operare liberamente solo quando ti disidentifichi da Lei.

Sii silente nel clamore, immobile nel movimento. Questo è il segreto!!!

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Uno dei maestri risponderà alle vostre lettere.
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