Stai nel silenzio del cuore

Sergio — Fondamentalmente l’Autoindagine funziona così: stando nel testimone diventi sempre più saldamente consapevole di non essere niente di tutto ciò che ti appare come corpi, mente, oggetti, universi… Ma dopo aver lavorato per anni negli Intensivi di Illuminazione sulla domanda/koan “Chi sono io?” e aver ottenuto molte esperienze dirette, tu questo lo sai già! Il passo successivo è essere quello che c’è dietro al testimone: il Silenzio, Quello sei veramente TU! Non è una tecnica, ma la Realizzazione stessa.

Tu sei ancora alla “ricerca”, ancora nel fare per divenire, per questo non c’è felicità in te. Ne abbiamo avuto abbastanza, no? Perciò abbandona ogni idea di ricerca! Ti affido l’ultima istruzione: “Stai nel Silenzio del Cuore”.

Non prenderla di petto. Non preoccuparti se ti riesce o no, se ci sono distrazioni, pensieri ecc. Continua sereno con molto molto Amore. Tutti i Maestri sono quello. Per ispirarti, se vuoi, puoi guardare Ramana e capire che Lui è Quello.

A un certo punto troverai che lo puoi fare. Il tuo io, tutto viene assorbito, e tu sei libero dalla morte e da ogni condizione.

Questa è la vera pratica, le vie che non la toccano non conducono alla Liberazione. Sono solo purificazione…

Studente — Questa è stata una settimana difficile. Il nuovo modo di praticare ha mostrato subito le sue difficoltà. Innanzitutto l’idea di abbandonare la ricerca, dopo tanti anni, è un cambiamento importante di atteggiamento, dal divenire allo stare, all’essere; è veramente una prova per l’io cosi abituato alla sua esistenza basata sul tempo… E così si sono scatenate tutt’una serie di resistenze e rabbia e disperazione… Un bel casino, che unito alla difficoltà di non potersi rifugiare in una pratica conosciuta, ha messo a dura prova la sadhana. Mai avuti cosi tanti pensieri e tanti dubbi sulla pratica come in questi giorni: quale cuore? che silenzio? e chi sta nel silenzio? Insomma spiazzato!

Finché stamattina, dopo l’ennesima notte insonne, durante una seduta notturna di attenzione al silenzio all’improvviso uno scatto, un repentino cambiamento, e all’improvviso sono passato dal fare qualcosa per, al semplice essere qui a testimoniare il Silenzio (o quasi silenzio). Come se il motore della mente si fosse fermato e finalmente “STAVO” nel Silenzio. Non cercavo di provocare qualche Silenzio, ma stavo, ero lì…

Una enorme differenza di atteggiamento e forse per la prima volta sono uscito per un attimo dal bozzolo dell’ego. Sì, perché oramai, da quando la pratica è diventata più regolare, mi sento sempre chiuso nel bozzolo, tutto ciò che sperimento è mente, la coscienza, e persino il testimone… Mi sembra di essere racchiuso nel guscio impenetrabile di un gioco continuo. E questo riconoscimento è fonte di grande frustrazione e rabbia.

Resa Resa Resa! Questo mi ripeto, e Amore, per il Maestro e per questa santa Relazione.

Sergio — Perfetto! Hai colto nel segno. Per quanto sembra che viaggi sei sempre all’interno della mente, delle forme e dei contenuti mentali.

La mente può essere al top dell’agitazione e ciò malgrado tu puoi stare nel Silenzio.

Perché?

Perché non sei la mente, e se la mente vuole pensare, la cosa non ti riguarda e non ha nulla a che fare con te!

Questa esperienza/comprensione ti porterà verso il tuo stato naturale, il sahaja, che puoi mantenere nello stato di veglia: il mondo esterno può turbinare, quello interno pure, ma tu resti imperturbato nel Silenzio, nel Sé, in Shiva che sei TU.

Studente — Fiumi di lacrime e un amore di indicibile profumo e bellezza accolgono il tuo riconoscimento da questo non luogo.

Sergio Cipollaro

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Marco Mineo, Renato Cadeddu e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”.
Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore.

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