stai sull’io fin quando l’io ti lascerà libero!

Ho letto il Report di R., il 5. Lei medita bene, nel Ritiro Lungo ha meditato sulla Consapevolezza. Vorrei dire qualcosa sul suo Report.

La realizzazione non è qualcosa che fa la mente, non la ottiene il pensiero. Diceva Nisargadatta: “Stai sull’io fin quando l’io ti lascerà libero”. È questo: stai sul soggetto (Essere, Consapevolezza, Presenza ecc.) fin quando l’io ti lascerà libero. È tutto qui.

Il paradigma advaitino è molto chiaro: solo il soggetto è reale, l’oggetto è irreale.

E qual è l’OGGETTO? È il sogno del film della vita, gli altri, la molteplicità. Dovete capire che se volete la liberazione, l’OGGETTO va perso.

Vediamo ora i nomi con cui il Soggetto viene indicato: Io Sono, Essere, Consapevolezza, Presenza, Vuoto, Nulla… Tutti questi non indicano cose diverse, indicano sempre la stessa cosa.

Prendiamo ad esempio il Nulla. Quando il Soggetto diventa puro, assume lo stato preverbale, cioè prima della mente, si trasforma in Silenzio. Allora l’aspirante potrebbe dire: “oh, il Nulla”… Ma è sempre Essere-Consapevolezza-Presenza-Amore ecc. ecc. Il Soggetto è come l’acqua! È senza forma (trascendenza), assume la forma di ciò che lo contiene (immanenza) e quando è pura e immobile non la si vede, uno vede solo il fondo, e allora può chiamarla ‘il Nulla’…

Che cosa succede quando la vostra identità passa dal falso io agente al vero Soggetto: il soggetto prende il posto dell’oggetto e diventa anche il tutto. Dall’esterno può sembrare che voi ritroviate di nuovo la vita, ma in realtà la vita è stata riassorbita nel Soggetto. Non tutti i mastri hanno questa purezza, dipende dal loro livello di realizzazione. Ma nell’insegnamento di un maestro puro non sarà conferita alla vita come oggetto alcun valore di realità, non sarete spronati a usare le cosiddette leggi d’attrazione per realizzare conseguimenti nella vita, quell’insegnamento vi riporterà sempre e costantemente al Soggetto.

Allora mi chiedo: come mai R. si preoccupa che non succede niente, che non vi sono esperienza dirette quando abbiamo tolto la meta dell’esperienza diretta dai Ritiri di Autoindagine?

Dato che medita bene azzardo un’ipotesi: per lei la vita, il sogno di Maya, ha ancora valore, è ancora qualcosa di reale, almeno in una certa misura, e questo distrae la totale immersione della sua attenzione nel Soggetto.

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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