sul silenzio e il ritirarsi dal mondo

Bhagavan era contrario alla pratica del silenzio. È il pensiero che bisogna controllare. Se non si parla ma il pensiero continua non vi è alcun silenzio. Il pensiero, e non la parola, è l’ostacolo da superare. Sul ritirarsi nelle foreste o nelle caverne esprimeva lo stesso punto di vista. Sosteneva che la vita nel mondo è proprio l’ambiente necessario per aiutare l’aspirante nella pratica spirituale (sadhana). Chi riesce ad essere nel mondo, ma non del mondo, ha raggiunto un alto grado Continua a leggere →

gli ultimi giorni di Bhagavan

Vi riporto alcune testimonianze dell’ultima fase della malattia di Bhagavan. Com’è diversa la considerazione che Bhagavan ha del corpo rispetto a quella di un maestro noto che l’ha definito ‘il Paradiso’. ❖ ❖ ❖ Durante la malattia, furono molti i devoti che implorarono Bhagavan affinché usasse i suoi poteri per curarsi e quindi continuare a vivere per il bene dei discepoli. Murugunar scrisse una poesia in Tamil con la stessa preghiera. Dopo averla letta, anch’io lo implorai: Continua a leggere →

dove l’io si riflette

Sri Bhagavan: — Può l’occhio vedere sé stesso? Il dottor Syed: — Naturalmente no. Può vedere ogni altra cosa, ma non sé stesso. Sri Bhagavan: — Ma se volesse vedere sé stesso? Il dottor Syed fece una pausa e poi disse: — Può farlo solo se riflesso in uno specchio. Sri Bhagavan colse la risposta e commentò: — È così. La creazione è lo specchio dell’occhio affinché veda sé stesso. A questo punto domandai a Sri Bhagavan se con parola inglese ‘eye’ intendesse Continua a leggere →

libero arbitrio e servizio all’umanità

Devaraja Mudaliar: — Se ogni azione del corpo e ogni esperienza attraverso cui passa è già stabilità dal karma, che ne è del libero arbitrio e della responsabilità individuale? Bhagavan: — L’unica libertà che si ha è di lottare per acquisire la Conoscenza, Jnana, che permette di non identificarsi col corpo. Anche se il corpo è oggetto del prarabdha (il karma che si manifesta nel presente), l’uomo è libero di identificarsi col corpo e aderire ai frutti dell’azione o di rimanere Continua a leggere →

chi sei tu per decidere di digiunare?

Bhagavan narrava anche di un altro pradakshina, quando viveva ancora allo Skandashram. Una volta per un disturbo allo stomaco aveva deciso di digiunare per tutta la giornata. Lasciò 1’ashram per un pradakshina pensando che così gli sarebbe stato più facile restare a digiuno. Sulla strada incontrò cinque o sei contadine intente a raccogliere legna da ardere e foglie da usare come piatti. Gli chiesero dove poter trovare dell’acqua e Bhagavan le accompagnò per un buon tratto. Quando stava Continua a leggere →

pradakshina

Una volta, durante il pradakshina (il giro attorno alla collina sacra di Arunachala), Bhagavan si unì ai devoti che cantavano “Ramana Sadguru”. Quando qualcuno si meravigliò che anche lui cantasse le proprie lodi, rispose: “Perché no? C’è un solo Ramana Sadguru per tutti”.

abbandono

Bhagavan a un discepolo: — Non dovresti elaborare dei piani per ottenere qualcosa; ma ciò non significa non gioie di quanto viene spontaneamente. Discepolo: — Intendete che se qualcosa viene da sé, senza essere stata pianificata o cercata, allora potrò gioire senza temere delle conseguenze negative? Bhagavan: — No, non è così; ogni azione ha delle conseguenze. Se qualcosa viene da sola a causa del prarabdha (il karma che si manifesta nel momento presente), non ci si può far niente. Continua a leggere →

I tuoi sforzi e la tua devozione attireranno la Grazia

— Sergio, voglio essere certo di riuscire a comunicarti quello che sperimento... Questa solitudine/isolamento di cui ti ho parlato non è negativa, anzi! È pace assoluta, senza oggetti. Osservo poi la mia mente che fa le sue solite conclusioni su cosa possa essere e come possa andare a finire. Una di queste è che: “non riuscirò mai a entrare in quello stato”. È lì che mi accorgo di avere ancora un sacco di limitazioni! ahahah… Questo ego che le studia tutte. La cosa che mi ha colpito Continua a leggere →

Conversazioni con Annamalai Swami

L’essere umano è una coscienza identificata con un corpo fisico. Questa è probabilmente la migliore definizione di «essere umano». Conversazioni con Annamalai Swami Il continuo inspirare ed espirare è necessario per la continuazione della vita. La continua meditazione è necessaria per tutti coloro che vogliono dimorare nel Sé. Tu ripartisci la tua vita in diverse attività: mangio, medito, lavoro ecc. Se hai idee come queste, ti stai ancora identificando col corpo. Sbarazzati di Continua a leggere →