due approcci alla spiritualità

Esistono di approcci alla spiritualità, uno laico e uno religioso. In questo articolo io uso i termini ‘laico’ e ‘religioso’ con un significato diverso da quello che hanno nel linguaggio comune. L’approccio laico alla spiritualità è di quelli che gestiscono il loro percorso e le loro esperienze spirituali con il loro ego. Poiché è l’ego che gestisce l’uno e l’altro essi non si danno completamente al Divino e perciò non sono in grado di uscire dal girone della condizione Continua a leggere →

una scuola spirituale

Un maestro può dirsi tale se è maestro nella vita, se c’è un’assoluta coerenza tra il Divino che dice di sperimentare e la sua condotta nella vita. Una scuola spirituale senza un insegnamento del Dharma (condotta etica) che parta innanzitutto dall’esempio diretto del maestro non è degna di essere chiamata spirituale. Per insegnamento del Dharma non intendo l’apprendimento nozionistico, ma esperienziale, che nasca dalla consapevolezza dell’aspirante opportunamente guidato. Continua a leggere →

lo spirito e la forma

Dell’esperienza avuta col mio ultimo sangha – che in pratica si è sciolto a ottobre dell’anno scorso – e da quella fatta in altri gruppi spirituali, ho visto che la gran maggioranza degli aspiranti spirituali è affetta da una gran povertà di vedute rispetto agli uomini, la vita e il mondo. Essi cominciano a praticare per paura, per sfuggire il dolore della vita, è questo rientra nell’ambito della psicologia. Praticando, ottengono esperienze spirituali interessanti, ciò nondimeno restano Continua a leggere →

perché il metodo di ‘spingere l’amore verso Dio’?

In molte nobili tradizioni prima di introdurre l’allievo alla meditazione gli viene insegnato il Dharma (le regole etiche). Come ho già detto la crescita spirituale non avviene in modo bilanciato; alcune facoltà possono svilupparsi presto e altre ritardare a lungo. Ho visto molte volte aspiranti che lambivano lo stato stabile commettere azioni invereconde. D’altro canto l’indottrinamento del Dharma non funziona! Ho vissuto 3 anni in una comunità spirituale in cui il Sanatana Dharma era Continua a leggere →

senza dharma non può esservi realizzazione

Quando il vero Sé si è abbastanza stabilizzato il nitore del Sé diventa il nitore del Dharma nella vita; per Dharma intendo la compassione, l’aiuto e il comportamento etico. Prima che ciò avvenga, il Sé non può essere completamente stabile perché un aspetto del Sé, la vita, non è ancora integrato. Solo quando ciò è avvenuto Egli è un vero Maestro. Prima, nella migliore delle ipotesi, si tratta di un aspirante che ci sta ancora provando. Il Dharma è la naturale conseguenza Continua a leggere →

maturità spirituale e maturità umana

I libri spirituali vi dicono spesso che la maturità umana va di pari passo allo sviluppo della maturità spirituale: NON È ASSOLUTAMENTE VERO!!! Diciamo che se la vostra maturità spirituale è quella di Gesù è vero che la vostra maturità umana la riflette completamente; diciamo anche che non tutti sono esattamente allo stesso livello spirituale di Gesù… Io ho fatto questo errore come insegnante: ho guardato la maturità spirituale e ho pensato che ne conseguisse immediatamente una Continua a leggere →

l’importanza dell’insegnamento del dharma

Finora ho creduto non fosse importante insegnare il Dharma (comportamento etico). Com’è tipico della via di Jnana mi sono detto: “che senso ha imparare delle regole etiche? È religione… La nostra è una via diretta non abbiamo bisogno di lezioni sul Dharma. Quando si scopre il vero Sé il Dharma si manifesta spontaneamente”, e chiusa lì… Poi cos’è successo? Come due partecipanti sono entrate nell’impersonalità, hanno ferito… È affascinante, perché finora come insegnante Continua a leggere →

i pericoli della realizzazione

Probabilmente pochissimi – o nessuno – comprenderanno questo post, ma a quei pochi che lo comprenderanno potrà essere assai utile. ❖ ❖ ❖ Qui non parlo di realizzazioni parziali e temporanee, ma della vera Realizzazione: quando si diventa definitivamente Pura Coscienza e non si decade più da là. Quando diventi Pura Coscienza tu sei Uno con tutto, e parallelamente, poiché sei Uno nell’essenza e non nell’aspetto fenomenico, sei anche l’Osservatore immutabile, inalterabile, Continua a leggere →

io sono l’umanità!

Apprezzo il libro di Ranjit Maharaj, ‘Illusione versus Realtà’, per il potere di scardinare l’illusione. Ma illusione di che cosa? Illusione della dualità, della molteplicità apparente del mondo fenomenico. Ma quando questa illusione è stata scardinata e si realizza che il mondo fenomenico non è altro che il Sé, non vi è più apparenza, o meglio, quello che appare è sempre e solo il Sé. A quel punto insistere nell’approccio negativo di neti-neti (non sono questo, non sono quello) Continua a leggere →

un vero maestro

Un vero maestro non è ostile ai nemici. In senso assoluto sono anch’essi il Sé, e in senso relativo fanno parte del gioco Divino. Così li vede il maestro. Può ricevere dal Divino l’impulso a combatterli se compiono gravi gesta contro il Dharma, altrimenti lascia fare – non diceva forse Gesù: date a Cesare quel ch’è di Cesare? Un vero maestro dovrebbe vacillare spiritualmente di fronte all’alternarsi di periodi positivi e negativi. Nei periodi positivi persevera per il successo Continua a leggere →