senza dharma non può esservi realizzazione

Quando il vero Sé si è abbastanza stabilizzato il nitore del Sé diventa il nitore del Dharma nella vita; per Dharma intendo la compassione, l’aiuto e il comportamento etico. Prima che ciò avvenga, il Sé non può essere completamente stabile perché un aspetto del Sé, la vita, non è ancora integrato. Solo quando ciò è avvenuto Egli è un vero Maestro. Prima, nella migliore delle ipotesi, si tratta di un aspirante che ci sta ancora provando. Il Dharma è la naturale conseguenza Continua a leggere →

maturità spirituale e maturità umana

I libri spirituali vi dicono spesso che la maturità umana va di pari passo allo sviluppo della maturità spirituale: NON È ASSOLUTAMENTE VERO!!! Diciamo che se la vostra maturità spirituale è quella di Gesù è vero che la vostra maturità umana la riflette completamente; diciamo anche che non tutti sono esattamente allo stesso livello spirituale di Gesù… Io ho fatto questo errore come insegnante: ho guardato la maturità spirituale e ho pensato che ne conseguisse immediatamente una Continua a leggere →

l’importanza dell’insegnamento del dharma

Finora ho creduto non fosse importante insegnare il Dharma (comportamento etico). Com’è tipico della via di Jnana mi sono detto: “che senso ha imparare delle regole etiche? È religione… La nostra è una via diretta non abbiamo bisogno di lezioni sul Dharma. Quando si scopre il vero Sé il Dharma si manifesta spontaneamente”, e chiusa lì… Poi cos’è successo? Come due partecipanti sono entrate nell’impersonalità, hanno ferito… È affascinante, perché finora come insegnante Continua a leggere →

i pericoli della realizzazione

Probabilmente pochissimi – o nessuno – comprenderanno questo post, ma a quei pochi che lo comprenderanno potrà essere assai utile. ❖ ❖ ❖ Qui non parlo di realizzazioni parziali e temporanee, ma della vera Realizzazione: quando si diventa definitivamente Pura Coscienza e non si decade più da là. Quando diventi Pura Coscienza tu sei Uno con tutto, e parallelamente, poiché sei Uno nell’essenza e non nell’aspetto fenomenico, sei anche l’Osservatore immutabile, inalterabile, Continua a leggere →

io sono l’umanità!

Apprezzo il libro di Ranjit Maharaj, ‘Illusione versus Realtà’, per il potere di scardinare l’illusione. Ma illusione di che cosa? Illusione della dualità, della molteplicità apparente del mondo fenomenico. Ma quando questa illusione è stata scardinata e si realizza che il mondo fenomenico non è altro che il Sé, non vi è più apparenza, o meglio, quello che appare è sempre e solo il Sé. A quel punto insistere nell’approccio negativo di neti-neti (non sono questo, non sono quello) Continua a leggere →

un vero maestro

Un vero maestro non è ostile ai nemici. In senso assoluto sono anch’essi il Sé, e in senso relativo fanno parte del gioco Divino. Così li vede il maestro. Può ricevere dal Divino l’impulso a combatterli se compiono gravi gesta contro il Dharma, altrimenti lascia fare – non diceva forse Gesù: date a Cesare quel ch’è di Cesare? Un vero maestro dovrebbe vacillare spiritualmente di fronte all’alternarsi di periodi positivi e negativi. Nei periodi positivi persevera per il successo Continua a leggere →

la purezza dell’insegnamento

Ho avuto con un aspirante un colloquio telefonico che voglio condividere con voi. Anzitutto quando io dico ‘stato stabile’ mi riferisco alla fase in cui l’aspirante può entrare nel samadhi a volontà. C’è ancora un ego, anche se molto sottile, e spesso l’aspirante crede di esser già liberato, mentre non ha ancora passato manonasa (la definitiva dissoluzione dell’ego senza possibilità che si riformi). Abbiamo poi parlato dell’integrazione delle impressioni. Nella fase nirvikalpa, Continua a leggere →

illuminazione e dharma – 3

Nell’I Ching c’è un esagramma: ‘Il Pozzo’. L’acqua pura del pozzo è la Vera Natura, che hanno tutti, anche Hitler. L’esagramma infatti non sentenzia in automatico ‘salute’, perché la salute – la Grazia – dipende dalla capacità di tirar fuori l’acqua dal pozzo. Se l’acqua rimane nascosta nel pozzo non c’è nessuna Grazia. Questa Grazia, che sia ricerca della Verità (sadhana, cercare di capire come portare l’acqua fuori dal pozzo), trasmissione diretta del Silenzio, Continua a leggere →

ancora su illuminazione e dharma

Come Sri Yukteswar insegna al giovane Yogananda (Mukunda) a non trascurare il Dharma Il Furto del Cavolfiore da ‘Autobiografia di uno Yogi’ di Paramahansa Yogananda Ananda Edizioni «Maestro, un dono per voi! Questi sei enormi cavolfiori li ho piantati con le mie mani; ne ho seguito la crescita con la tenera sollecitudine con cui una madre accudisce il proprio figlio». Presentai il cesto di ortaggi con un ampio gesto cerimonioso. «Grazie!». Sri Yukteswar mi rivolse un caldo sorriso Continua a leggere →

hishiryo, il non-pensiero

La parola giapponese shiryo (accento sulla ‘o’) vuol dire ‘pensiero’, il suffisso hi funziona come alfa privativo, perciò hishiryo vuol dire non-pensiero o non-pensare. L’illuminazione è molto facile; ecco come la spiegano i testi zen: la vuota illuminazione illumina se stessa non vi è bisogno del benché minimo sforzo mentale è la realtà del non-pensare (hishiryo) una realtà oltre l’inquietudine del ragionamento e delle emozioni. Come e si raggiunge hishiryo? Attingiamo Continua a leggere →