io sono l’umanità!

Apprezzo il libro di Ranjit Maharaj, ‘Illusione versus Realtà’, per il potere di scardinare l’illusione. Ma illusione di che cosa? Illusione della dualità, della molteplicità apparente del mondo fenomenico. Ma quando questa illusione è stata scardinata e si realizza che il mondo fenomenico non è altro che il Sé, non vi è più apparenza, o meglio, quello che appare è sempre e solo il Sé. A quel punto insistere nell’approccio negativo di neti-neti (non sono questo, non sono quello) Continua a leggere →

it is not real

È una bellissima lettera e tanto chiara. Più difficile per me cercare di esserlo altrettanto nella risposta, tanto questa è semplice e allo stesso tempo assolutamente non evidente a quasi tutti. A un certo punto, riferendoti ai tuoi progressi spirituali, dici: “me la sono raccontata”… Non te la sei raccontata. Anche quando si è un aspirante avanzato, finché resta anche l’ultimo aggancio all’illusione si può tornare a star male come uno che non ha mai praticato: “il mio Continua a leggere →

il distacco dall’illusione

Il silenzio è il risultato del contemplare lo specchio (la coscienza) anziché ciò che vi è riflesso (i fenomeni). Non importa quante esperienze spirituali hai e quanto siano profonde. Finché non scegli di identificarti nella coscienza (ciò che veramente sei) anziché nei vari fenomeni apparenti e transitori, non vi sarà realizzazione. Se non sei ancora riuscito a farlo, questo significa che devi lavorare sul distacco dall’illusione. Continua a leggere →

cos’è maya?

Ma cos’è maya, l’illusione?

È la mente!!! Che proietta il sogno sia quando dormiamo che quando siamo svegli.

Noi siamo abituati a pensare che il sogno sia reale, e per questo rimaniamo nella mente. Ma quando comprendiamo l’inganno, allora siamo in grado di scegliere la non-mente, quel silenzio che è sempre accessibile anche quando la mente è agitata.

Ora sei stabile

Ciao Sergio, ma sai che la mente l’ha compresa quest’illusione?... Il problema principale credo sia nato dal fatto che per “me” (forse è così per tutti, non so) è sempre stato normale aver un senso di esistenza indefinibile. Ricordo che da bambino e/o ragazzo mi piaceva molto andare sott’acqua al mare perché quel senso/silenzio diventava prorompente. Altra cosa che mi piaceva fare era quella di cercare di restare sveglio quando dovevo andare a dormire, anche lì trovavo un non Continua a leggere →