quattro livelli di liberati

Se ritenessimo che non appena varcate le porte di manonasa ogni liberato fosse ugualmente perfetto, ciò vorrebbe dire che un secondo dopo la liberazione sarebbe sostanzialmente uguale a Buddha, Gesù e gli altri grandi Avatara che la terra ha conosciuto. È evidente che non è così. Le scritture classificano 4 livelli di liberati: il Brahmavidvarishta, il Brahmavid-Vareeyaan, il Brahmavidvara e il Brahmavid. Di questi solo il Brahmavidvarishta è un Maestro Perfetto. Egli ha estinto ogni Continua a leggere →

la purezza dell’insegnamento

Ho avuto con un aspirante un colloquio telefonico che voglio condividere con voi. Anzitutto quando io dico ‘stato stabile’ mi riferisco alla fase in cui l’aspirante può entrare nel samadhi a volontà. C’è ancora un ego, anche se molto sottile, e spesso l’aspirante crede di esser già liberato, mentre non ha ancora passato manonasa (la definitiva dissoluzione dell’ego senza possibilità che si riformi). Abbiamo poi parlato dell’integrazione delle impressioni. Nella fase nirvikalpa, Continua a leggere →

cerco un centro di gravità permanente

Ce n’è uno solo e soltanto quello: il Sé invisibile immanifesto. Quella è la vera natura. Quando io mi collego e mi unisco a voi, anche dopo aver esteriormente litigato per ragioni pedagogiche, vado lì; non cerco di avvicinare i vostri corpi fisici e sottili. Quando voi vi immergete nel sonno profondo senza sogni, andate lì. Il sonno profondo senza sogni è sia il corpo causale – quando c’è ignoranza e i semi delle vasana dormienti che germoglieranno nel dopo morte, nel bardo, dando Continua a leggere →

le porte dell’infinito

Non appena si ferma la mente: ecco la PERFEZIONE!! Tu sei già la Sublimità Suprema, non hai bisogno di far qualcosa per diventarlo. È questa la sadhana: fermare la mente, non certo creare il Sé. Come fermi la mente, sali di vibrazione, e se continui si aprono le porte dell’infinito: meraviglia inesplicabile! Io lo vedo dai miei allievi: quelli che hanno una vibrazione più alta sanno fermare la mente, e quasi sempre sono anche quelli che meditano. Poi c’è sempre qualcuno che si Continua a leggere →

il cielo limpido di Shiva è sempre davanti agli occhi

Shiva (il cielo limpido) è sempre davanti ai nostri occhi. Non lo vediamo perché, a causa della nostra identificazione coi movimenti mentali (le nuvole), ci agganciamo ad essi dando loro risalto, forza e durata. Quando l’identificazione cessa, i movimenti mentali non sono più in grado di offuscare il cielo di Shiva, anzi tendono a quietarsi fino a raggiungere uno stabile silenzio interiore che io amo chiamare ‘il respiro del Sé’. Con l’espandersi, il silenzio e il distacco dalla mente Continua a leggere →

il sogno di A.

Stanotte ho fatto un sogno. Io e R. ci trovavamo in una sorta di bunker insieme ad altra gente, forse in seguito ad un disastro, non c’era possibilità di uscire. Vivevamo lì, cercando ogni giorno di sopravvivere. Perdevo R. e andavo a cercarlo finendo in una zona proibita e pericolosa, ero inseguita da qualcosa o qualcuno ma non mi voltavo e continuavo a correre, alla fine trovavo R. e insieme decidevamo di saltare da un burrone, l’unica via d'uscita. Non si vedeva cosa ci fosse sotto, era Continua a leggere →

e sopraggiunge la liberazione…

L’errore che fanno gli aspiranti che raggiungono una certa stabilità nel Sé è di non continuare a meditare. In questo modo mancano la completa disidentificazione dalla mente e quindi la liberazione. Per loro vi sarà ancora reincarnazione karmica perché non hanno tranciato i cicli del samsara di rinascita-morte-rinascita. Invece continuando a meditare il più possibile dimorando nel Sé, i semi/spinte della mente si placano, fino da appassire definitivamente. Allora la meditazione, che era Continua a leggere →

aiutami

Conosco una via facile alla Realizzazione. Chi desidera Moksha, la Liberazione, praticando un Ritiro di Autoindagine ogni due mesi, dopo il 4°, 5° Ritiro non si esce più da quella intensità/profondità, la mantiene anche tornando a casa. Deve inoltre praticare l’autoindagine sotto la guida di un maestro. Se volete diventare un concertista di qualsiasi strumento avete bisogno di un maestro. Ancor più per la realizzazione. Perciò se volete fare seriamente dovete avere un maestro. La relazione Continua a leggere →

il senso di essere

L’autoindagine è molto semplice: esiste solo il SENSO DI ESSERE: cioè TU! Tutto il resto è un sogno e va ignorato. Però nel sogno appari come una persona: devi lavorare, mangiare, avere una casa e una valanga di altri bisogni… Sono le proiezioni dei tuoi desideri che sono diventate una realtà onirica. La vita ti pone delle sfide per incrementare il tuo non-attaccamento al sogno. Quando ti sei finalmente deciso a mollare la persona, resta solo l’ESSERE che sei TU, e se ti sei distaccato Continua a leggere →

dissoluzione della mente e pratica formale

Tutti i semi della mente (corpo causale) devono essere estirpati altrimenti vi sarà di nuovo rinascita, anche se si è raggiunto uno stato elevato. Prendiamo l’esempio di Paola. Lei non ha fatto alcuna sadhana in questa vita. Ha fatto alcuni Ritiri con noi, e già nei Ritiri la coscienza di lei si introvertiva così profondamente da abbandonare il corpo e lasciarlo cadeva come svenuto. Poi ha avuto una perdita dolorosa a seguito della quale è entrata nello stato profondo e continuo che ci Continua a leggere →