l’osservatore

G. (dopo molte resistenze): — Maestro, mi risulta abbastanza semplice rimanere nell’osservatore. Probabilmente ero in conflitto perché volevo fermare il dialogo interiore per non restare ancorato alla mia storia personale. Con l’osservatore la mente non si ferma: a volte è molto agitata ed a volte meno, però riesco a vedere alcuni trucchi che usa per comandarmi. Probabilmente la meditazione formale non riusciva perché la facevo di sera ed ero troppo carico. — Devi osservare. Non ti Continua a leggere →

l’osservatore

Essere l’osservatore, o stare nell’osservatore (quando siete duali), è quello che i Maestri Dzogchen chiamano Trek-Chod. Il Trek-Chod è la pratica per stabilizzare l’illuminazione. Essere l’osservatore è lo stato di liberazione, è lo stato naturale. Andando in profondità sentirete come tutti i blocchi del corpo (contrazioni che trattengono memorie/identificazioni) gradualmente si sciolgono. È la purificazione del corpo definitiva. Allora Shakti (beatitudine in movimento: creatività, Continua a leggere →

nell’osservazione c’è una sorta di resa totale in cui non trovo nessun tipo di identificazione

Marco Mineo: — Dimora nell’osservatore il più possibile. Allievo: — Non capisco dove portare l’attenzione. Marco: — In nessun luogo! Non puoi trovarti come oggetto. Essere il testimone significa sapere che ovunque si poggi l’attenzione, ogni cosa percepita, compreso il senso del ‘me’ che si appropria di un corpo, non è Me! Questa è conoscenza non veicolata da nulla, non collegata a nessuna forma, eterna ed impersonale. Allievo [dopo aver lavorato su: “Senti la paura Continua a leggere →

dall’osservazione di ciò che c’è all’osservazione senza oggetti

  Allieva: — La rabbia mi distoglie dalla serenità. Marco Mineo: — Ogni emozione, essendo una manifestazione di energia, diventa un problema solo quando la tratteniamo. Bisogna vedere il perché non si vuole provare quell’emozione. Le emozioni quando sono una manifestazione di energia che non è trattenuta, durano un istante senza lasciare traccia, come un onda nel mare, senza solidità. Ciò che percepisci come solido è qualcosa di trattenuto o rifiutato. Senza resistenza non Continua a leggere →

sulla strada che mi porta all’osservatore…

Allieva: Sono sulla strada che mi porta a riconoscere l’osservatore, che io non avevo proprio idea di come riconoscere, Il percorso finora è stato questo: IMPARARE A PERCEPIRMI SVEGLIA – è stato il più semplice, e lo uso ancora quando sono molto distratta. Mi fa sentire leggera la testa. IMPARARE A PERCEPIRMI VIVA – è già più duro, perché passo dal corpo per poi slegarmi da esso e mantenere la sensazione. Mi fa sentire distaccata dal corpo. PERCEPIRE L’OSSERVATORE – questo Continua a leggere →

questione di prospettiva

Nella nostra esperienza, sia di veglia che di sogno, abbiamo accesso a due prospettive: Quella dell'ego o attore, che rappresenta il sé della ‘persona’ all’interno del mondo della veglia o del sogno. Quella dell’Osservatore, un punto di osservazione non personale, non figurato e non localizzato, al di fuori del mondo/sogno. Nei sogni comuni e nello stato di coscienza ordinario la completa identificazione con l’ego che pensa e che agisce, ci fa ignorare del tutto l’esistenza Continua a leggere →

l’osservatore

Sergio: 1. Scrissi di non considerare più Kripalu il mio maestro perché iniziai a seguire Ramana Maharshi e a praticare l’autoindagine, ma invero quell’espressione fu involontariamente infelice, perché è impossibile non considerare Swami Kripalvananda un Maestro spirituale. Purtroppo non riesco più a modificare kripalvananda.org perché la piattaforma con cui lo feci è ormai obsoleta e dovrei fare un lavorone per cambiare il tutto e in più chiedere aiuto a qualcuno perché non ho Continua a leggere →