la spina nel fianco

Gli individui intraprendono la via spirituale per sfuggire al dolore. È la spina nel fianco del dolore (insicurezza, paura, memorie negativi...) che dà loro la motivazione per praticare. Ma praticando prima o poi cominciano a star meglio, e a quel punto aspiranti che sembravano totalmente devoti alla via e al Guru spesso abbandonano… Ritornano ai piaceri e alle distrazioni del mondo e riprenderanno la via spirituale, nella vita presente o in un’altra, quando avranno accumulato di nuovo abbastanza Continua a leggere →

la presenza testimoniale

— Riesci a mantenere l’attenzione sulla Presenza Testimoniale durante il giorno? La tua identità, il tuo ‘io’, deve trasferirsi dal Mauro alla Presenza Testimoniale. Quando si stabilizza nella Presenza Testimoniale senza possibilità di ricadere, quella è la Realizzazione. La meditazione formale va bene per andare più in profondità, ma devi farlo tutto il giorno, altrimenti non funziona; e lo devi fare nello stato di veglia in cui puoi usare la volontà. All’inizio starai poco, Continua a leggere →

meditazione yogica

Ad alcuni allievi ho suggerito una meditazione yogica per calmare i prana, in modo che le loro esperienza del Soggetto ultimo risulti più stabile. Ecco un report: — Maestro, lo yoga che mi hai insegnato la scorsa settimana è abbastanza difficile ma dà i suoi risultati. Ci ho messo una settimana per riuscire ad avere un po’ di concentrazione. Spesso la meditazione non mi riesce. Ora però riesco però a portare su gli occhi con l’intento senza spingerli alla radice del naso con uno sforzo, Continua a leggere →

spontaneamente se cerco chi ascolta ritorno lì

Ciao Sergio. Non ci conosciamo di persona, ma da quando ho scoperto il sito ho letto tutto! Volevo chiederti riguardo il trovare e dimorare nel senso dell’io. È possibile che per me sia situato nel senso dell’ascoltare? Spontaneamente se cerco chi ascolta ritorno lì. A uno spazio di ascolto composto da un silenzio frusciante che contiene tutti i rumori del momento. È come un senso di presenza senza altri contenuti se non lo spazio detto sopra. Ti ringrazio per quello che fai e credo di incontrarti Continua a leggere →

presenza costante nel cuore

— Continuo a sperimentare il silenzio interiore, la mente è sempre tranquilla, sento la presenza costante nel cuore e le parole provengono direttamente da lì. Ieri ho incontrato mia madre dopo un anno e mezzo che non ci parlavamo. Sono andata da lei tranquilla, non ho assolutamente pensato a ciò che le dovevo dire, ero solo io e le parole sono venute da ‘me’. C’è in me accettazione di Tutto. Le ha detto alcune cose, come dire, spiacevoli… che mi avrebbero ferito e fatto arrabbiare, Continua a leggere →

presenza sempre presente

Ciao Marco, il giorno dopo esserci sentiti è successo questo: Mi sono isolata, seduta tranquilla a pensare a questa presenza sempre presente. Mi sono detta: Se è sempre presente, è presente anche ora che penso. Se è sempre presente, è da quando sono nata che vede tutto ciò che faccio, ha assistito a tutto, lei sa di me, e io non so di lei. Ma se è presente, perché non la contatto!? Basta, Ho chiuso gli occhi per rilassarmi. Li ho riaperti quasi subito, ed era diverso. Sentivo la presenza Continua a leggere →

sii come un mulo!

— Scusa non ho capito una cosa. Mi è chiaro che non avendo ancora avuto esperienze dirette non so bene ancora cosa cercare, ma in questo cercare per il momento uso come riferimento l’esperienza di Presenza che ho durante la meditazione profonda, oppure no? E quella la guida che mi porterà ad intercettare l’apertura? — No. Dimentica l’esperienza diretta. Per imparare la tecnica che ti porterà all’esperienza diretta non è affatto richiesta l’esperienza diretta. Tu devi con il Continua a leggere →

da allora c’è una coscienza profonda di non essere l’artefice di ciò che è

— Amato, sento la necessità di condividere con te quello che va sviluppandosi dopo il darshan con Roberta, Marco e Anna in toscana qualche mese fa. Lascio il Darshan con le ultime parole di Roberta che alla mia domanda se praticasse ancora in modo formale, rispose: oramai non pratico più, so chi sono. Anche io non praticavo più assiduamente in modo formale da tempo, la pratica si svolgeva da se durante lo stato di veglia, tuttavia cercavo anzi, ricercavo ancora qualche oggetto che si potesse Continua a leggere →

IL SENZATEMPO

Dai Satsangha con Francis Lucille. Sarebbe da imparare a memoria e ponderarlo spesso; anzi, ripetutamente; anzi, sempre, come un mantra, fino alla realizzazione: Domanda: — Sto cercando di comprendere il ‘senza tempo’, l’eterna presenza. Lucille: — Il tempo è un concetto, è inteso come l’intervallo tra due eventi, ma questi due eventi non coesistono mai. Quando uno è presente, l’altro non c’è, e dunque è inesistente. Perciò il tempo è la distanza tra un evento che Continua a leggere →

Sono morto il 28 aprile 2013

Ricevo da un amico: Sono morto il 28 aprile 2013. Il dolore atroce [la morte di un proprio caso] sospese il senso del tempo e del fare. Allora non me ne sono accorto perché prevalse l’acutezza del dolore, ma col crollo di ogni traccia di sicurezza e di ‘comfort zone’ restava solo la testimonianza di ciò. Da un lato la sofferenza intensa, dall’altro mi sentivo ovattato e come accolto da una presenza amorevole che suggeriva un senso di sollievo. Solo dopo il mind clearing ho ricordato Continua a leggere →