l’evoluzione della coscienza dell’aspirante

A grandi linee, l’evoluzione della coscienza del ricercatore spirituale che pratica una sadhana valida dovrebbe essere questa: 1. Diventa sempre più sensibile sul piano sottile; il che significa anche: sempre più capace di individuare i processi mentali. 2. A un certo punto si imbatte nel vuoto/nulla senza essere del piano causale. C’è chi lo passa velocemente e chi vi rimane a lungo. In questa fase può avere anche dei samadhi, ma quello che realizza è questo vuoto/nulla senza Continua a leggere →

Confusione tra piano causale e Sé

Risposta ad un sadhaka: Questo Vuoto o Nulla dove tutto scompare, foriero di tanta desolazione, è il piano causale, non è il Sé! L’aspirante può anche avere una esperienza diretta, ma poiché si trova al livello di dover passare il piano causale, ha come realizzazione che non c’è nulla, non solo non c’è il mondo, ma non c’è Essere. Proprio qualche giorno fa ho ricevuta la lettera di un aspirante che mi testimoniava un samadhi profondo in cui per la prima volta aveva sperimentato Continua a leggere →

Osservare o cercare l’Io Sono?

— … Detto ciò volevo chiedere riguardo alla pratica durante la giornata, fuori dalla meditazione formale. Io  osservo le fluttuazioni della mente: proiezioni, ricordi, vaniloqui, istanze varie legate a personaggi o al personaggio immaginario che dovrei o avrei potuto essere. Non  vi è quasi mai disturbo o avversione in ciò, è come guardare un film, e a volte i contenuti possono essere più intensi e calamitanti, diciamo… Il corpo fisico che si presenta a questa osservazione come una Continua a leggere →

Chi sta provando questo?

— Caro Sergio, è tutto cosi indifferente!! Provo un senso di distacco cosi sereno!!! Ma quante sciocchezza spirituali mi sono bevuto in passato!!!? ah ah ah ah!!!  Quanta pattumiera spirituale inutile ho letto e  ascoltato!!!!! Mi sento "assorbire"... "ritornare", "riportare" a me stesso... solo a me stesso. Non esiste Dio! Oppure Dio è ogni cosa vivente. In più!!! provo un calore immensoooo!!!! E non è l’estate! non è il caldo! Mi sento un tacchino in una pentola a pressione!!!! Continua a leggere →

I 3 ultimi gradi sulla scala della conoscenza

In senso crescente, dal meno al più elevato: • Conoscere riguardo a = la conoscenza ordinaria riveniente dalla dualità || include la conoscenza dei processi e dei fenomeni sottili: suoli, luci, movimenti energetici, esperienze fuori dal corpo, contatti con altri essere sul piano sottile… || l’esperienza di sé va dal sentirsi un corpo-persona all’essere identificati con un’entità spirituale individuale (jivatma). • Conoscere = solo “Essere”, il puro “Io”, la pura Coscienza Continua a leggere →

l’ultima lezione

Sapete già come la penso sulla questione “Maestro interiore” versus “Maestro esteriore”. Certamente il vero Maestro è interiore – se così non fosse, come lo si potrebbe realizzare?... Ma veramente pochi riusciranno a ‘vederlo’ senza un Maestro esteriore. Cioè: veramente assai pochi aspiranti riescono a deporre il proprio ego ai piedi del Maestro interiore senza l’ausilio del Maestro esteriore. La quasi totalità di quelli che dicono: “Seguirò solo il Maestro interiore” Continua a leggere →

Il lavoro è un ostacolo alla realizzazione del Sé?

Dai “Discorsi con  Sri Ramana Maharshi” Un estratto dal Discorso 17 D. — Il lavoro è un ostacolo alla realizzazione del Sé? M. — No. Per un essere realizzo l’unica Realtà è il Sé e le azioni sono soltanto fenomeni che non influenzano il Sé. Anche quando il realizzato agisce, egli non sente di essere l’agente. Le sue azioni sono soltanto involontarie e lui resta il loro testimone senza alcun attaccamento. Non c’è alcun fine a tale azione. Anche chi sta ancora praticando Continua a leggere →

L’«IO» solo esiste

L’«IO» solo esiste, ed è il Sé, ed io sono Quello. Indirizza tutta la tua devozione alla sensazione di «IO», rimane attaccato a quella sensazione di «IO». Non mollare per nessun motivo, continua, non importa quanto tempo ci voglia!!! Abbi fede! L’«IO» non ti tradirà di certo. Permetti all’«IO» di mostrarti che tu sei il Sé, e che TU solo (non l’ego personale) esisti: no guru, no deità, no universi… solo il Sé. Più penetri l’«IO», più proverai piacere. Alla Continua a leggere →