lo scopo di tutte le pratiche spirituali è essere nel silenzio

Ho tradotto liberamente questo video di Papaji. Non perdete questo insegnamento fondamentale. Papaji, con la solita semplicità, spiega il Silenzio, come arrivarci e come rimanere nel Sé. Dà due indicazioni: • Risalire alla sorgente del ‘pensiero io’. • Essere presenti al momento presente. Essere presenti al momento presente Della prima abbiamo già parlato ampiamente. Sulla seconda vorrei dire qualcosa. Traendo ispirazione da storielle zen, molti credono che stare nel ‘qui Continua a leggere →

sul silenzio e il ritirarsi dal mondo

Bhagavan era contrario alla pratica del silenzio. È il pensiero che bisogna controllare. Se non si parla ma il pensiero continua non vi è alcun silenzio. Il pensiero, e non la parola, è l’ostacolo da superare. Sul ritirarsi nelle foreste o nelle caverne esprimeva lo stesso punto di vista. Sosteneva che la vita nel mondo è proprio l’ambiente necessario per aiutare l’aspirante nella pratica spirituale (sadhana). Chi riesce ad essere nel mondo, ma non del mondo, ha raggiunto un alto grado Continua a leggere →

uno dei paradossi più capziosi

Il paradosso è che tu sei lo stato di Unione, indipendentemente da ciò che avviene all’esterno nelle relazioni. Se non capite questo, non troverete mai Pace. Se le relazioni esterne vanno molto male e entrate nell’io separato per difendervi o contrattaccare, avete decretato la vostra caduta all’inferno, cioè la caduta fuori da ciò che siete. Potete anche difendervi e contrattaccare sul piano esterno, ma interiormente l’Unità rimane INTATTA! Allora c’è il Silenzio e la Pace. Potete Continua a leggere →

un vero maestro

Un vero maestro non è ostile ai nemici. In senso assoluto sono anch’essi il Sé, e in senso relativo fanno parte del gioco Divino. Così li vede il maestro. Può ricevere dal Divino l’impulso a combatterli se compiono gravi gesta contro il Dharma, altrimenti lascia fare – non diceva forse Gesù: date a Cesare quel ch’è di Cesare? Un vero maestro dovrebbe vacillare spiritualmente di fronte all’alternarsi di periodi positivi e negativi. Nei periodi positivi persevera per il successo Continua a leggere →

sul vuoto e l’energia luminosa

La coscienza di Shiva – il silenzio, il vuoto – si manifesta solo quando ci si apre completamente a Shakti: i movimenti dell’energia luminosa. Se il Silenzio è ancora frutto di uno sforzo di concentrazione, sarà necessariamente duale, e non avrete la percezione di un ‘silenzio vivo’. Ma se il silenzio appare spontaneamente in qualche modo, allora l’aspirante dovrebbe poggiarvisi e lasciare che sia penetrato dalla consapevolezza. Il flauto di Krishna indica che la sessualità non Continua a leggere →

il nulla/vuoto/silenzio come fuga

Quando subiamo un grande dolore abbiamo uno shock. Le persone normali possono avere un periodo di intontimento o addirittura perdere i sensi temporaneamente. Chi invece ha già delle esperienze dirette di un certo livello scivola nel vuoto/nulla/silenzio, e lì vede che non è successo nulla, che c’è solo l’Uno, armonia e pace. Ma non basta per niente!!! Se invece usciti dal Vuoto sono chiusi come un’ostrica e pieni di giudizi negativi, hanno mancato la Lezione Divina, e dovranno ripeterla Continua a leggere →

come avviene che dall’ego si passa alla non-mente?

Per la grande simpatia (in senso etimologico) che ho con te vorrei condividere la mia opinione. Ciò non implica alcun impegno da parte tua di far qualcosa con ciò che ti dico o di entrare in una particolare relazione con me. Come avviene che dall’ego e dalla mente si passi alla non-mente? Vi sono dei passaggi: 1. L’aspirante attraverso la lettura dei testi sacri e le proprie stesse esperienze dirette che gli confermano gli insegnamenti che ha letto, comprende che il mondo è un’illusione, Continua a leggere →

stai sull’io fin quando l’io ti lascerà libero!

Ho letto il Report di R., il 5. Lei medita bene, nel Ritiro Lungo ha meditato sulla Consapevolezza. Vorrei dire qualcosa sul suo Report. La realizzazione non è qualcosa che fa la mente, non la ottiene il pensiero. Diceva Nisargadatta: “Stai sull’io fin quando l’io ti lascerà libero”. È questo: stai sul soggetto (Essere, Consapevolezza, Presenza ecc.) fin quando l’io ti lascerà libero. È tutto qui. Il paradigma advaitino è molto chiaro: solo il soggetto è reale, l’oggetto Continua a leggere →

il cielo limpido di Shiva è sempre davanti agli occhi

Shiva (il cielo limpido) è sempre davanti ai nostri occhi. Non lo vediamo perché, a causa della nostra identificazione coi movimenti mentali (le nuvole), ci agganciamo ad essi dando loro risalto, forza e durata. Quando l’identificazione cessa, i movimenti mentali non sono più in grado di offuscare il cielo di Shiva, anzi tendono a quietarsi fino a raggiungere uno stabile silenzio interiore che io amo chiamare ‘il respiro del Sé’. Con l’espandersi, il silenzio e il distacco dalla mente Continua a leggere →