se sediamo così

Teniamo la mente fluida ma non dispersa; nessun pensiero passa inosservato, ma l’attenzione non è fissata: è lo stato naturale della mente, libera e chiara. Se quando pratichiamo in Diade o nello Zazen sediamo così – completamente, senza escludere niente, e profondamente, senza lasciare nulla di nascosto alla consapevolezza – la pratica non è più solo un mezzo per un fine, ma il fine stesso. Portando questo atteggiamento nella quotidianità, questo stesso diventa la pratica effettiva Continua a leggere →

Hakuin Zenji

Hakuin Ekaku (anche Hakuin Zenji; 1686 –1769) è stato un monaco buddhista e maestro zen giapponese. Nato in una famiglia di samurai, all’età di sette anni Hakuin ebbe l’occasione di ascoltare un sermone in cui venivano descritte le pene dell'inferno a cui sarebbero stati condannati i malvagi. Fu un’esperienza profonda che turbò il giovane Hakuin. A quindici anni decise dunque, contro il volere dei suoi genitori, di farsi monaco ed entrò nel monastero Zen Rinzai Shoin-ji del suo Continua a leggere →

dove hai lasciato la testa?

Rossella — Stamattina non ricordavo dove avevo messo l’ombrello. Allora mi sono ricordata questa storiellina zen: LO ZEN DI OGNI ISTANTE Gli studenti di Zen stanno coi loro maestri almeno dieci anni prima di presumere di poter insegnare a loro volta. Na-in ricevette la visita di Tenno, che dopo aver fatto il consueto tirocinio era diventato insegnante. Era un giorno piovoso, perciò Tenno portava zoccoli di legno e aveva con sé l’ombrello. Dopo averlo salutato, Na-in disse: “Immagino Continua a leggere →

dall’esperienza diretta alla realizzazione

Kenshoo in giapponese vuol dire ‘vedere la propria vera natura’. Ken = vedere, shoo = natura. È l’esperienza diretta. A parte le grandi anime, a cui basta un kenshoo per rimanere stabili, per la maggioranza degli aspiranti sono necessari molti kenshoo per vederla bene questa vera natura. I 10 tori dello Zen simboleggiano questo percorso: prima l’aspirante è alla ricerca del toro, poi ne scorge solo una natica, poi lo vede per intero… Qui c’è da dire qualcosa. Anche quando l’aspirante Continua a leggere →

Autoindagine – ultima versione

Ho cambiato il mio modo di insegnare l’Autoindagine. Adesso l’istruzione è: “Cerca il Silenzio e diventa uno con esso”. Trova il Silenzio Stai lì nel Silenzio il meglio che puoi Lascia che tutto emerga e scompaia dal/nel Silenzio Devi diventare un amante, adoratore del Silenzio. Cerca costantemente il contato con Lui. Cerca di divenire Lui. Non entrare nell’ansia di avere subito grandi risultati. Piccoli regolari costanti contatti col Silenzio, anche solo il tuo tentativo Continua a leggere →