un’altra dimensione

PRATYAHARA

Per contemplare bene il 3° Occhio l’energia deve ritirarsi dai sensi (pratyahara), almeno in una buona misura. Allora i pensieri si fermano e si apre la percezione interiore, la percezione sottile. È da questa nuova dimensione che si arriva a vedere la vostra vera natura. Dalle onde beta, quelle dello stato di veglia, è impossibile; potete avere delle esperienze dirette come mettere la testa nell’acqua per un istante e tirarla subito su, ve le ricordate, ma non rimane molta identificazione. Mentre col pratyahara gradualmente la vostra identità cambia: da animali terrestri vi trasformate in esseri celesti. Vi vedranno sulla terra, ma voi abitate nel cielo…

UN’ALTRA DIMENSIONE È UN’ALTRA FREQUENZA D’ONDE

Dovreste capire che quella frequenza d’onde diventa la tua identità e puoi mantenerla anche quando la tua forma è in attività.
Quando Anna Gagliano dice:
“Ho perso l’abitudine a stare nella mente
Mi sembra di agire senza agente
In diade sento le voci come una, è come se stessi seduta di fronte ognuno degli allievi”,
lei non è in onde beta, sarà in theta.
Quando Roberta dà il Darshan è in delta, le onde del sonno profondo. Infatti non può più accedere alla mente e se qualcuno le fa una domanda non può rispondere, e se per essere gentile si sforza di farlo, sta male. In quello stato i Maestri vanno solo guardati, non gli si rivolgono domande, infatti darshan vuol dire ‘visione’.

LO STATO DI VEGLIA

Devi relativizzare lo stato di veglia. Se continui a considerarlo lo stato più reale e importante non ti stabilizzerai in dimensioni più profonde, fino a onde delta: il ‘sonno desto’ che è lo stato naturale.
Metti in discussione lo stato di veglia.

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Uno dei maestri risponderà alle vostre lettere.
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