un aspirante molto molto elevato

— Stamattina mi sono resa conto che probabilmente in questi ultimi mesi ho fatto un errore, senza accorgermene. La pratica spirituale è diventata un’ancora, una specie di investimento – non del tutto, ma un po’ sì – per fare andar meglio la mia vita.

Tempo fa, se ricordi, non riuscivo a mettere insieme il cielo con la terra: come posso alte così un disastro nelle relazioni con il mondo e riuscire ad avere delle esperienze così elevate e profonde nella meditazione?

Poi ho capito l’errore di prospettiva: alto e profondo sono due qualità che attribuisco io; ciò che si sperimenta durante la meditazione semplicemente ‘è’, e non ha alcuna funzione di cambiare la vita nel mondo.

Adesso questa questione mi sembra semplice. Solo che mentre diminuisce l’affanno di dirigere le cose della mia vita, e queste di fatto se ne vanno in una direzione spiacevole, finisce che metto lo sforzo direttivo nella pratica e così mi aspetto dei risultati.

Non è mai stato così, la pratica è sempre stato un luogo protetto dove i meccanismi della mente, proprio perché era un’isola separata dal resto, avevano licenza di sospendersi. Lo sforzo deve essere nell’attimo presente, senza direzione verso una meta. Il desiderio di Dio è un desiderio passivo, lo struggimento del niente… Imparo.

Grazie.

— A. mi hai fatto piangere dalla commozione. Non ti sfugge niente, nessuna indicazione, insegnamento spirituale ti scivola addosso!

Gli aspiranti sperimentano il NULLA, poi corrono dal maestro è chiedono “Come integrerò questo nulla nella vita?”. Che razza di domanda… 😀 😀 😀 Un nonsenso totale!!! Che vita??? Di chi??? Come hai creato l’unghia del mignolino del piede? Come fai pulsare il tuo cuore, funzionare l’occhio, crescere i capelli???

Così come tutte queste cose avvengono senza la tua volontà, allo stesso modo la vita si prende cura di se stessa. Un altro modo per dirlo è “Dai tutto a Dio [disvela la tua vera natura: il Nulla/Vuoto] e Dio ti darà tutto e di più [la vita e oltre la vita]”.

A volte prego per qualche aspirante e sento la risposta di Dio. Mi dice che sta andando tutto bene, che si sta occupando di lui… Mi dice “Non desideri la liberazione per lui? Allora?…”. Allora capisco che sta bruciando delle impressioni di quell’aspirante per prepararlo alla liberazione. Solo che quand’uno è sulla ‘graticola’, ha bisogno di aiuto… per continuare a restare là e bruciare per bene.

Al livello in cui sei tu non hai più bisogno di una guida esterna. Quando passerà questo periodo difficile, la Via si srotolerà davanti a te spontaneamente, ad ogni passo che farai, Dio ti indicherà il successivo. Tutto quello che ho fatto e tentare di sostenerti in questo momento difficile perché le paure umane della tua mente non ti predassero e portassero via. Dio mi ha benedetto e mi ha fatto incontrare un aspirante molto molto elevato.

Mi inchino _/|\_

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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