un paio di cose che vorrei capire

— Caro Sergio, è una vita (o forse molte) che seguo gli yoga e la spiritualità, ma da qualche anno sono stato catturato da Sri Ramana. La mia mente è ancora molto attiva e per andare avanti ha bisogno di capire e di risposte per portare avanti (o assecondare) quella maturazione che è indubbiamente utile e forse necessaria.

Ci sono un paio di cose che mi capitano che vorrei capire meglio. Mi capitano quando sono solo. Nessuna di queste due cose è voluta esplicitamente o è ripetibile coscientemente, ma ad un certo momento “capita”.

Il primo fenomeno mi è successo un centinaio di volte negli ultimi dieci anni, spesso più volte in un giorno, e avviene al 70% mentre sto guidando. Dura da pochi secondi a qualche ora e me ne accorgo al “risveglio” che è identico all’uscita da un sonno senza sogni. Nessuna memoria di nulla, per quanto possa sforzarmi di ricordare. È evidente che durante questi stati la mente non c’è. A differenza del sonno in questi stati il corpo, apparentemente continua ad agire (e con abilità) guidato da non so che cosa.

Per esempio una volta stavo da solo alla guida della mia auto che attraversavo la città di Milano. Il fenomeno è durato per tutto l’attraversamento, più di un’ora, senza ricordo di nulla e nel buio completo del ricordo.

— È lo stato più profondo del Sé. Non c’è più mente, come nel sonno profondo, ma mentre nel sonno profondo non c’è l’autocoscienza di Sé, in questo stato c’è la consapevolezza della consapevolezza, o dell’essere; niente mente niente mondo. Perciò viene chiamato sonno desto (waking sleep in inglese). Tu puoi non avere autoconsapevolezza dell’Essere-Consapevolezza, e semplicemente non ti ricordi di nulla, ma col tempo la riconoscerai. La consapevolezza c’è sempre, è la conoscenza relativa che scompare. Quando c’è conoscenza relativa, non c’è conoscenza del Sé, e viceversa. Possiamo anche dire che quando c’è la mente non c’è il Sé, e viceversa. Il Sé è appena oltre la mente, ecco perché il suo eloquio non può essere che Silenzio.

La forma corpo-mente agisce con l’autopilota, guidato dalla sua conoscenza artificiale (il know how acquisito), ma tu che sei il Sé, in quanto tale sei perfetta non azione, non c’entri col mondo e in quello stato nemmeno lo rilevi, anche se la forma agisce nel mondo.

— Il secondo fenomeno, che sarebbe troppo facile definire un barlume di percezione del Sé, non so quanto dura, ma nel tempo della veglia sicuramente pochi minuti o meno. È un’improvvisa esperienza di totale beatitudine e sconvolgente felicità, pace, benessere, completezza, accompagnata da una visione luminosa uniforme che posso solo definire come di essere, e vita beata (ammesso che questo possa essere visto). Non c’è nulla di altro durante queste visioni, non domande, né desideri, né pensieri, né percezioni, né tempo, né spazio, né oggetti, solo enorme beatitudine. All’uscita da questo stato permane una memoria precisa ed un enorme desiderio di permanere ancora in esso e di ripeterlo. È come aver conosciuto il paradiso e volerci tornare. Il ricordo permane per mesi, indubbiamente affievolendosi nel tempo.

— È il classico Turiya ed è proprio la percezione del Sé unita al riconoscersi tale. Tu puoi avere Turiya quando i sensi sono attivi, e allora può esservi la percezione del mondo e anche pensieri, ma non disturbano Turiya, la tua attenzione non ne è disturbata. O puoi avere Turiya quando i sensi sono inattivi, allora hai il sonno desto; ma quando riconoscerai la luce anche nel sonno desto, vi sarà beatitudine anche là, anche se è più pace profonda ed intoccabile.

— Ti ringrazio se potrai darmi delle tue ipotesi. Con affetto.

— Che ipotesi vai cercando?

In queste esperienze vedi la tua vera natura. Ora devi maturarle ed espandere e poi renderle la tua Realtà permanente. Ti consiglio di venire al nostro prossimo Ritiro di maggio se ne hai possibilità: http://www.itisnotreal.net/ritiri-spirituali/maggio/

 

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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