Wordless. lo stato senza parole

Wordless significa ‘senza parole’. Io uso spesso la parola inglese wordless perché è più diretta e immediata.

Lo stato senza parole è esso stesso non-dualità. ‘Questo’ e ‘quello’ sono concetti, e i concetti sono parole. Quando entrate nello stato senza parole voi entrate direttamente nella non-dualità. Voi siete nell’Indifferenziazione! La vita e il mondo scompaiono e c’è solo il . Wordless è il Sé, è la Realizzazione. Da lì Turiyatta non può tardare per molto, rendendo Turiya, la realizzazione profonda e completa.

Nello zen il wordless viene chiamato shikantaza, il non-pensiero.

È un immenso salto qualitativo per il sadhaka!!! Il wordless si mangia la vostra immagine individuale, e tutti gli oggetti del mondo interno ed esterno. Così il wordless è anche worldless (senza mondo, manifestazione).

Quando vi stabilite più profondamente in wordless avete accesso al waking sleep (sonno desto), che è come si manifesta il Turiya stabile. In altre parole voi portate il sonno senza sogni nello stato di veglia. Siete nel sonno (wordless), più o meno coscienti del mondo, ma non state dormendo: non è l’ignoranza del sonno, ma è la consapevolezza del SÉ. C’è solo il Sé.

Waking sleep (sonno desto) è un ossimoro che si può tradurre: addormentato al mondo e desto al Sé.

Certamente è uno stato che bisogna raggiungere attraverso la sadhana, ma non pochi ce l’anno già a portata di mano – è per questo che sto postando queste indicazioni. Quando vi compare anche solo un poco il wordless, mollate ogni altro obbiettivo di meditazione e albergate lì!

Allora sarete come Shiva Shakti Ammaiyar, the Silent Maa: il Darshan vivente del SÉ.

Tutto il meglio

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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