1003. in che modo considerare ‘Io Sono Tutto’?

Il tutto dovrebbe fondersi nell’io e scomparire, lasciando solo l’io assoluto. Ma se si inizia ad espandere l’io nel ‘tutto’, si sbaglia e si rimani ancora oggetto. L’oggettività deve scomparire completamente.

• Commento di Sergio – Questo capita a tutti. L’esperienza diretta del Sé fa straripare l’amore, e questo ci riproietta verso il tutto coinvolgendoci di nuovo con esso. Primo o poi siamo feriti da questo coinvolgimento e allora ci riproiettiamo verso l’io assoluto. Di nuovo esperienza diretta del Sé, di nuovo amore che tracima, di nuovo coinvolgimento col tutto, di nuovo siamo feriti e di nuovo cerchiamo salvezza nell’io assoluto. Si va su e giù per questa altalena un bel po’ di tempo finché non si capisce la lezione. Conoscere l’insegnamento accorcia il tempo di quell’altalenare.

Se dici che “il Niente è”, ciò non significa che la non-esistenza sia la fine del tutto bensì che l’esistenza è la fine del tutto, perché l’ ‘è’ che sta alla fine di quella affermazione rappresenta il solo essere, la sola esistenza.

• Commento di Sergio – Non ditelo a Tony Parsons…

[Notes on Spiritual Discourses of Sri Atmananda]

 

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