La giusta pratica

— Mi pare di aver capito che devo cercare di percepire la sensazione che tu hai chiamato “testimone”. Da lì guardare le emozioni e guardare ciò che percepisco e tutto questo col tempo si scioglierà – SEMBRA TUTTO COSÌ SEMPLICE… Ci sono dei momenti in cui l’emozione è così travolgente che mi è impossibile staccarmi, ma se ci riesco è veramente una gioia. Mi è stato facile e difficile lasciarmi andare: Continua a leggere →

Turiya samadhi

Nel petto, nel cuore spirituale (Hirdaya), voi avere un IO. Quell’IO è la cosa più intima che c’è, perché siete Voi, il VERO VOI. Istintivamente lo sentiamo. Infatti è in quell’area che battiamo la mano destra quando diciamo: “Io!”. Noi lo chiamiamo Sé, per distinguerlo dall’ego individuale, e abbiamo anche detto che può essere chiamato Puro Essere, Pura Coscienza, Sé, So-Ham, il Brahman ecc. Chiamatelo Continua a leggere →

Cosa intendi per ‘io’ ?

Allievo — Caro Sergio, stamattina mi sono sorte due domande sulla tecnica. Quando chiedi di cercare l’io, quale “io” intendi? Intendi l’io come sovrastruttura al Sé – quindi come illusione di separazione dal tutto, che a forza di cercarlo scompare? In questo caso tu lo intendi come un pensiero cui aggrapparsi, che in realtà non esiste e quindi infine scompare lasciando finalmente intravedere il Sé non più velato dalla mente? Oppure intendi Continua a leggere →