Abbandono e Autoindagine

Da un articolo di David Godman su “The Mountain Path”, Vol.18, No.1, 1981 Uno dei commenti più frequenti di Ramana Maharshi era che esistono solo due metodi affidabili per ottenere la Realizzazione: l’Autoindagine e l’Abbandono [o resa ai Maestri e al Divino]. Una sua affermazione frequente, quasi ugualmente, era che Jnana e Bhakti sono alla fine la stessa cosa. Questa seconda affermazione è in genere interpretata nel senso che qualsiasi delle due vie uno scelga, la meta ultima e l’esperienza Continua a leggere →

Stabilizzare la realizzazione

Dai “Discorsi con Sri Ramana Maharshi”, Discorso 141 D. – È possibile perdere lo Jnana [conoscenza suprema, realizzazione] dopo averlo conseguito? M. – Lo Jnana, una volta rivelato, ci mette del tempo a stabilizzarsi. Il Sé è certamente alla portata dell’esperienza diretta di tutti, ma non come s’immagina. Esso è semplicemente così com’è. È l’esperienza del ‘samadhi’. Come il fuoco non brucia se si ricorre a incantesimi o ad altri espedienti (altrimenti brucerebbe), Continua a leggere →

Perché praticare se siamo già il Sé?

Una sentenza che dovrebbe smascherare l’insensatezza dei neoadvaitin i quali sostengono che non v’è bisogno di alcuno sforzo né alcuna pratica in quanto siamo già il Sé: Discorso 354 “Rimuovere l’ignoranza è lo scopo della pratica, non l’acquisizione della Realizzazione. La Realizzazione è sempre presente, qui e ora. Se fosse qualcosa di nuovo da acquisire, sarebbe a dire che la Realizzazione è assente in un dato momento e presente in un altro. In questo caso non sarebbe permanente Continua a leggere →

Silenzio e sat-sanga

Da “Sii ciò che sei. Ramana Maharshi e il suo insegnamento’, a cura di David Godman, ed. Il Punto d’Incontro Sebbene Sri Ramana fosse lieto di offrire i suoi insegnamenti verbali a chiunque li richiedesse, egli indicò spesso che i suoi “insegnamenti silenziosi” erano più diretti e potenti. Questi “insegnamenti silenziosi” consistevano in una forza spirituale che pareva emanare dalla sua forma, una forza così potente che egli la considerava come il più diretto e importante aspetto Continua a leggere →

I 3 ultimi gradi sulla scala della conoscenza

In senso crescente, dal meno al più elevato: • Conoscere riguardo a = la conoscenza ordinaria riveniente dalla dualità || include la conoscenza dei processi e dei fenomeni sottili: suoli, luci, movimenti energetici, esperienze fuori dal corpo, contatti con altri essere sul piano sottile… || l’esperienza di sé va dal sentirsi un corpo-persona all’essere identificati con un’entità spirituale individuale (jivatma). • Conoscere = solo “Essere”, il puro “Io”, la pura Coscienza Continua a leggere →

Una presenza che fa da sfondo alla scena

— Ciao Sergio. Durante la meditazione percepisco una presenza che fa da sfondo alla scena: imprendibile... È come se fosse la coscienza di ciò che avviene. È questo il testimone? Come mi comporto? Mantengo l’attenzione su di esso? Grazie del tempo che mi dedichi. — Eccellente!!! Tu sei andato più in profondità del ‘testimone’. Hai raggiunto la ‘Coscienza’ stessa. Il vero Soggetto ultimo ancora percepibile. Tutto è Coscienza. Quando è sotto forma di ‘testimone’, la Coscienza Continua a leggere →

Non devi fare più niente

— No, al tuo livello non devi più fare niente. Lascia piuttosto che sia. Ricorda che Sahaja significa ‘naturale’. Se tu continui a spingere per cercare qualcosa o per cercare di andare più in profondità, come può essere questo uno ‘stato naturale’, il sahaja samadhi? Spingendo tu entrerai in un’identità di qualcuno che agisce per cercare di raggiungere qualcosa che non ha o che non è già se stesso. Lo so, il Sé in cui permani potrebbe essere più profondo o più puro. Questo Continua a leggere →

l’ultima lezione

Sapete già come la penso sulla questione “Maestro interiore” versus “Maestro esteriore”. Certamente il vero Maestro è interiore – se così non fosse, come lo si potrebbe realizzare?... Ma veramente pochi riusciranno a ‘vederlo’ senza un Maestro esteriore. Cioè: veramente assai pochi aspiranti riescono a deporre il proprio ego ai piedi del Maestro interiore senza l’ausilio del Maestro esteriore. La quasi totalità di quelli che dicono: “Seguirò solo il Maestro interiore” Continua a leggere →

Il lavoro è un ostacolo alla realizzazione del Sé?

Dai “Discorsi con  Sri Ramana Maharshi” Un estratto dal Discorso 17 D. — Il lavoro è un ostacolo alla realizzazione del Sé? M. — No. Per un essere realizzo l’unica Realtà è il Sé e le azioni sono soltanto fenomeni che non influenzano il Sé. Anche quando il realizzato agisce, egli non sente di essere l’agente. Le sue azioni sono soltanto involontarie e lui resta il loro testimone senza alcun attaccamento. Non c’è alcun fine a tale azione. Anche chi sta ancora praticando Continua a leggere →

Dal Riconoscere al Non-Conoscere

Quando sei arreso alla coscienza, senza più volontà, né scelta, né giudizio, così da dimenticare ogni conoscenza relative, inclusa la prima: la conoscenza di un ‘IO’ personale, allora quella coscienza è Mahakaal (Lord Shiva). In quale stato sei? Come sta il tuo corpo? Chi sei tu?... Da dove possono mai nascere tali quesiti??? Non sei nemmeno più interessato agli stati della coscienza. Tu sei oltre l’esistere e il non-esistere, oltre volere e non-volere, conoscere e non-conoscere, Continua a leggere →