il lavoro sulla vacuità

C’è un colloquio in cui qualcuno chiede a Sri Ramana: “Non possiamo meditare ininterrottamente?”. Bhagavan risponde: “Prova, le vasana non te lo permetteranno”. Le vasana sono spinte, quel qualcosa che ti fa dire “Dai, fammi vedere questo e fare quest’altro, e chiamare tizio e chiedere di sempronio…”. Se non ci sono queste spinte, tu rimani nel Sé. In che maniera il lavoro sulla vacuità sostiene il dimorare nel Sé, o meglio: l’ESSERE Il SÉ? L’aspirante si abitua Continua a leggere →

ancora su nulla, turiya e turiyatita

Se l’attenzione è ancora sul nulla significa che in qualche modo c’è ancora un osservatore, per quanto sottile possa essere, che considera quel nulla. Pensateci un attimo, quando non c’è niente l’attenzione va spontaneamente a ciò che resta. Quello che resta è il Sé, che è puro Essere-Consapevolezza e quindi, una volta contattato, beatitudine. Se non notate il Sé, allora c’è ancora un osservatore che valuta il nulla –  per l’ego, che ha sette vite come i gatti, è meglio Continua a leggere →