mouna samadhi

Riporto un post che avevo pubblicato l’anno scorso:

— Vi siano vari livelli di silenzio?

— Sì, ci possono essere varie profondità di mente silenziosa. Ma il vero silenzio avviene nel samadhi, lo stato di unione, ed è senza mente. Quel silenzio è lo stesso Sé.

— Tutti i samadhi sono silenzio?

— No, ci sono stati di unione in cui sono presenti movimenti mentali. Il più profondo, mouna samadhi (samadhi del silenzio), è lo stato naturale stesso.

grande commozione

Paola fa servizio avendo colloqui con i detenuti. Recentemente ha avuto un forte distacco dalla personalità che l’ha portata in un profondo silenzio interiore e il suo stato diviene un aiuto oggettivo per gli altri. Ciò che i più non comprendono è che la maggior parte della trasmissione avviene attraverso lo stato interiore dell’insegnante… Oggi Paola ci ha inviato un messaggio: Grande commozione! Il detenuto che qualche giorno fa aveva riconosciuto il mio stato di grande serenità Continua a leggere →

crisi di purificazione

— Caro Sergio, negli ultimi dieci giorni, dopo quel periodo che avevi definito ‘di purificazione’, ho ripreso la pratica sentendo che qualcosa si è modificato. C’è stato lo sciogliersi di qualche tensione che portava rigidità nella pratica e un maggiore abbandono. Però nel quotidiano ho sperimentato una grande variabilità di umore ancora con momenti di tristezza profonda, desiderio di dormire e anche di morire. Sono felice che il Ritiro sia vicino; mi pare sia passato moltissimo tempo Continua a leggere →

sabija e nirbija samadhi

Il Samadhi è lo stato di unione in cui l’io individuale cessa di essere e si fonde nell’UNO. È la meta più ambita da qualsiasi via spirituale oltre la quale c’è solo la liberazione definitiva. Né più soggetto né oggetto, solo l’UNO. In questo stato non sono possibili dubbi, incertezze, autoanalisi; vi fossero si ricadrebbe nella dualità. Vi sono due tipi di samadhi. Nello yoga di Patanjali vengono chiamati sabija e nirbija, nell’Advaita Vedanta: turiya e turiyatita. Nel sabija Continua a leggere →

la pannocchia

Come fai quando hai una pannocchia? La separi dalle foglie che l’avvolgono e vi aderiscono strette: il corpo, la mente, l’io funzionale. Ora hai i chicchi gustosi, il vero Sé. Ma devi fonderti col Sé e rimanere fuso il più a lungo possibile, altrimenti non c’è progresso. Anna è già nel sonno desto, eppure Shiva, in versione Madre, le è apparso in sogno e le ha detto di andare più profondamente…

il vero io è sempre desto

Nel sogno della creazione tu hai un corpo. Ma il corpo non basta per operare; è come l’hardware del computer: perché funzioni devi avere un sistema operativo. Il sistema operativo è l’io funzionale. È l’io che amministra tutte la facoltà per interagire col mondo; anche se c’è percezione, se non c’è un io sei in trance, come quando sei anestetizzato, o sei svenuto. Ora che cosa succede: che ti identifichi con questo io funzionale. Per esempio, mediti e ti viene sonno. Chi ha sonno Continua a leggere →

quando vi sono molte barriere devi praticare l’osservare

Quando vi sono molte barriere che impediscono di praticare l’autoindagine, allora devi praticare l’OSSERVARE. Nella meditazione formale metti da parte le altre tecniche, semplicemente siediti e OSSERVA in maniera neutrale tutto quello che si presenta: pensieri, stati, ricordi, nulla… Non è una tecnica di serie ‘B’. Stando a OSSERVARE con equanimità prima o poi ti rendi conto di essere l’Osservatore Ultimo. Non solo, praticando l’OSSERVARE sviluppi la capacità di ‘ESSERE’ Continua a leggere →

vasto amorevole abbraccio entro cui tutto scompare

a volte dico “Consapevolezza”,
ma non è l’identificazione con la persona!
altre volte dico “Nulla”,
ma non è l’oscurità che la mente immagina
e da cui vuole proteggersi!

la Sostanza è non-mente:
silenzio oltre ogni immaginazione e considerazione mentale.
è qui e ora,
nell’istantaneo annullarsi di ciò che appare,
il vasto amorevole abbraccio entro cui tutto scompare.

Marco Mineo

aiutami

Conosco una via facile alla Realizzazione. Chi desidera Moksha, la Liberazione, praticando un Ritiro di Autoindagine ogni due mesi, dopo il 4°, 5° Ritiro non si esce più da quella intensità/profondità, la mantiene anche tornando a casa. Deve inoltre praticare l’autoindagine sotto la guida di un maestro. Se volete diventare un concertista di qualsiasi strumento avete bisogno di un maestro. Ancor più per la realizzazione. Perciò se volete fare seriamente dovete avere un maestro. La relazione Continua a leggere →

sogni veri e coscienza durante il sonno profondo

— Stanotte mi sono svegliata in sogno [si è resa conto di stare sognando] e ho cercato un posto tranquillo per meditare. Mi sono trovata di fronte una chiesa grandissima e sono entrata. Sull’altare c’era una statua marmorea di una divinità femminile, tutta rossa, molto simile a Shiva nel corpo e nei lineamenti del viso. Era talmente bella e imponente che mi sono inginocchiata e sono scoppiata a piangere per l’emozione incontenibile. La statua ha preso la forma umana e mi ha parlato, Continua a leggere →