aurora rossa*

Rohit (aurora rossa): – Vedo il Vuoto, la Vacuità, e tale Vuoto esalta Chi lo vede. Questo Chi è sottinteso, non è dichiarabile; lo sento senza vederlo e senza poterlo nominare. Non è scalfito dalle contrarietà della vita, cui pure la mia persona prende parte. Esse non avvengono dentro il Chi e sono del tutto trascurabili. Così, se il Chi si isola rimane privo di contenuti: uno Spazio Immenso, puro. Mi sento all’unisono con Vasistha senza dover combattere la vita, almeno al mio moderato livello di turbolenza del mondo.

“Non posso dire Chi sono, posso dire chi non sono”, dice Nisargadatta. Ma questo neti-neti è l’AFFERMAZIONE automatica dell’Unico iti (Io Sono Quello).

È bella ed esatta la metafora di Sita che deve riconoscere suo marito (Ramayana). Quando Rama, travestito, si presenta al suo cospetto, Ella tace e abbassa lo sguardo. Tace perché non lo si può nominare. Che meraviglia! Vasistha Vasistha Vasistha! Gioia, pienezza, libertà!

* Arunachala significa ‘Collina Rossa’, perché l’alba la illumina di rosso prima ancora che il Sole spunti all’orizzonte.