Sergio Cipollaro

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La Mente Non Esiste Vi sono due nodi da sciogliere per ottenere la Liberazione. Il primo si scioglie comprendendo di non essere il corpo fisico, il secondo comprendendo che la mente, e quindi il mondo fenomenico che è la sua proiezione, non esistono.

riflessione sul commento 1187 di Sri Atmananda

Il Testimone si evolve. In un primo momento osserva bene le apparenze cercando di non essere coinvolto. In questa fase voi sentite di avere ancora le radici sulla superficie dell’oceano; in altre parole, per quante esperienze dirette non-duali possiate avere, sostanzialmente continuate a sentirvi e ad agire come un essere umano normale. A un certo punto però, maturando la purificazione prodotta dalla vostra sadhana, con vostra grande sorpresa all’improvviso fate un passo indietro – one Continua a leggere →

1187. soggetto e oggetto in attività

In tutte le attività c’è solo l’oggetto e nessun soggetto [dell’azione]. Esamina qualsiasi attività. Sembrano esserci due ‘io’ che funzionano simultaneamente: l’ego, o ‘io’ apparente, come colui che agisce, e il Principio-Io, o vero ‘io’, come colui che conosce. Il primo cambia continuamente, il secondo non cambia mai. Perciò io sono sempre il conoscitore e mai l’agente. Dunque non c’è l’agente, o soggetto [dell’azione], ma solo l’azione senza un attore. Il Continua a leggere →

commento al commento 243 di Sri Atmananda

Nella spiritualità spesso si invitano gli aspiranti ad amare e allora essi comprendono che devono amare persone, animali, piante ecc. Sì, se vedono persone, animali ecc. è corretto che amino quelli. Ma a un livello più profondo l’amore non è altro che la visione della non-dualità, la visione che esiste solo il Sé. Infatti Sri Atmananda usa le parole ‘Conoscere’ e ‘Amare’ come sinonimi, perché ‘Conoscere’ è sapere che quell'oggetto è il Sé. Egli dice: “Lo stato Sahaja Continua a leggere →

243. qual è il significato dello stato sahaja?

Sei stabilito in ciò che veramente si intende o succede quando dici di conoscere o amare. Conoscere o amare un oggetto è in realtà portarlo sempre più vicino a te, finché alla fine l’oggetto si fonde in te come Coscienza o Pace. L’Amore e la Coscienza puri sempre annientano l’ego. In affermazioni come “Colui che vede...”, “Colui che sente...”, “Colui che pensa...” ecc., il ‘Colui’ non qualificato è la Realtà Assoluta stessa. Chi è in grado di rendersene conto Continua a leggere →

Sri Atmananda: ‘la cosa in sé’, più il mio esercizio di mind clearing

SERGIO: ESERCIZIO DI MIND CLEARING Ho tradotto il capitolo ‘La Cosa in Sé’ dalle ‘Note sui Discorsi Spirituali di Sri Atmananda’. Mi ha ispirato il seguente procedimento di Mind Clearing: Il vostro assistito ad esempio dice: “Sono arrabbiato perché è successa questa tale cosa”. Qui abbiamo un evento e la rabbia. Mettiamo che voi decidiate di lavorare sulla rabbia – il ché è saggio perché se volete lavorare sull’intero evento dovete scomporlo nei percetti elementari Continua a leggere →

le due grandi fasi dell’autoindagine

I PRIMI DUE PASSI Il primo passo è ottenere attraverso l’autoindagine delle esperienze dirette non-duali della propria vera natura, tante quanto basta per capire ‘Chi’ veramente siamo. Il secondo passo è rendersi conto che il mondo fenomenico non esiste (come insegna lo Yoga Vasistha), discreando col Testimone, in funzione ‘neti’ (io non sono questo), buona parte della mente. L’ESAURIRSI DI NETI Raggiunto tale livello non è più evolutivo continuare ad usare la funzione Continua a leggere →

grazie Sergio del nuovo bellissimo post

— Grazie Sergio del nuovo bellissimo post “il madornale errore...”, da cui si evince l’importanza della comprensione. — È forse il più bello che abbia postato, ed è grazie al supremo eccelso Sri Atmananda. Ma il titolo non è esatto – l’ho scritto di getto stamattina presto... Il titolo avrebbe dovuto essere “Il madornale errore di credere che la liberazione si ottenga aggrappandosi a uno stato trascendente”. Infatti il realizzato alterna due stati: il savikalpa e il nirvikalpa, Continua a leggere →

il madornale errore di credere che la liberazione sia un determinato stato di coscienza

La stragrande maggioranza della spiritualità ci induce capire che la Liberazione sia uno stato di coscienza. A partire da Patanjali: tu fai yama e niyama, poi fai le asana, poi il pranayama, fai il ritiro dell’energia dagli organi di senso (pratyahara), fai la concentrazione (dharana), poi accedi alla meditazione (dhyana), poi accedi al samadhi, prima sabija (con oggetti e concetti) poi nirbija (senza oggetti né concetti), e dopo un certo tempo di nirbija ottieni la liberazione. Cosa capisce Continua a leggere →