il non-attaccamento

‘Non-attaccamento’ è praticamente un sinonimo di Liberazione. L’attaccamento, il desiderio di possedere e trattenere le cose, è l’espressione diretta della vostra identificazione con la miseria e la limitazione. Questa, a sua volta, nasce dall’erronea identificazione col corpo, che si manifesta poi con l’apparizione del falso ‘io’, dell’ego, che altro non è che un meccanismo di difesa. Avrete letto tante cose sul non-attaccamento, e quindi tante cose riguardo al non-attaccamento Continua a leggere →

ritiro di ottobre

Bhagavan Sri Ramana Maharshi il Non-Attaccamento Ritiro di Meditazione Advaita guidato da Sergio Cipollaro 3 - 6 ottobre 2019 questo Ritiro è aperto solo a coloro che già lavorano con me ❖ ❖ ❖ DOVE: presso B&B ‘Il Giardino Segreto’ di Anna Giuriatti (Annapurna), Via dei Bianchi 28, 19033 Castelnuovo di Magra (SP) - booking.com Stazioni Ferroviarie di riferimento: Sarzana. QUANDO: Arrivo giovedì 3 alle 18,00  Partenza domenica 6 alle 14,00. COSTO:  250 Continua a leggere →

il problema più importante

• Per chi non pratica e si sente attratto dalla ricerca spirituale il passo è decidersi di praticare. A volte mi scrivono amici citandomi evangelisti neoadvaitini che predicano che non bisogna far niente. Mi dicono di essere in dubbio riguardo alla necessità di praticare. Io non cerco mai di persuaderli – tutto è perfetto così com’è. Penso tra me e me: “Hai Buddha, Shankara, Vasistha, Ramana, Atmananda, Anandamayi Ma e tutti gli altri grandi che insegnano l’importanza di praticare, Continua a leggere →

devi diventare un rinunciante e un devoto

“Il modo naturale è stare in quel che è. Hai un certo stato? Ok. Triste? Ok. Arrabbiato? Ok. Deliziato? Ok. Annoiato? Ok… “Devi vedere il non movimento nel movimento, allora ti apparirà l’Eterno, quello che non cambia. “Dopo tu vorrai trattenere questo non movimento, ma questa è un’azione, e così uscirai dall’Eterno. “Dopo vai tentativi, e con l’aiuto di un insegnante se ne hai uno, capirai che devi MOLLARE! Che cosa? Di volere una cosa diversa da quello che appare”. “Ma Continua a leggere →

santità e illuminazione – 2

La confusione nasce dal fatto che si confonde la realizzazione con la forma della realizzazione. La realizzazione è l’identità col Sé, con l’Assoluto, punto! E non c’è niente di rango superiore all’Assoluto. Però la forma di quel realizzato potrebbe avere così pochi mezzi da riuscire a malapena a insegnare l’esperienza di come egli stesso è arrivato alla realizzazione. Quando chiedono a Sri Ramana dei 4 livelli di realizzati che le scritture indù citano – Brahmavidvarishta, Continua a leggere →

santità e illuminazione

Sono due cose diverse. A volte possono coincidere, a volte no. Un santo potrebbe non essere illuminato. Un illuminato potrebbe non essere un santo. Sicuramente quest’ultimo, non avendo spinte egoiche, non farà del male agli altri, ma potrebbe anche essere un ubriacone, avere un linguaggio grossolano e via dicendo. Il Sé, l’Atma, non è minimamente toccato dalle azioni che compie la persona che lo ospita – per così dire. Però, non vi è maestro spirituale che non patrocini la condotta Continua a leggere →

una delle difficoltà della pratica spirituale

C’era una pubblicità di Nino Manfredi che, riferendosi al caffè, diceva: “Più va giù e più mi tira su”. Nella pratica spirituale avviene il contrario: “Più vai su e più ti tira giù”. Un esempio. Fate la meditazione vipassana. Ieri sera è andata molto bene, ma stamattina vi sedete e siete opachi, o vi distraete continuamente, o vi sale su odio per quello che qualcuno vi ha fatto, o chissà che… Se non avete comprensione del ‘più vai su e più ti può tirare giù’ cominciate Continua a leggere →

un metodo facile per realizzare la non-separazione

La prima illusione non è forse l’idea di essere separati? Non nasce da lì l’ego, tutta la sofferenza e la schiavitù? Gli aspiranti spirituali spingono per il samadhi in cui poter ottenere l’esperienza dell’unità. I primi samadhi durano un istante. All’inizio l’aspirante non se ne accorge nemmeno, rileva soltanto il sorprendente benessere che segue. Poi, talora con l’aiuto del maestro, nota il momento in cui è stato Uno; o meglio, nota il momento in cui non c’era niente che Continua a leggere →

il problema non è risolvere i problemi

— Hai provato a fare l’esercizio ‘oggetto-conoscenza’? — Sì, ho provato in varie occasioni. Il problema si stempera, si attutisce, si riduce. Poi si ripresenta. Siccome i problemi si rinnovano e si ripresentano quotidianamente, e questo per quasi 58 anni, il mio ego si deprime e crede di non farcela... — Il problema non è risolvere i problemi. Il problema è trasferire la tua identità da N. al Sé. Dopo di che la tua personalità potrebbe anche rimanere esteriormente più Continua a leggere →