la preghiera

Un aspirante spirituale degno di questo nome deve aver appreso come pregare, e accedere al contatto con Dio attraverso la preghiera tutte le volte che lo desidera o lo ritiene necessario. La preghiera è un contatto con il Divino attraverso le parole. Ci si rivolge al Divino per qualsiasi cosa: per la guarigione, per un bisogno, per aiutare gli altri… Molti snobbano questo metodo perché lo ritengono duale, e poi a chi prego se Dio sono io stesso? È un punto di vista molto erroneo che apparirà Continua a leggere →

la vita fenomenica non esiste

Se avete lavorato bene su “La vita fenomenica è un sogno, non esiste”, prima o poi vi appare un’area di consapevolezza pura – ‘pura’ nel senso che per sua stessa natura non si coinvolge per niente in quel che capita. Avete praticato per tanto tempo lo stare nella consapevolezza, e occasionalmente avveniva; ma ora la vedere: è lì pacifica sempre accanto a voi e la riconoscete subito come la vostra Casa, la Realtà – l’unica – imperitura. Cercando di rimanere sempre in lei vi Continua a leggere →

sul Bardo

— Al momento della morte fisica cosa succede all’ego ed al vero Sé che è immortale? Come va vissuta perché possa essere un esperienza evolutiva? — Il Sé è Dio stesso, l’Assoluto, o in altri termini l’Oceano della Coscienza universale; mentre l’anima individuale, o jiva, è la Coscienza universale che si identifica con una forma limitata; è quest’ultima che va attraverso il sogno di molte reincarnazione e molte morti. Durante il Bardo, il periodo che va dal dopo-morte a una Continua a leggere →

stasera inizia il Ritiro

Questo Silenzio-Nulla, che nella sua Unità include tutti gli esseri, come essi veramente sono: senza forma, prima dei concetti e cioè prima della mente, non agenti, nella perfetta Quiete e Pace. Quando cessa questo conflitto tra il piacere che si prova in meditazione e la difficoltà che si prova nella vita duale? Quando ci mettete meno di un secondo a sganciare il coinvolgimento con qualsiasi cosa della vita e a entrare in come/cosa veramente siete. Meglio ancora è non uscire mai da come veramente Continua a leggere →

sul non-attaccamento

La maggior parte delle persone che si ritiene spirituale ha in realtà una spiritualità assai superficiale. Uno dei modi per testare la nostra spiritualità è RIFLETTERE SUL NOSTRO NON-ATTACCAMENTO. Escludendo il servizio agli altri esseri, tanta attenzione date al mondo tanta ne togliete a Dio. Non potete avere due mariti! Di tutta l’attenzione verso il mondo e le cose del mondo che possedete non vi rimarrà niente, corpo e relazioni personali inclusi. Mentre l’attenzione a Dio è la Vita Continua a leggere →

il vuoto

Se andiamo avanti con “Questo non esiste affatto” incontreremo prima o poi il Vuoto. Ma che cos’è questo Vuoto? È la nostra vera natura senza forma e senza concetti. Quando Krishna dice ad Arjuna “Ora devi conoscere il mio aspetto senza forma”, che aspetto credete abbia il Senza-Forma e Senza-Concetti? Vi appare come Vuoto. L’aspirante che non è pronto, quando vede il Vuoto si spaventa parecchio. Bisogna comprenderlo… Lui è abituato a credersi un corpo con una personalità Continua a leggere →

su vasanas e dintorni

Valmiki doveva avere proprio un fantastico karma spirituale per riuscire in una conversione così ardua! Doveva essere un grande iniziato nella vita precedente… Ma come è possibile che un grande iniziato abbia poi una rinascita da criminale efferato? Per rispondere alla domanda bisogna comprendere il funzionamento delle vasana, e per farlo ricorreremo ai sogni. SOGNI Da cosa sono prodotti i sogno? Da spinte della mente che, come un seme che germoglia e diventa pianta, si manifestano attraverso Continua a leggere →

la vita è un sogno #3

Come ha fatto Valmiki? Uno che aveva ucciso 72 innocenti al solo scopo di rapinali; e non li ha uccisi sparando da lontano, li ha uccisi all’arma bianca, stando in prima fila cogliendo bene tutto l’orrore e le grida e il sangue e l’agonia di quei poveretti. Come ha fatto a divenire il grande Jnani e Devoto ispirato da essere l’autore del Ramayana? Egli deve aver visto che tutto quello – lui come individuo-persona, l’assassino e gli assassinati – non esisteva affatto!!! Voi siete Continua a leggere →

considera la vita come un sogno

Si potrebbe usare come istruzione nella meditazione diadica. Il partner che ascolta dà l’istruzione: ‘Considera la vita come un sogno’. Il partner che medita l’accetta, chiude gli occhi e cerca di farlo; poi comunica il risultato della sua pratica al partner che ascolta. Naturalmente lo si può fare anche da soli… Emerge soprattutto la paura, perché la brama, in massima parte, è una reazione all’angoscia. Di base uno ha paura di morire, e allora durante la vita cerca di ‘diventare Continua a leggere →

la vita è un sogno #1

Tutto quello che capita nella vita lo perderai, sia il positivo che il negativo. Perciò la vita dovrebbe essere considerata come un sogno. Ma l’attenzione non deve andare sul sogno così da avere un comportamento svagato come se avreste preso dei tranquillanti, ma sulla consapevolezza che rimane stabile e priva attaccamento e avversione in quanto cosciente dell’impermanenza del sogno. Dovete allenare questa facoltà in meditazione. Se vi sono cose che vi fanno paure, confrontatele con la consapevolezza Continua a leggere →