la difficoltà degli aspiranti jnani a capire bhakti

Istruzioni per un Aspirante Lottatore Se le tue meditazioni sono così ‘lottate’, come tu dici, accontentati di un’ora per volta. L’ego deve perdere!, perché l’ego non può raggiungere la Liberazione. Per raggiungerla l’aspirante deve metterlo da parte e abbandonarsi a Dio; allora giunge la Grazia con il samadhi, lo stato unitivo. Sospendi il tuo modo abituale di meditare e medita nel modo seguente: Chiudi gli occhi e contatta la sensazione interiore di Dio. Digli: “Io da Continua a leggere →

è sbagliato porre condizioni dogmatiche alla liberazione

Bisogna comprendere la differenza tra Liberazione e sadhana e il loro reciproco rapporto. La Liberazione è al di fuori della mente e quindi al di fuori della manifestazione; la sadhana invece vi è dentro, occupandosi della purificazione di corpo e mente. Le persone che fanno affermazioni dogmatiche come: “Senza pranayama non è possibile la liberazione”, “Senza yoga kundalini non è possibile…”, “Senza un Guru in carne ed ossa non si può”, “Solo questa è la vera via”, “Senza Continua a leggere →

cosa non accetto e non mi piace di me? – parte 3

Alcuni aspiranti – io fui tra questi – si rifugiano nella via spirituale per sfuggire al loro sé relativo, tanto lo rifiutano. Pensate a quei samurai che alla fine della carriera, dopo aver ucciso molte persone, si ritiravano nei monasteri zen per trovare un po’ di pace… Ma naturalmente, per procedere nella sadhana, essi dovranno integrare le cose che rifiutano, che a tutti gli effetti sono delle vasana. Se comprendete la domanda ‘Cosa non accetto e non mi piace di me?’ nella sua Continua a leggere →

cosa non accetto e non mi piace di me? – parte 2

— Ciao Sergio, questa mattina ho lavorato sull’item ‘non sono pratico’. Ho provato più volte a sprofondarmi, sino a sentire tutta l’ansia, che si posizionava nei punti soliti dello sterno, dello stomaco e nei reni, credo. Dopodiché ho provato a sentire l’Io, ma senza risultati. Però lì per lì ho intuito che dovevo soprattutto mollare l’ego e la mente chiedendo al Divino di fare per me il lavoro. Il respiro si è un poco armonizzato, anche se si sentiva parecchio, perché trasportava Continua a leggere →

cosa non accetto e non mi piace di me? – parte 1

Per la maggior parte dei sadhaka, lavorare su questa domanda è fondamentale e accorcia i tempi della sadhana. Praticamente tutte le difficoltà che abbiamo ad abbandonarci e dimorare nel Sé, che è la Nostra Vera Natura, sono dovute al fatto che nella mente vi sono cose che non accettiamo o che non ci piacciono di noi stessi. Quando nel subconscio abbiamo una cosa che non accettiamo di noi stessi, sul piano cosciente noi forziamo un opposto. Per esempio se il soggetto ritiene di essere un Continua a leggere →

kevala nirvikalpa samadhi

— È molto bello meditare senza ansia e depressione. A volte emergono ancora dei contenuti relativi alla mia storia personale, ma non rilasciano più carica e scompaiono subito. La Consapevolezza c’è sempre. Tuttavia l’abitudine della mente che tende ancora a vagare, pur quasi sempre testimoniata e riportata al Se, non mi permette di accedere quella beatitudine che ho intravisto dopo il nostro colloquio telefonico dell’altra sera. — Tu hai fatto grandi progressi, ma di base sei ancora Continua a leggere →

la liberazione nel dopo morte attraverso la lettura del Bardo

— Buongiorno Sergio, ti disturbo per una buona ragione. Il papà di una mia amica ha lasciato il corpo ieri sera. Lei ha letto il Bardo e ora comincia a guidarlo. Deve leggergli una giornata alla volta? Il tempo fuori dal corpo è diverso che io sappia. Come si fa? Grazie mille! — Carissima, io non ho mai guidato il Bardo. Il Bardo dura 49 giorni e se la tua amica ha un libro c’è scritto cosa leggere ogni giorno. Ti allego questa edizione sintetica di Osho. La tua amica ha avuto esperienze Continua a leggere →

un liberato è desto nel Sé e dormiente verso il mondo

Sapendo questo potete fare un rapido auto-check-up per vedere se state procedendo bene verso il dimorare nel Vero Io. Qualcuno potrebbe chiedersi: “Ma se è addormentato verso il mondo potrebbe lasciar morire suo figlio di fame”. No. All’inizio vi sarà sicuramente qualche fase di adattamento alla nuova Realtà che gli si rivela, come testimonia Bernadette Roberts ne ‘L’esperienza del non sé’, poi, dato che percepisce il Divino in tutto e al di là del tutto, è il suo stesso abbandono Continua a leggere →

le barriere che si presentano quando si vuole dimorare nel Sé

Quando l’aspirante giunge a vedere bene il Vero Io e a distinguerlo dalle sovrapposizioni dell’io personale, si apre per lui la possibilità di dimorare in Esso. A questo punto per i più sorgono due barriere. Una è che il mondo scompare, l’azione scompare, il tempo è ininterrotto e immutabile ed è stare nella propria vera natura assoluta. Questo aspirante avrà ripetuto più volte l’insegnamento dei libri spirituali “il mondo è un’illusione”, ma ora che la cosa diventa reale Continua a leggere →