passi verso il samadhi

— Oggi, riascoltando l’audiolibro di Robert Adams, sono accaduti dei momenti di cuore aperto, e fiducia, fede, gioia e molta risonanza con le sue parole, è tanto sollievo! Senza una pratica quasi costante c’è tendenza a identificarsi con la tristezza e la solitudine. — Sì, vedi molto bene! Bisogna intensificare il nutrimento di verità per disseccare l’identificazione con tutte le memorie negative che ci riconducono alla persona, al falso sé. Ci vuole una pratica quasi costante. Ti Continua a leggere →

come un bambino piccolo che si abbandona in seno alla madre

Qual è il massimo grado di abbandono a Dio? Il samadhi! Sri Ramana insegnava: “Realizzazione e samadhi sono la stessa cosa”. Quando, grazia al tuo abbandono al Divino, sarai in grado di riconoscere ogni momento particolare come il volto di Dio, allora il samadhi diverrà ininterrotto. Hai già esperienza di ciò nel tuo mind clearing. Pulisci un evento traumatico, lo percorri più volte e con la tua consapevolezza universale, noti dei particolari e vivendoli li dissolvi; poi alla fine Continua a leggere →

deve emergere la devozione bruciante

— Maestro, è successo qualcosa che non comprendo. Mi sento molto bene. A volte scompare la mente e mi sembra tutto un sogno: ci sono le persone, le cose, gli ambienti, ma tutto è più leggero. Anche fisicamente sembra che tutto si stia sistemando. — È così! Lo jnani vive la vita del mondo fenomenico come se fosse un sogno insulso. Riconosce e segue unicamente i principi della Vita Divina che consiste in: totale devozione e incondizionato abbandono al Sé, a Dio. Questi sono per lui Continua a leggere →

manolaya

Quando incontrai per la prima volta il termine Manolaya, la dissoluzione temporanea dell’ego, pensai all’esperienza diretta dell’Intensivo. Semanticamente ci può anche stare, ma quella è proprio solo un lampo. Oggi credo che Manolaya, in modo più proprio, vada riferito al Kevala Nirvikalpa Samadhi, lo stato in cui si risiede nel Sé ma si notano ancora vasana che potrebbero forse un giorno far riemergere l’ego. Inoltre, leggendo del Kevala Nirvikalpa Samadhi su ‘Sii Ciò Che Sei’, Continua a leggere →

Per ottenere la completa Liberazione bisogna risiedere nel Sé affinché tutte le vasana vengano bruciate. Ma come risiedere nel sé?

Conoscete il Capitolo 26 della Ribhu Gita? Va letto e riletto, pochi versi al giorno, fino a che aderiate completamente nell’identità, nel pensiero e nel sentire a ciò che viene indicato nel sacro testo. Il verso 11 del  capitolo 1 della Sri Ramana Gita asserisce: “Solo risiedendo nel Sé ci si può liberare da qualsiasi legame”, vale a dire: si possono bruciare tutte le vasana (spinte mentali che impediscono lo stabilirsi nel Sé). Dunque, una volta che l’aspirante ha conosciuto Continua a leggere →

l’ultimo attaccamento

Gli esseri umani intraprendono la via spirituale per star meglio. Ma quando il loro cuore si purifica e si avvicinano allo Splendore di Dio, si avvedono che il desiderio di non voler soffrire è anch’esso un attaccamento che li separa in qualche modo dall’Unione divina. E allora rinunciano anche a quell’ultimo attaccamento per dar posto soltanto all’Amore per Dio.   Continua a leggere →

cosa vuol dire abbandonarsi al Sé?

Abbandonarsi al Sé, che al sentire si presenta come pura Coscienza o puro Essere, significa accettare che il mondo è un sogno. Il che vuol dire: abbandonare tutte le vasana (spinte della mente). Ma potete farlo solo con l’abbandono, perché solo l’amore può dissolvere l’ego. Col nichilismo non vi riuscirà. Se non mollate il mondo, non sarete in grado di immergervi nel Sé, né ovviamente di conoscerne la Beatitudine. Sarete tirati indietro dall’attaccamento, dalla paura di morire o Continua a leggere →

sei pura Coscienza

Sei pura Coscienza. Al tuo interno compaiono delle immagini e tu credi che siano reali. Non essendo consapevole che sei pura Coscienza, ora rivolgi l’attenzione a queste immagini irreali che credi siano vere, mentre Tu – l’unica Realtà, pura Coscienza e puro Essere – rimani celato. Cominci a vivere in un sogno in cui Tu stesso – pura Coscienza – sei identificato con un personaggio limitato e perituro di questo sogno. Credendoti limitato e perituro, sviluppi la paura della morte e Continua a leggere →

l’unico ‘qui e ora’ che il realizzato conosce è sempre solo e unicamente il Sé eterno, oltre ogni condizione

— Come stai? — Sto guidando; ancora un’ora e mezza e sono a casa. Sto bene. È da metà viaggio che ti penso. Piango. Escono le lacrime e sono nella devozione più assoluta. Non vedo l’ora di arrivare a casa perché è un po' faticoso essere in questo stato mentre guido. In primo piano c’è solo e sempre il Sé. E quella parte di mente che deve fare le cose è completamente assoggettata al Sé. È una situazione completamente rovesciata rispetto a una persona guidata dall’ego agente. L’introversione-assorbimento Continua a leggere →