la positività fondamentale e il nulla

Con la pratica spirituale si arriva vedere che tutto è nulla o vacuità, come insegnano il Buddha e lo Yoga Vasistha. Questo nulla o vacuità significa ‘oltre la mente’ e quindi oltre il film della fenomenalità. Ma vi è un’altra cosa importante da notare: la POSITIVITÀ FONDAMENTALE che permea tutta l’esistenza e che noi chiamiamo Dio, il Supremo. Questa POSITIVITÀ è ciò a cui ci rivolgiamo quando preghiamo, è ciò che muove la compassione e l’amore, è ciò che genera la FEDE Continua a leggere →

Nisargadatta: la conoscenza “Io Sono” è la prima illusione

“Quando ti parlo, non cercare di comprendere dall’identità corpo-mente. Il tuo vero stato è sempre presente; non è andato da nessuna parte. Sebbene tu non lo sapessi che era presente, mentre ora lo sai, non hai fatto nulla. C’è sempre. “Sul mio vero stato, integro, omogeneo, è apparsa semplicemente una piccola increspatura: è giunta la notizia “Io sono”. Quella notizia ha creato tutta la differenza ed ho iniziato a conoscere questo; ma ora ho conosciuto il mio vero stato. Così, Continua a leggere →

compiere tutte le azioni come servizio

Chi si abbandona a Dio dovrebbe compiere tutte le azioni come servizio. Questo insegnamento non è per tutti, ma solo per quelli che sono pronti ad abbandonarsi a Dio. Infatti qualcuno potrebbe considerare: “Ma allora non c’è piacere”. Il fatto è che il piacere di quell’aspirante è tutto investito nel dimorare in dio, essere senza desideri verso il mondo e mantenere ben chiara la coscienza che tutto il film della vita e dell’esistenza del mondo fenomenico è pura illusione, la qual Continua a leggere →

gli aspiranti non comprendono l’abbandono a Dio

Gli aspiranti non comprendono l’abbandono a Dio. Quando si affida la propria vita e la propria persona al Divino e si dice: “Sia la Tua volontà, non la mia”, non resta molto da fare. Allora interiormente si entra nella non-azione e si diventa il Testimone puro, senza coinvolgimenti. Da ciò che ho visto, solo con jnana senza l’elemento bhakta dell’abbandono a Dio, non è possibile smantellare l’ego. Gli aspiranti jnana che si impegnano arrivano a un buon distacco, ma restano sempre Continua a leggere →

scenari distopici 2

— Sollecitata dalla tua domanda mi rendo conto di essere spesso in un’identità ordinaria che vede il mondo ‘fuori’... Me ne rendo conto e mi dispiace. C’è la comprensione intellettuale della verità, ma un’abitudine mentale che si ripropone. Se interiormente non incorro nell’odio degli artefici dei progetti distopici, è comunque molto sottile il confine, anche in termini di tempo dedicato alle notizie rispetto a quello dedicato all’interiorità. Sento che è un momento molto delicato, Continua a leggere →

vedere il Divino e scenari distopici

— Caro Sergio, la pratica che suggerisci sento di poterla applicare alle relazioni ordinarie (in tutte le persone che conosco posso riuscire a vedere dei Deva), ma le aree dark possono restare quelle politico/sociali. In questo periodo i progetti globali per gli esseri umani appaiono correre velocemente verso il transumanesimo, la robotizzazione degli esseri umani, l’eliminazione del collegamento con il Divino. Anche se mantengo interiormente la fiducia che questo progetto sarà sconfitto, Continua a leggere →

La stima, ovvero concedi all’altro tutto il tempo per elevarsi al Divino

La pratica di ‘Concedere all’Altro Tutto il Tempo per Evolversi al Divino’, indipendentemente dallo stato di coscienza in cui si trova nel presente, si traduce nella Stima! Vi dà cioè la possibilità di stimare chiunque come Divino, cosa che altrimenti sarebbe in molti casi impossibile. Questo atto – confermando di nuovo che come il mondo appare dipende da ciò che la mente vede – cambia radicalmente la vostra esperienza esistenziale, facendovi sentire circondati da Deva, invece che da Continua a leggere →

paura della morte e insicurezza

Quando si ama tutto e si vede l’opera di Dio dietro ogni manifestazione, non importa che sia bella o brutta dal punto di vista umano, la paura della morte sparisce. Ma quando si percepisce che vi possa essere qualcosa là fuori nel mondo che si muove contro di noi, la paura della morte e la relativa insicurezza non possono mancare. Da qui se ne conclude che la paura della morte deriva dal nostro dal nostro conflitto con qualcosa, cioè dal nostro non amare qualcosa, dal non amare qualche aspetto Continua a leggere →

trascendenza e immanenza si completano reciprocamente

La trascendenza del Testimone è molto allettante se si vivono conflitti nel mondo, e un sadhaka determinato che abbia superato la fase iniziale dell’autoindagine, può decidere di intraprendere la via del Testimone. Egli però arriverà fino a un certo punto della trascendenza del Testimone. Più in là sarà bloccato da un’algidità insostenibile. Perché? Perché quel sadhaka è scappato nel testimone per sfuggire ai conflitti con la vita, ma anche se il testimone ha portato inizialmente Continua a leggere →

il lavoro su una subpersonalità paranoide # 2

— Lui c’è ancora? [vedi foto in basso] — C’è più l’altro, lui è tacitato. Ma pure l’altro rompe: soffre, ha aspettative... Oggi ho deciso di rompere con tutto il modo in cui ho vissuto. Voglio tacitare la mente, essere colui che testimonia, che vede tutto in modo fresco, nuovo. Se c’è sofferenza, va bene, se c’è gioia va bene. In entrambi i casi la voglio sentire. Sono stufissimo di dire ogni anno che passa che non ho ancora realizzato e ritrovarmi le solite sofferenze con Continua a leggere →