ama il prossimo tuo come te stesso

“Ama il prossimo tuo come te stesso”. È un’istruzione semplice, eppure così potente e definitiva. Cosa resta dell’ego di chi ama gli altri come se stesso? Non avrà attenzione da dedicare all’ego. Allora la differenza tra sé e gli altri, cioè l’illusoria dualità, si assottiglia via via talmente che i momenti di samadhi, il naturale stato di unione con tutto, diverranno sempre più frequenti, prolungati e spontanei. “Amare il prossimo come se stesso” è un principi fondamentale Continua a leggere →

il risultato finale del training per dissolvere l’identità con l’io-agente

L. — Praticando il ‘training per dissolvere l’identità con l’io-agente’, ho notato che ogni cosa, ogni azione è sempre vista, osservata. Ricordando alcuni momenti del passato, ho visto che anche quelli erano sempre osservati! S. — Hai visto giusto. Il Sé è sempre presente! È un’abitudine della mente pensare che non c’era e che al suo posto ci fosse solo l’ego. L. — Ho una sensazione sottile, profonda: sorge il sentire che non c’è paura di rinascere, di reincarnarsi, Continua a leggere →

training per dissolvere l’identità con l’io-agente

Pur avendo avuto molte esperienze dirette del Sé, parecchi aspiranti continuano a identificarsi con l’io-agente. Ciò è dovuto all’abitudine! Per anni hanno fatto le stesse azioni in quella modalità, e ora continuano a farle entrando nelle vesti dell’io-agente. Ecco il training per rompere tale indesiderabile inerzia: Ricorda una volta in cui hai compiuto un’azione, o hai manifestato una reazione, identificandoti con l’io-agente. Come potevi fare meglio? Ripetitivo da 1 Continua a leggere →

come una stella che brucia per amore

Non compiere azione senza che sia mossa dall’Amore. Se devi fare qualcosa per dovere, come andare al lavoro, cogli l’occasione per considerarla servizio al Divino. Dai tutto a Dio. Interiormente non tenere niente per te. Resta sempre libero da ogni possesso, incluso il senso di possesso per la tua vita biologica. Devi essere come una stella che brucia per Amore.   Continua a leggere →

la scomparsa dell’illusorio senso di causa-effetto

Dopo la realizzazione del Kevala Nirvikalpa Samadhi1, Jnanananda sognò un grande albero in un prato. Con due dita gigantesche prese quest’albero, lo estrasse delicatamente dal terreno e lo lasciò sospeso nell’aria. L’immagine voleva dire che il Sé (l’albero) non aveva più radici nella mente (la terra). Quando tredici mesi dopo realizzò manonasa2, sognò ancora quell’albero, ma questa volta al posto delle radici c’erano le sue stesse fronde. Voleva dire che il Sé era senza causa. Continua a leggere →

due sogni e tre realizzazioni

Shivananda — Amato Sergio buongiorno. Ti mando gli ultimi due sogni. Nel primo tutte le parti sono me: l’azione del fotografare, la persona fotografata, la domanda e la risposta sono in pratica da me a me. Esclamo: “Sono io!”. “Ma come fa a sapere che sono io?”. Poi vedo una scena. C’è una persona seduta sulla sabbia. Da sotto la persona escono due braccia enormi e lunghe che con una fotocamera scattano una fotografia alla persona seduta e se ne ritornano sotto la sabbia. Allora Continua a leggere →

discrasie sopravvenute a seguito della partenza di Jnanananda per il servizio militare

— Adorato Sergio buongiorno. Questa notte è stata tranquilla e serena. l’unica cosa che ricordo è di aver sognato un vetro e una parete di vetro. Sono ripartita con la meditazione formale e mi è venuta una considerazione che vorrei condividere. Non c’è differenza tra ciò che sono prima, durante o dopo la meditazione. Non posso sfuggire a me stessa: sono sempre quella fiammella che marchia la realtà in qualsiasi posto e a qualunque età della vita. Ho intuito anche ciò che l’amata Continua a leggere →

l’indagine “chi sono io?” travalica la veglia e si riversa nel sogno

Alberto — Stamattina sono emerse varie scene di sogno in cui mi trovavo a fare autoindagine. Nella prima dovevo partire con una 500 fiat anni settanta, rossa, appena restaurata, e mi chiedevo: “Chi sta facendo qualcosa?”, “Chi sta salendo in macchina?”, “Chi sta guidando?”, “Chi si deve spostare?”… però non partivo. Poi c’era un camper con una serie di piccoli buchetti sulle pareti e io avvitavo delle viti in questi piccoli buchi e mi chiedevo: “Chi sta avvitando le viti?”, Continua a leggere →

niente più nodi!

L. — Buongiorno Sergio. Questa mattina al risveglio mi è rimasto il ricordo di un particolare del sogno: una corda dritta in piedi. Nel sogno esclamo: “Non ci sono più i nodi!”. S. — Un sogno che non ha quasi bisogno di interpretazioni. La corda è il collegamento tra terra e cielo. La tua sta dritta in piedi da sola e non vi vedi più nodi (ostacoli), cosa vuoi di più? Rispetto al corpo pranico, è Sushumna, il canale della consapevolezza, che collega gli stati di coscienza inferiori Continua a leggere →

Io Sono Quello

M. — Osservo i pensieri che si accavallano cercando di includere sia la mente osservante che i pensieri. Spesso non sono presente, però il fatto è osservato e questo porta a una sua consapevolezza. Soham (Sergio) — L’osservazione è buona. Prova ad aggiungere il “Chi sono io?”. Ti poni la domanda: “Chi sono io?” e attendi a vedere cosa succede. Ciò che attendi non è una risposta mentale, tipo “Sono l’eterno Brahman” e simili, ma l’essere risucchiato nella consapevolezza Continua a leggere →