Gestalt

‘Gestalt’ è una parola tedesca che significa ‘forma’. È anche il nome di una scuola psicologica che all’inizio del ’900 elaborò una teoria sulla percezione. In pratica la Gestalt dice che il riconoscimento della forma non avviene al livello della percezione sensoriale ma al livello della mente (lo dico a parole mie perché sia più facile ciò che voglio spiegare dopo). Al livello sensoriale si percepiscono unità elementari separate – macchie, linee, punti… – che vengono poi Continua a leggere →

la conoscenza e il suo oggetto

Riguardo all’esercizio che ho proposto – chiamiamolo per capirci “la Conoscenza il suo oggetto” – vi sono due modi di praticarlo: come pulizia mentale e come pratica per la liberazione. Nel primo caso lo scopo è dissolvere l’oggetto mentale indesiderato. Nel secondo caso lo scopo è radicarsi nella Conoscenza, che come abbiamo detto è un sinonimo si Coscienza. In quest’ultimo caso non è necessario insistere fino alla scomparsa total dell’oggetto, è sufficiente che sbiadisca. Continua a leggere →

che cos’è il mondo?

Che cos’è il mondo? È il corpo. Quando ci si è disidentificati dal corpo il mondo, in quanto tale, scompare. Con questo non sto dicendo che non vi siano più percezioni, ma quel che si vede non è più una moltitudine di oggetti separati. Si assiste al sogno di Dio che è Dio stesso, in cui fondamentalmente si possono rappresentare la devozione per Dio e l’amore per gli altri. Cos’altro ci sarebbe da fare?   Continua a leggere →

state provando l’esercizio che ho proposto?

State provando l’esercizio che ho proposto? Non sottovalutatelo. Non è altro che un’applicazione degli insegnamenti di Sri Atmananda. Non è difficile e non è faticoso, e se vi ci allenate diverrà molto potente. Quando diventa potente potete applicarlo al corpo. E quando vi siete disidentificati col corpo, siete realizzati. Sri Ramana diceva: “L’ego è l’identificazione col corpo”. Quando padroneggiate questo esercizio il protocollo si semplifica. Semplicemente portate l’attenzione Continua a leggere →

prova l’esercizio che ho postato ieri

— Buongiorno Sergio. Sento come se dovessi porre una maggiore attenzione consapevole ai meccanismi mentali, consapevole del fatto che solo di meccanismi si tratta e che io sono altro. — Perfetto! Prova a fare di frequente l’esercizio che ho postato ieri. Non come pulizia mentale ma come sadhana. C’è un oggetto mentale, qualsiasi esso sia, a cui sei legata. Prendi coscienza che se c’è è perché lo conosci. Chi sei dei due, l’oggetto o il fatto che lo conosci. Ovviamente il fatto Continua a leggere →

quando gli oggetti mentali sono troppo sovrastanti

Avete litigato con qualcuno; ve l’ha fatta grossa. Tornate a casa, dovreste meditare, ma la mente non riesce staccarsi da quella persona. Partono in automatico film mentali che ripropongono l’episodio in varie versioni, sognate di mettere in atto delle ritorsioni… Non riuscite a venirne fuori. Dovete riportarvi a ciò che siete. Procedete col seguente protocollo. Potete guidare un altro o voi stessi: — Cosa provi per questa persona? — Puro odio. — Sei consapevole di quest’odio? Continua a leggere →

il ragionamento superiore

— Probabilmente sbaglio qualcosa nella pratica. Cerco di testimoniare tutto, ma mi accorgo che il testimone osserva dei pensieri, dei ricordi o delle immagini e la reazione a questi tre oggetti. La reazione è talmente radicata da avvenire automaticamente, senza che io faccia nulla. Io osservo l’oggetto, ma subito dopo segue una sensazione gradevole o sgradevole. Questa reazione avviene in modo automatico anche quando osservo la pura Consapevolezza. Quando non ci sono contenuti, ma solo pura Continua a leggere →

cosa fare quando la mente impedisce di stare nel Sé?

— Trovo che spesso l’autopercezione è frammischiata – quando va bene – da uno stato d’ansia, in modo che non si può dimorare nell’Io puro. Ti chiedo: qual è la giusta azione che può “ripulire” da questa zavorra in modo che ci sia la sola “esperienza”? — Il dimorare nel puro Sé è ‘spesso sovrastato’ dalle impressioni mentali, altrimenti saresti realizzato. Cosa fare quando la mente impedisce di ‘dimorare nel Sé’: 1. Anzitutto vi dev’essere il FERMISSIMO Continua a leggere →

sempre un occhio al principio-io

Chi ha già l’esperienza diretta di essere consapevolezza, chi sente il Principio-Io – cioè quell’Io che è prima dell’io personale, il cosiddetto ‘pensiero-io’ – deve mantenere sempre un occhio al Soggetto (Principio-Io, Pura Consapevolezza, Puro Essere, Presenza) anche quando esplica delle attività; altrimenti non riuscirà a testimoniarle, e si tramuterà in un personaggio del gioco, cioè in un oggetto (schiavitù). Anche l’immaginazione – il sogno ad occhi aperti – non Continua a leggere →

due approcci alla realizzazione

Vi sono due approcci alla Realizzazione: quello tramite l’ESPERIENZA e quello tramite la COMPRENSIONE. Quello esperienziale è tipico dello yoga. Ma non soltanto… Prendete ad esempio Michael Langford: spinge spinge spinge e poi ha un’esperienza che provoca ‘uno spostamento globale della percezione’. La gestalt (il modo di vedere le cose) viene ristrutturata, e là dove prima vedevi una moltitudine di oggetti, adesso vedi solo pura Coscienza. Un altro esempio sono gli Intensivi di Illuminazione. Continua a leggere →