non devi temere nessuna sconfitta personale

L’aspirante alla Liberazione non deve temere nessuna sconfitta personale. Se la teme, vuol dire che è dipendente da quella condizione esterna che ha perso o teme di perdere, e quindi cadrà prima o poi su tale dipendenza. La persona muore perciò, oltre alle sconfitte parziali, è destinata alla sconfitta suprema, mentre il Sé non ha bisogno di niente se non di se stesso, perciò è trionfo in sé. Quando hai una sconfitta personale accoglila a braccia aperte, amala e cerca di capire cosa Continua a leggere →

libertà

Molti, delusi dalla vita del mondo, desiderano la trascendenza del Sé. Ma per ottenere tale trascendenza bisogna integrare al Sé la vita del mondo. Come fare? Due metodi infallibili: ● Riconosci che tutti gli esseri senzienti sono liberi e rispetta tale libertà Questo, ad esempio, significa non pretendere da loro. Se ti vogliono aiutare ti aiutano e se non vogliono non lo faranno. Pretendere vuol dire diventare dipendenti. Quando comprendi questo, non ti arrabbi più se gli altri deludono Continua a leggere →

‘ama tutto’ e ‘dimora nel soggetto ultimo’ sono le ultime due tecniche

‘Ama tutto’ e ‘dimora nel soggetto ultimo’ sono le ultime due tecniche che proseguono anche dopo la realizzazione come stato naturale. Tu, Giorgio, stai progredendo molto perché grazia alla tua assiduità nella pratica e al mind clearing con me ti stai riconciliando con te stesso! Le persone che hanno problemi e non progrediscono sono persone che non si vogliono bene. Non esiste sofferenza maggiore che essere contro se stessi. Ecco perché il primo comandamento del Dharma è ‘non Continua a leggere →

si tramuta in soavità

Questo ‘Nulla’, ossia capire che tutto il film della vita del mondo è aria fritta, si tramuta in soavità. Soavità perché c’è pace rispetto a quel che può accadere nel mondo, e c’è la continua percezione dell’Unità, della Coesione di tutti gli esseri senzienti; non i corpi, non le menti, non i ruoli… quello che veramente sono: il Sé imperituro! Questo è amore e insegnamento implicito. Nessuno sforzo.

per non cadere in una non-dualità mentale e non realizzativa

Se cercate su YouTube “non-dualità”, vedrete che vi è una marea di maestri spirituali che danno insegnamenti sulla non-dualità, mentre le vie di Bakti, di Yoga e di Karma (il servire) non sono così altrettanto gettonate… Perché? UNA NON-DUALITÀ MENTALE Nella stragrande maggioranza dei casi la non-dualità che si insegna oggi è una non-dualità mentale, che non comporta nessuna vera trasformazione interiore, e perciò nessun costo per l’ego che può dirsi illuminato pur rimanendo Continua a leggere →

Il carattere viene sostituito dall’abbandono a Dio

Prima c’e il carattere che ha espresso l’ego, che vuole questo e quello e non vuole quest’altro e quell’altro. Poi l’abbandono a Dio diviene il proprio carattere. L’abbandono a Dio si poggia sull’assoluta fiducia che Dio si sta occupando di noi per offrirci il massimo, e che tutto quello che avverrà dalla vita è il sommo bene che Dio ci sta mandando. Questa fiducia deve diventare così intrinseca che non c’è nemmeno bisogno di ricordarla, allora si trasforma in abbandono al Continua a leggere →

azione, pensiero, punto di vista e conoscenza

Questo post è per aspiranti avanzati, gli altri lo capiranno quando saranno ponti al nirbija. Avevo pensato di non postarlo, dota la scarsità di aspiranti seri, ma avendo io potuto leggere le parole di Sri Ramana decine d’anni dopo la sua morte, con riluttanza alla fine ho deciso di pubblicato. ❖ ❖ ❖ Da dove nasce l’azione? Dal pensiero, anzi il pensiero è già un’azione. E da dove nasce il pensiero? Da un punto di vista. La prima azione in assoluto è assumere un punto di Continua a leggere →

Il nulla ci concede tutto il tempo per amare

Il fatto che non c’è niente e non sta accadendo niente ci concede tutto il tempo per amare. Amare chi? Dio: come ‘Io Sono’, come molteplicità, come unicità, come manifesto e come immani fasto... Se l’amore non fosse insito nell’Assoluto, l’Assoluto non avrebbe mai potuto partorire il sogno della creazione. Quello è stato il primo concepimento, e per concepire bisogna amare. I falsi maestri che sostengono un nulla privo di senso e d’amore, incapaci di veder l’armonia del dharma, Continua a leggere →

contemplazione del creato versus consapevolezza del nulla

Per molte scuole spirituali, soprattutto quelle che praticano un ferreo neti-neti (non sono questo non sono quello), le due cose restano una dualità inconciliabile. Esse dicono: “Non c’è nulla, e l’amore e la beatitudine sono ancora stati mentali”. Dicono così perché a loro manca un pezzo… In realtà la contemplazione estatica del creato e la consapevolezza del nulla sono la stessa cosa e proverò a spiegarlo. Il realizzato sa che nulla accade e che la creazione è soltanto Continua a leggere →

la visione che è andata maturando in me

La visone sulla pratica spirituale che è andata maturando in me dallo scioglimento del mio sangha, nell’ottobre dello scorso anno (2017), ad opera di allievi che avevo ritenuto vicini a Dio e che invece manifestarono grande distruttività, si basa su cinque assiomi: 1. Ogni crescita – spirituale, intellettuale e di qualsiasi altro tipo – deve basarsi sul cuore e avere nel cuore le radici che l’alimentano. In tal modo si è sicuri che non sarà un potere di cui si approprierà Lucifero Continua a leggere →