il lavoro su una subpersonalità paranoide # 2

— Lui c’è ancora? [vedi foto in basso] — C’è più l’altro, lui è tacitato. Ma pure l’altro rompe: soffre, ha aspettative... Oggi ho deciso di rompere con tutto il modo in cui ho vissuto. Voglio tacitare la mente, essere colui che testimonia, che vede tutto in modo fresco, nuovo. Se c’è sofferenza, va bene, se c’è gioia va bene. In entrambi i casi la voglio sentire. Sono stufissimo di dire ogni anno che passa che non ho ancora realizzato e ritrovarmi le solite sofferenze con Continua a leggere →

il lavoro su una subpersonalità paranoide con un aspirante di medio livello

— Tu hai una subpersonalità paranoide. Non te l’ho menzionato prima perché ti saresti identificato con essa e saresti stato male. Ora invece hai la capacità di osservarla con un certo distacco. Leggine il profilo che ti mando. Ho selezionato per te una 50ina di item (voci di una lista) che riguardano questo profilo di personalità. Sono tanti, ma alcuni si ripetono e perciò lavorando sulla lista li troverai già trasformati quando arrivi a loro, altri non ti apparterranno. Tutta la lista Continua a leggere →

il testimone maturo

— Volevo dirti che sto cominciando ad usare una tecnica che consigli in uno degli articoli del tuo sito, cioè rimanere concentrato sui sensi, in particolare il senso della vista, invece che su ciò che viene percepito, causando catene di associazioni ed immagini mentali. Devo dire che mi aiuta molto a rimanere nel testimone. — È una buona pratica propedeutica. Bisogna però sapere che il testimone maturo avviene stando centrati nel Sé mentre con la coda dell’occhio si osserva la maya Continua a leggere →

devi aspettare che sia la vita a portartici di fronte?

Se mi permetti, il problema è ancora più a monte. Tu dici “Tutte queste cose ci mettono anni a risolversi ed intanto la vita passa. Fondamentalmente non ho torto”. Quando tu dici “fondamentalmente non ho torto”, è questa la realtà, per te non c’è più nessuna via spirituale. La via spirituale è che tu prima capisci cos’è Verità e cosa illusione dalle parole del maestro o dai testi sacri, e poi lavori per dissolvere i condizionamenti mentali che agiscono in modo automatico. Continua a leggere →

pulizia mentale e autoindagine

Nell’autoindagine ortodossa non c’è nessuna pulizia mentale; quando compare un contenuto mentale l’aspirante si chiede: “A chi appare questo? Chi sente questo? Chi pensa questo?”, scartando la mente e riportando l’attenzione dal percepito al Percipiente. Se però l’aspirante ha blocchi mentali grossi impiegherà molto tempo con l’autoindagine col rischio che abbandoni la sadhana. Langford continuò a praticare l’autoindagine 11 ore al giorno per 23 anni, senza risultati, addirittura Continua a leggere →

il senso di esistere collassa

Perdurando nel dimorare nel Sé, a un certo punto vi disidentificate dal sentire di essere immersi in una ‘vita’, che vi sia una successione di eventi. Rimane solo il Sé come pura essenza. L’impressione di esistere collassa. Se la cosa non vi è chiara, vi invito alla lettura dello Yoga Vasistha. Questa esperienza dev’essere consolidata da varie prove: quando andate al lavoro, o a fare la spesa, o litigate con Caterina… Deve rimanere stabile al di là d’ogni sfida. Io so che i Maestri Continua a leggere →

Dio è colui che vede – 4

Dio è colui che vede, il Percipiente. Portare costantemente l’attenzione a Chi percepisce significa destrutturare la visione della vita nel mondo (con scopi, significati, fare, divenire ecc.) e DIMENTICARLA. Si va oltre il gioco. Per dimenticare la vita del mondo dovete abbandonarla a Dio. Se volete risolvere subito tutto col vostro ego, rimarrete inevitabilmente cittadini del mondo. Voi invece dite: “Dio, io sto nel Sé e Tu ti occupi della mia vita”. E Dio o risolverà le cose da sé Continua a leggere →

Ennio Morricone

Non solo l’amore per la musica mi portano a ricordarlo, ma anche la mia ammirazione per la grande anima di Ennio, il suo nitore, la sua sobrietà, la sua indomita forza di volontà nello schierarsi al lato del Dharma. Qui le parole di Hegel sulla musica. Forse non avrei saputo dirle così egregiamente, ma esprimono ciò che esattamente io sento per la musica. Qui il suo autonecrologio per accomiatarsi. Qui la cronaca della sua dipartita, che testimonia la sua forte consapevolezza. Continua a leggere →