570. agisci consapevolmente

Questa è l’istruzione pratica attraverso la quale si visualizza l’io. In tutte le attività umane c’è una differenza fondamentale tra le parole espresse e l’attività reale. Le parole: “Io lo vedo”, “Io lo ascolto” ecc. sono abbastanza corrette. Ma nell’attività vera e propria la prima parte ‘io’ – la più importante – è deplorevolmente ignorata; mentre solo l’attività, la parte oggettività [“lo vedo”, “lo ascolto” – n.d.t.], viene posta in rilievo. Continua a leggere →

1316. la pace e le attività del corpo e della mente

Si può dire che si è completamente sani nel corpo e nella mente solo se nessuna parte del corpo o della mente si fa sentire. Una parte si fa sentire solo quando c’è qualcosa che non va. Tu sai che hai una testa solo quando fa male. Tu conosci le cose negli stati di veglia e sogno separandole da te. È allora che compare la dualità. Quindi, nel caso di un uomo sano, il corpo e la mente continuano a funzionare senza problemi, senza che si facciano notare in particolar modo; così egli rimane Continua a leggere →

l’illuminazione di Swami Kumili

Una mattina, nel 1932, a Kottayam, ove Sri Atmananda era allora Assistente Sovrintendente di Polizia, provò un insolito bisogno di andare sulle montagne orientali di Kumali nelle High Ranges (alte catene montuose). Egli era già in uno stato semi-trascendente, ma ciò nonostante cominciò subito un giro di ispezione a sorpresa delle stazioni di polizia di quei pressi [vedi Discorso 481 “Come produrre i migliori risultati dell’azione” – n.d.t.]. Arrivato alla stazione di polizia trovò che Continua a leggere →

481. Come produrre i migliori risultati dell’azione?

Se ci si perde nell’azione, l’azione stessa avrà il massimo successo, ossia produrrà i migliori risultati. Come raggiungere questo oblio si se stessi? Dirigi la mente alla sua fonte – l’Assoluto – lasciando una semplice samskara [silente inclinazione] riguardo alle azioni che si debbono compiere. Quando le azioni sono lasciate a se stesse, senza che gli organi di senso e la ragione inferiore le guidino, dal di dentro qualche principio – evidentemente la ragione superiore – prende Continua a leggere →

358. Come mantengo il mio centro durante le attività?

Le diverse sfere dell’esperienza di un uomo comune sono: 1) fare, 2) percepire, 3) pensare, 4) sentire, e in ultimo 5) conoscere. I primi quattro tipi di attività cambiano in continuazione, solo l’ultimo è immutabile. Ogni volta che hai esperienza di uno dei primi quattro tipi, poniti la domanda: “A chi sta accadendo questa esperienza particolare?”. Vedrai senza alcuna difficoltà che non appartiene al ‘Principio-Io’ ultimo, ma solo a uno dei suoi quattro mezzi o strumenti. Allora Continua a leggere →

1233. “io so di essere”. come dimostrare che questa conoscenza non sia un’azione?

Io dico di essere il fautore e di essere il fruitore. Il fautore non è il fruitore, ma io sono entrambi. Dunque io sono lo sfondo non-agente di entrambi. Conosco il fare e conosco il fruire. Questa conoscenza è la mia natura, non l’azione, perché la conoscenza non si separa mai da me. Quindi “Io so di essere” significa: “Risplendo nella mia stessa luce”. [Notes on Spiritual Discourses of Sri Atmananda] Continua a leggere →

248. Come pensare all’Assoluto?

A rigor di termini è impossibile farlo. Ai sadhaka spirituali viene spesso richiesto di pensare all’Assoluto. L’Assoluto è chiaramente al di là di ogni pensiero, perciò è impossibile pensarlo direttamente. Non c’è nemmeno bisogno di questo tipo di pensiero perché tu sei sempre quello. Per poter pensare all’Assoluto in qualche modo devi oggettivarlo. Hai solo bisogno di separare te stesso da tutto ciò che è non-atma [non-Sé]. Quando ciò è fatto, la tua vera natura risplenderà Continua a leggere →

encomi dal dipartimento di polizia

Anche se aveva pochissimo tempo per preparare a casa il suo lavoro del dipartimento di polizia, quest’ultimo non ne venne mai inficiato, tanto che l’amministrazione di polizia gli tributò calorosi riconoscimenti per il suo ruolo esemplare di ispettore procuratore, anche durante il periodo della sua intensissima sadhana – Sri Atmananda dormiva solo 4 ore e si svegliava alle 3 di notte per la pratica spirituale, in più a volte la moglie lo doveva lavare e nutrire perché era in stati di trascendenza Continua a leggere →

Atma Darshan e Atma Nirvritti

Ho completato il libro di Sri Atmananda ‘Atma Darshan e Atma Nirvritti’. Ho avuto la possibilità di rivederlo una sola volta. Perciò se trovate degli errori nel testo vi prego di segnalarmeli _/|\_ https://www.itisnotreal.net/wp/wp-content/uploads/Sri_Atmananda_-_Atma_Darshan_e_Atma_Nirvriti_-_ITALIANO.pdf Continua a leggere →