contemplazione del creato versus consapevolezza del nulla

Per molte scuole spirituali, soprattutto quelle che praticano un ferreo neti-neti (non sono questo non sono quello), le due cose restano una dualità inconciliabile. Esse dicono: “Non c’è nulla, e l’amore e la beatitudine sono ancora stati mentali”.

Dicono così perché a loro manca un pezzo…

In realtà la contemplazione estatica del creato e la consapevolezza del nulla sono la stessa cosa e proverò a spiegarlo.

Il realizzato sa che nulla accade e che la creazione è soltanto un sogno, e questa è consapevolezza del nulla. Però questo sogno è la poesia del Dio, impossibile non amarla… infatti l’illuminato ne rimane incantato. Quando Swami Ramdas entrò nel nirvikalpa samadhi, corse in lacrime ad abbracciare l’albero che stava rimirando; e poi corse ad abbracciare un pellegrino che si spaventò molto non essendo sicuro delle intenzioni benevoli dello swami.

Quando invece la visione del mondo sparisce, il realizzato si fonde con la pura Consapevolezza (o l’Essere, Presenza ecc.), e da tale fusione emerge somma Pace e Beatitudine – come emerge dalla contemplazione del sogno di Dio.

A volte prevale la contemplazione estatica del mondo, a volte l’immersione nella pura Consapevolezza. In ogni caso per il realizzato mondo e nulla sono la stessa cosa.

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