divenire coscienti delle proprie ferite per osservare gli inneschi causati

— Buongiorno Sergio, dato che conosci sia il campo psicologico sia l’oltre, ovvero periferia e centro, non credi che bisogna affrontare le istanze della periferia per giungere alla liberazione? Almeno divenire coscienti delle proprie ferite per osservare gli inneschi causati? Grazie.

— Per poter vedere la propria vera identità come Pura Coscienza, e ancor di più per stabilirsi in essa, la mente deve essere abbastanza purificata. Tale purificazione viene indicata come ‘eliminazione delle vasana’ (spinte varie della mente). Le ‘ferite ricevute’ sono a tutti gli effetti delle vasana. Io con i miei allievi ho fatto tanta pulizia mentale quando ce n’era bisogno. Quindi la mia risposta alla tua domanda è senz’altro sì. Ma non si può stabilire una regola generale. Chi è, in senso relativo, quell’aspirante che intraprende la strada per la liberazione? Le ferite non sono oggettive; un evento potenzialmente doloroso non è in sé una ferita, dipende da come lo elabora chi lo riceve. Più l’aspirante è identificato con la persona (il che non è affatto un giudizio di merito), più necessita di purificazione mentale; più è identificato con la Pura Coscienza, meno necessita di purificazione mentale. Io ho avuto bisogno di tantissima pulizia mentale. Grazie per la domanda.

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