è questa una forma di samadhi?

— Poco fa, camminavo, ma non c’era un io a camminare. C’era il Sé, e una spinta a camminare. Non un “devo” camminare o “voglio” camminare, ma solo un movimento che accadeva attraverso un corpo. Ed ogni filo d’erba, ogni rumore, ogni forma di vita, ogni antenna, Tutto era Lui, ero Io.

Poi, Ampi Spazi in cui c’era presenza ma non so cosa sia accaduto. Era come se dormissi e sognassi, presente, cosciente, ma staccata dall’illusione del sogno che stava accadendo in Me: quel camminare lungo il fiume, proprio come accade in un sogno lucido in cui sai che stai sognando e semplicemente ti godi lo spettacolo senza identificarti.

E subito dopo lunghi spazi di vuoto: mi sono accorta solo dopo di aver fatto un lungo tratto di strada, sempre Cosciente, ma di quello spazio e di quel tempo non ricordo Nulla: so solo che Ero Io.

Ed è poi sorta questa parola: ‘Equanimità’.

Qualsiasi cosa incontri questa Consapevolezza, essa può ri-conoscere, ma non è coinvolta mentalmente ed emozionalmente nell’accadimento. La forma-io sembra staccata, resta solo la Consapevolezza, resta solo la perfezione del Sé.

Equanimità, senza null’altro, quasi sinonimo di Pura Consapevolezza.

È questa una forma di samadhi?
P.

— Certo! Non c’era l’io-agente, non c’era nulla fuori da te in quanto Sé. Poi si sono alternati due stati diversi:
1) eri consapevole degli oggetti, ma questi o non erano separati da te o non turbavano la tua unità nel Sé (savikalpa), alternati a…
2) momenti di assorbimento nel Vuoto (nirvikalpa).

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