gli aspiranti vedono più volte la sparizione del mondo

— Non appena ho iniziato la meditazione formale c’era contemplazione. Poi ha iniziato a comparire un po’ di ansia, ma riuscivo a vedere il corpo che si purificava come se fosse un oggetto esterno, l’energia è salita alla testa ed ha iniziato un movimento spontaneo. Poi c’è stata una discesa verticale. Sono comparse immagini del lavoro che mi hanno irritato. Ho osservato questi contenuti per circa venti minuti e loro si sono affievoliti.

— Sì, l’osservatore ti porta fino alla conclusione: quando cioè l’osservare si trasforma nel dimorare nel Sé.

Non si è abituato alla sparizione del mondo e di se stessi come qualcosa che agisce nel mondo. È disorientante! Non perché sia difficile ma perché non si è abituati.

Gli aspiranti nel corso della loro sadhana vedono più volte questa sparizione – che non vuol dire necessariamente che non si veda il proprio corpo, gli oggetti e le persone, ma che anche se visti essi perdono completamente di significato in quanto apparenze fenomeniche. Vedono la sparizione ma se non sono ancora preparati se ne ritraggono senza neanche accorgersene. Tu ad esempio l’hai vista nel famoso sogno della fine della strada, ma non eri ancora pronto ad accogliere completamente la Verità, e senza avvedertene ti sei ritirato. L’attenzione si è rivolta alla mente, hai avuto un’apparente regressione con ricaduta nei contenuti mentali, così hai ripreso un percorso di crescita e ricreato un divenire. Però lavorando su quei contenuti col Testimone guadagnerai ulteriore distacco… E chissà che la prossima volta tu non sia pronto ad accettare che mente, mondo e io personale non esistono. In realtà si tratta di una crescita graduale; quelli che possono accettare subito la Verità sono già maturi per farlo.

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