la mente introversa

Guardate che bello questo passo da “Notes on Spiritual Discourses of Sri Atmananda”:

395. IN CHE MODO LA MENTE È LA CAUSA DI SCHIAVITÙ E LIBERAZIONE?

mana eva manusyanam karanam bandha-moksayoh
bandhaya visayasaktam, muktyai nirvisayam smrtam

[È solo la mente la causa
di schiavitù e di liberazione
anche nelle nostre vite umane.
Nella schiavitù la mente è legata agli oggetti.
Ma nella libertà la mente ricorda
che è veramente priva di oggetto.]
Maitrayani (Maitri) Upanishad, 6.34.11

La mente ha due tipi di attività: uno estroverso percepisce gli oggetti; l’altro introverso percepisce il vero Sé o Atma.

Quando la mente è introversa, entra in contatto con il Sé assoluto e diventa sovrastata dalla fragranza dell’Atma. In quello stato, qualunque cosa esca da quella mente sarà perfetta in tutti i suoi aspetti. Tutto avviene spontaneamente e senza sosta. Non c’è nessun ego a rivendicare qualche diritto su nessuna di queste affermazioni. Ogni parola o frase scritta o detta da un Saggio è di tale natura, ed è ciascuna un mantra in sé che aiuta a portarti più vicino alla Verità.

Il resto lo devi sperimentare.

* * *

Al prossimo Ritiro, il goal non dovrebbe essere quello di ottenere l’esperienza diretta, ma quello di stabilizzarsi nell’attività introversa della mente:
1. osservare la Consapevolezza
2. stabilizzarsi nella Consapevolezza
3. divenire la pura Consapevolezza (samadhi)

Per voi che mi seguite nei Ritiri di Autoindagine è già così; lo ribadisco – ispirato dal passo di Sri Atmananda – perché merita un’ulteriore riflessione!

Avete capito la dinamica della stragrande maggioranza dei partecipanti agli Intensivi di Illuminazione? Vanno lì per fare incetta di esperienze dirette, poi tornano a casa e si dedicano unicamente – o quasi unicamente – all’aspetto estroverso della mente: osservare oggetti! Cioè MANTENERE L’ILLUSIONE IN ESSERE!!

Ciò in pratica vanifica i loro sforzi spirituali agli Intensivi, fa sì che sia l’ego il fruitore delle loro esperienze dirette, tutto almeno finché non si rendono conto che devono dare spazio solo alla mente introversa. QUELLA È LA VERA E UNICA SADHANA PER LA LIBERAZIONE. Siete d’accordo?

Interessante, i buddhisti chiamano la mente introversa: “la vera natura della mente”; infatti la mente introversa non è altro che pura Coscienza.

Quando in passeggiata i vostri sensi incontrano un oggetto esterno avete due possibilità:

  1. o riconoscete quell’apparenza come falsa (metodo Nisargadatta) e allora ritornate alla pura Coscienza;
  2. ho fate un intento di divenire uno con l’oggetto, e anche così l’oggetto sarà reintegrato alla pura Coscienza.

Il metodo di “Amare tutto” è giusto, perché amare significa non separarsi in una certa misura e quindi vi avvicina alla pura Coscienza. Ma l’amore, per essere assoluto ha bisogno di Prajnana, la conoscenza suprema. Voi dovete capire perché in ultima istanza amate l’oggetto, altrimenti maya continuerà ad esistere in qualche misura. Voi amate l’oggetto perché l’oggetto è il Sé e c’è solo il Sé. Questa è la Conoscenza Suprema.

 

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