lo sfondo

993. Lo sfondo

La varietà apparente deve dimostrare l’esistenza di qualcosa di immutabile come suo sfondo. Analizzando la varietà e raggiungendo il cosiddetto background, anche lo sfondo svanisce e tu ti ritrovi Assoluto nella tua vera natura, che era stata chiamata ‘sfondo’ solo in relazione all’apparenza.

291. Che cos’è che si manifesta?

Ogni percezione, qualità o attributo richiede per esistere uno sfondo permanente.

Questo sfondo è la Realtà stessa. Per indicare la Realtà le diamo un nome, ma questo sfondo resta comunque ciò che trascende i sensi e la mente.

Esso non può essere chiamato sconosciuto. Io dico che è persino più che conosciuto, non dai sensi e dalla mente ma dalla Coscienza o dal Principio-Io. Perciò lo sfondo di tutto è la sola Realtà stessa.

Quando dici che l’ignoto esiste significa che lo hai conosciuto.

Quando la mente dice che c’è ‘qualcosa’ che trascende la mente, la mente stessa trascende il suo reame e, presentandosi come pura Coscienza, conosce quel ‘qualcosa’ come Reale.

143. Dalle qualità all’Assoluto

Le qualità non possono sussistere indipendentemente da uno sfondo permanente. Nel regno soggettivo c’è un principio immutabile, immortale, permanente come sfondo, e questo principio è il Principio-Io.

È la presenza di questo sfondo soggettivo permanente che ti spinge a cercare uno sfondo permanente corrispondente anche dietro gli oggetti. Esaminando il mondo oggettivo dal punto di vista del Principio-Io, arrivi anche a questo sfondo permanente dietro agli oggetti.

Questi due background si incontrano e sono uno nella Realtà.

604. Sii senza qualità e sarai libero

Ciò che chiamiamo oggetto è lo sfondo reale, che è sconosciuto perché vi si sovrappone un cumulo di qualità, le quali sono le sole ad essere conosciute. Le qualità vanno e vengono e non entrano nella creazione dell’oggetto. Perciò l’oggetto è in realtà soltanto lo sfondo sconosciuto e privo di qualità. Ogni oggetto non è altro che lo sfondo sconosciuto.

Non possono esistere due sconosciuti, perché per distinguere tra i due dobbiamo conoscerli. Perciò c’è solo uno sconosciuto, ed è te stesso, ed è anche lo sfondo di te stesso.

Questa è l’unica Realtà, l’Atma, il sempre libero. Conosci quello e sii libero.

1072. Lo schermo del cinematografo come analogia del Sé

È necessario uno schermo immutabile perché le forme e i loro movimenti si possano manifestare su di esso. Allo stesso modo è necessario uno sfondo immutabile perché la manifestazione dell’universo possa trasformarsi su di esso. Questo sfondo è il vero Principio-Io.

Se tenti di cogliere una persona dallo schermo, ciò che cogli è lo schermo, non la persona. Allo stesso modo quando una parte dell’universo viene percepita, è la Realtà dello sfondo che viene percepita (ciò che risplende è la Realtà).

Una forma-pensiero (che è un oggetto sottile) non può mai essere pensiero di un oggetto grossolano e la conoscenza non può mai essere conoscenza di una forma-pensiero perché le tre cose stanno in piani distinti e separati, laddove un piano non potrà mai invaderne un altro senza perdere la propria identità.

La percezione è sempre relativa allo strumento usato e l’oggetto della percezione è sempre dentro la percezione stessa. Allo stesso modo l’oggetto della conoscenza è sempre all’interno della Conoscenza, e la Conoscenza non è influenzata dalla cosa conosciuta. Perciò c’è la Conoscenza e soltanto la Conoscenza, senza riferimento alla cosa conosciuta. Questa Conoscenza è la Verità ultima, l’Atma, la tua vera natura.

Gli oggetti non possono esistere indipendenti dai sensi, né possono esistere le percezioni sensoriali indipendenti dalla mente, né possono esistere processi mentali indipendenti dalla Coscienza; quindi tutto è Coscienza o Atma. Quando una percezione svanisce, anche l’oggetto percepito svanisce e cessa di esistere in qualsiasi forma, come gli oggetti di un sogno che è passato; quindi quell’oggetto non può mai essere collegato a nessuna forma-pensiero successiva.

Un oggetto grossolano è limitato da spazio e tempo.
Un oggetto sottile è limitato solo dal tempo.

Ogniqualvolta prendi un pensiero, l’oggetto grossolano corrispondente non potrà mai rientrare in esso a causa del suo limite spaziale, e se rinuncia al proprio limite spaziale cessa di essere un oggetto grossolano. Pertanto un oggetto grossolano non può mai essere pensato, e una forma-pensiero non può mai diventare grossolana.

A rigor di termini non si può dire che un oggetto esista nello spazio, né si può dire che una forma-pensiero esista nel tempo, perché lo spazio è esso stesso un oggetto e il tempo è esso stesso una forma-pensiero. Non si possono mai percepire due oggetti o due forme pensiero contemporaneamente e, a meno che due o più oggetti siano percepiti contemporaneamente, non si può mai dire che una cosa esiste in un’altra.

[Notes on Spiritual Discourses of Sri Atmananda]

 

Condividi questo post: