lo stato naturale

Nella dualità si sperimenta l’io-ego in quanto conoscitore e controllore, e si sperimenta la conoscenza come prodotto (oggetto) del conoscitore.

Nella non-dualità, nel samadhi, Invece c’è solo la conoscenza/coscienza e nessun conoscitore; essa si auto-conosce, è auto-consapevole, per questo viene detta auto-luminosa. Ma è abbastanza diversa dalla conoscenza duale… Nella non-dualità non c’è il conoscitore e nessuno che controlla e monitora interrogandosi: cos’è questo e cos’è quello e come sta andando il processo…

Ecco perché questa conoscenza auto-luminosa non viene percepita e nel sonno profondo si è inconsapevoli. Troppo diversa da come siamo abituati. È come dire a qualcuno di “respira sott’acqua”… sembra un’antinomia.

Lo stato naturale è il nirvikalpa samadhi – consapevolezza consapevole di se stesa senza oggetti. Sri Ramana lo chiama Turiya, egli dice “C’è solo Turiya”. In “Sii ciò che sei”, curato da David Godman, nel capitolo dedicato al Samadhi, vengono distinti vari tipi di samadhi, a secondo se vi siano o no pensieri, oggetti… A noi però questa distinzione non importa. Qui dobbiamo capire che lo stato naturale è “consapevolezza consapevole di se stessa senza oggetti”.

E se vi sono pensieri? E se appare la consapevolezza del corto?

Se avete letto il discorso 406 di Sri Ramana, conoscete la risposta: tutte queste aggiunte poggiano sullo Stato naturale, perciò il fatto che vi siano o no non disturba il nirvikalpa samadhi o turiya; è come quando la vostra attenzione è tutta sul finale del film e in strada vi sono dei rumori: non vi badate nemmeno.

La profonda radicata convinzione ‘io sono il Sé, sono il nirvikalpa, sono turiya, sono pura coscienza’ si tramuta in identità, dando ininterrotta continuità allo stato naturale.

Tuttavia, per avere tale profonda comprensione l’aspirante dovrebbe aver esperito almeno un secondo di nirvikalpa samadhi. Se no questa convinzione su cosa poggia, su una fede religiosa?

Perciò, per come vedo io, il primo impegno dell’aspirante sulla via diretta dovrebbe essere quello di avere un’esperienza diretta della Verità.

Però… che bello respirare sott’acqua!

 

Anoushka Shankar – Breathing Under Water

 

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