Nisargadatta: la conoscenza “Io Sono” è la prima illusione

“Quando ti parlo, non cercare di comprendere dall’identità corpo-mente. Il tuo vero stato è sempre presente; non è andato da nessuna parte. Sebbene tu non lo sapessi che era presente, mentre ora lo sai, non hai fatto nulla. C’è sempre.

“Sul mio vero stato, integro, omogeneo, è apparsa semplicemente una piccola increspatura: è giunta la notizia “Io sono”. Quella notizia ha creato tutta la differenza ed ho iniziato a conoscere questo; ma ora ho conosciuto il mio vero stato. Così, innanzi tutto comprendo il mio vero stato e poi comprendo che questa increspatura va e viene sul mio vero stato. Mentre nel tuo caso, ti interessi all’increspatura e non al tuo vero stato.

“Dalla mia esistenza come Noumeno è venuto questo stato fenomenico. L’omogeneo comprende il gioco degli attributi, la proiezione della mente, ma il gioco, la proiezione della mente, non può comprendere l’omogeneo. Nel momento in cui cerca di comprenderLo, la mente diventa uno con Esso. Tutti stanno cercando di comprendere il significato di questo. Voi non comprendete perché avete tutte le fasciature dell’ “Io-sono-questo-o-quello”. Rimuovetele.

“Il punto di vista ultimo è che non c’è nulla da comprendere, così, quando cerchiamo di comprendere, stiamo soltanto indulgendo in acrobazie mentali. Qualunque cosa spirituale aspiriate a conoscere, accade tutto in questo mondo oggettivo, nell’illusione; tutte le vostre attività, materiali e spirituali, sono in questa illusione. Tutto questo sta accadendo nel mondo oggettivo, tutto è disonestà; in questa frode non c’è verità”.

Nisargadatta Maharaj, ‘Prima della Coscienza’

NOTA DI SERGIO – Per leggere Nisargadatta Maharaj bisogna sapere che lui cerca da subito di condurre l’aspirante a Turiyatita, cioè oltre la mente, oltre i concetti; mentre altri mastri di Advaita Vedanta indicano metodologicamente Turiya (la conoscenza dell’Io Sono universale), sapendo che da lì l’aspirante arriverà a Turiyatita. Per questo, quando Nisargadatta ha dei colloqui, più che spiegare cos’è il Sé, fa il Bastian contrario: non appena lo studente definisce il Sé con un concetto, Nisargadatta lo nega, come nel seguente esempio:

“D: L’altra sera, durante la meditazione, c’era il puro stato “Io-Io”. L’ho ritenuto il riconoscimento del Sé.
“M: È questo il vero significato del tuo Sé? Sputalo via! Qualunque cosa tu abbia inteso, non lo sei. Perché ti perdi in concetti? Tu non sei ciò che conosci, sei il conoscitore”.

Nisargadatta infatti dà l’indicazione di non definirsi.

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