perché l’ego ritorna?

— Buongiorno Sergio. Oggi è una giornata di malinconia, tutto è grigio, fermo e silenzioso. Guardo la mente creare pensieri di fare, persone da sentire, un vuoto da colmare. Mi dico che dovrei studiare di più, troverei qualche risposta…
Mi siedo a meditare e resto presente. In questi momenti, dove ogni realizzazione e comprensione sembrano lontane, l’unica cosa che posso fare è avere fiducia. La lascio scendere nel cuore e sento che mi scalda.
Piano piano la fiducia, senza colore o aspettative, diventa la sola cosa presente. E realizzo un pensiero: tutto passa. E resto. Mi commuovo per l’estrema bellezza di tutto questo.

— Perfetto! Nell’Advaita noi affrontiamo questo col Testimone, che in pratica è come hai fatto tu. Come sai, ciò che descrivi sono tutti oggetti mentali: malinconia, grigiore, sentirsi fermi, vuoto da colmare, realizzazioni lontane… Allora la mente, che li ritiene reali, cerca soluzioni: dovrei studiare, trovare risposte…

Che risposte? Che realizzazioni lontano? Siamo già il Sé! Il problema è che VI SONO ANCORA DELLE APPARENZE CHE SI CREDONO REALI.

Quello che non comprende la maggior parte degli aspiranti è che ci vuole tanto tanto tempo e tanto tanto lavoro e perseveranza. Si hanno successi spirituali, ma non bastano per mandar via l’impostore, il piccolo io. A un certo punto, con grande sorpresa, sparisce per un certo tempo; ad esempio per tre giorni non ti riesce di trovare l’io nemmeno con il lanternino di Diogene. Poi torna… Prima tornava dopo un istante, adesso dopo tre giorni. Perché è tornato? Perché vi sono ancora oggetti e fenomeni (psichici e fisici) che credi siano reali. Quando appaiono, ti identifichi, ti coinvolgi e ridiventi un io personale. Allora comprendi che c’è bisogno ancora di purificazione, e nell’Advaita, a questo punto, quando è ormai chiaro che si è il Sé, la facciamo col Testimone.

Quando gli oggetti e i fenomeni che ancora si credono reali sono rimasti veramente pochi, il Sé – che c’è sempre stato – non è più offuscato, e allora l’ego non torna più.

Per quasi tutti, tranne eccezioni come Sri Ramana, ci vuole tanto tempo e tanto lavoro e incrollabile perseveranza; non bisogna mollare fino al conseguimento del pieno successo. Ecco perché pochi conseguono la realizzazione: o non hanno l’insegnamento corretto, o sono deboli di fronte alle crisi, o non durano abbastanza, o un mix dei tre.

‘Tutto passa’ deve diventare: TUTTA L’APPARENZA È VACUITÀ E NON ESISTE in quanto tale. Allora il nodo della mente viene finalmente reciso!

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